Della prima bottega in località Lisamara non si ricorda neppure la data, almeno a memoria. Forse, perché era fatta della stessa sostanza dei monti, uno di quei negozi che non si sa dove iniziano e finiscano, si incastrano nel muro in sasso, e vendevano candele, la farina, il sale, lo zucchero, il caffè, e qualche medicinale nei barattoli. Quello di Lisamara lo aprirono Giovanni e Antonia, lui era classe 1902, e lei era poco più giovane: erano i nonni di Claudia Borrè, che ha ricevuto nei giorni scorsi il riconoscimento di “Bottega storica” per la sua osteria a Zerba, la S’cianza. «Sì, tutto iniziò a Lisamara un secolo fa, ma mio papà, Giovanni Paolo, alla fine degli anni Sessanta decise di portare l’attività qui, a Zerba. Nel 1972 sono nata io, e c’era già. Però il negozio non basta da solo, la gente continua a calare. Per questo nel 2018 ho pensato di aprire l’osteria, con il menù tipico della nostra valle», e dove ad ogni San Michele non mancano gli gnocchi. Claudia spiega che «tutte le attività delle nostre montagne meriterebbero un riconoscimento». Aggiunge: « Di certo a me fa piacere, perché penso soprattutto ai sacrifici fatti dai miei nonni e all’amore che hanno messo in ogni singolo giorno di lavoro i miei genitori, papà e mamma Carla».
La titolare spiega di odiare i conti, «però bisogna farli, e sono difficili, sempre. In inverno qui passano pochissime persone e il paese è sempre più “piccolo”. Ci sono giorni come questo, con la nebbia, dove arriva la malinconia». Però Claudia non rinuncia al suo sogno: dimostrare che sia possibile vivere e lavorare anche in Valboreca, la vallata antichissima di Annibale, dei celti, dei romani, dei lupi , e dove anni fa c’era chi giurava anche di aver visto un orso. «La soddisfazione la danno i clienti che tornano, la gente che ci vuole bene. Le tasse sono massacranti, è vero, e ogni estate si lavora anche per vivere in inverno. Però ogni anno cerchiamo di fare un passo in più, di non arrenderci. Abbiamo installato il fotovoltaico, abbiamo sistemato il portico. Questa è la mia vita, il mio paese, sempre qui, accanto alla Posta».
Guai se mancasse la speranza: «Ora è arrivata una famiglia bielorussa, ci parliamo con il traduttore. Speriamo scelgano di vivere qui stabilmente. Se allargo lo sguardo, poi, non vedo altra soluzione se non la fusione tra i Comuni».
Il riconoscimento è stato consegnato in municipio dal sindaco Giovanni Razzari e dal direttore di Confesercenti Fabrizio Samuelli, che ha voluto scegliere Zerba come sua seconda casa: «Il riconoscimento di “Bottega Storica” è un importante traguardo per una attività che rappresenta un elemento fondamentale in un territorio, quello della montagna, con una popolazione sempre più anziana e bisognosa di un punto di appoggio, che garantisca calore, l’essenziale per la vita quotidiana e sostegno reale ai tanti bisogni. Queste realtà però sono tradite dalla politica, dallo Stato, da chiunque potrebbe aiutare a sopravvivere queste vitali attività, le cui gestioni vivono il proprio lavoro come una vera e propria missione. Sono inutili i tanti convegni, le belle parole, le promesse mai mantenute. Servono fatti, concretezza, soprattutto risorse, per garantire un giusto riconoscimento ed un futuro a queste fondamentali attività.
Grazie ancora a Claudia, alla S’cianza ed alla sua tradizione».
Elisa Malacalza
(Articolo tratto dal N° 41 del 11/12/2025 del settimanale “La Trebbia”)
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