
Ci sono paesi che si attraversano e altri nei quali viene spontaneo fermarsi. Cerignale è uno di questi.
Per arrivarci bisogna lasciare la Val Trebbia e salire verso la montagna. La strada si fa via via più stretta, i boschi prendono il posto dei campi e le case diventano meno frequenti. Poi, quasi senza accorgersene, si arriva a Cerignale, piccolo comune dell’Appennino piacentino affacciato su un territorio che mette in comunicazione la Val Trebbia con la Val d’Aveto.
È un paese raccolto, circondato dal verde e con un carattere ancora molto legato alla montagna. Non ci sono grandi monumenti capaci da soli di attirare il visitatore. Il suo interesse sta piuttosto nell’insieme: le case, le stradine in pietra, l’acqua che attraversa il paese, i boschi e le montagne che lo circondano.
Tra Val Trebbia e Val d’Aveto
Cerignale si trova sulle pendici del Monte delle Tane, a circa 1.200 metri di quota, in una posizione di crinale tra Val Trebbia e Val d’Aveto.
È una collocazione che aiuta a capire anche la particolare identità di questa parte dell’Appennino. Siamo nel territorio delle Quattro Province, dove Piacenza, Genova, Alessandria e Pavia si incontrano e dove, per secoli, persone, merci e tradizioni hanno attraversato i confini amministrativi senza considerarli un limite.
Anche la cucina racconta questo incontro. Accanto ai piatti della tradizione piacentina si trovano preparazioni che ricordano la vicina Liguria, come la pasta al pesto, la cima e i “cori pin”, i cavoli ripieni. A questi si aggiungono i prodotti tipici della montagna, dalle castagne ai funghi, dai formaggi alla selvaggina.
Il centro del paese e l’acqua
Arrivando a Cerignale vale la pena lasciare per un po’ la strada e fare due passi nel centro.
Le vie in pietra, le case raccolte e i piccoli particolari che si incontrano lungo il percorso restituiscono l’immagine di un paese di montagna che ha conservato parte della sua struttura originaria.
Una delle caratteristiche più curiose è l’acqua che scorre lungo alcuni “bedi”, canaletti del paese. È l’acqua dell’acquedotto, utilizzata anche per alimentare una piccola centrale idroelettrica. In alcuni punti i canaletti accompagnano le strade e, nelle ore serali, vengono illuminati.
È un dettaglio semplice, ma abbastanza insolito da meritare attenzione.
L’acqua, del resto, ha avuto un ruolo importante nella storia di Cerignale. Nel territorio sono presenti fontanili e sorgenti e sono rimaste diverse testimonianze delle strutture che un tempo sfruttavano questa risorsa per le attività quotidiane.
Tra queste c’è anche un antico mulino a doppia ruota, ancora funzionante in occasione di alcune iniziative.
La chiesa di San Lorenzo
Nel centro dell’abitato si trova la chiesa di San Lorenzo Martire, uno dei principali edifici religiosi del paese.
La parrocchia venne istituita nel Seicento e la chiesa conserva testimonianze legate alla storia religiosa della comunità. Come in molti piccoli paesi dell’Appennino, la parrocchia non era soltanto un luogo di culto, ma rappresentava anche uno dei punti di riferimento della vita locale.
Per conoscere la storia di Cerignale, però, bisogna guardare anche oltre il capoluogo e spostarsi nelle frazioni.
La storia di Cariseto
Tra queste c’è Cariseto, che in passato ebbe un’importanza maggiore di quella che potrebbe suggerire oggi la sua dimensione.
Qui sorgeva un castello in posizione strategica, legato prima ai Malaspina e successivamente ai Fieschi e ai Doria. La sua collocazione aveva una ragione precisa: queste montagne erano attraversate da antichi percorsi che collegavano la Pianura Padana con la Liguria.
Secondo la tradizione, nel XII secolo anche Federico Barbarossa soggiornò nel castello di Cariseto durante una delle sue permanenze nell’area controllata dai Malaspina.
Del castello oggi rimangono soprattutto le testimonianze storiche e archeologiche, ma la sua storia aiuta a comprendere quanto fossero importanti, un tempo, anche questi luoghi apparentemente lontani dalle principali vie di comunicazione.
Boschi, sentieri e montagne
Il territorio di Cerignale va ben oltre il piccolo centro abitato.
Intorno al paese si trovano boschi, crinali e numerosi nuclei abitati, collegati anche da sentieri e antiche mulattiere. Erano percorsi utilizzati quotidianamente dagli abitanti quando gli spostamenti tra una località e l’altra avvenivano soprattutto a piedi e che oggi permettono di conoscere il territorio con un ritmo completamente diverso.
La posizione sul crinale regala inoltre diversi punti panoramici. Da una parte la Val Trebbia, dall’altra la Val d’Aveto, con le montagne che fanno da naturale collegamento tra le due valli.
Non è necessario affrontare lunghe escursioni per apprezzare questo paesaggio. Anche una passeggiata nei dintorni del paese è sufficiente per lasciarsi alle spalle le strade e ritrovarsi rapidamente nel silenzio dei boschi.
Ponte Organasco
Un altro luogo da conoscere è Ponte Organasco, antico abitato del comune situato lungo il Trebbia.
Il nome è legato al ponte che permetteva di attraversare il fiume e che rappresentava un passaggio importante lungo la viabilità della valle. La struttura venne distrutta nel 1923 e successivamente sostituita dall’attuale ponte.
Ponte Organasco ricorda quanto fossero importanti, in passato, gli attraversamenti del Trebbia. Prima delle strade moderne, il fiume era uno degli elementi attorno ai quali si organizzavano i collegamenti tra i paesi e verso la Liguria e la pianura.
Percorrendo oggi queste strade è facile non rendersi conto di quante persone siano passate da qui prima dell’arrivo delle automobili e della viabilità moderna.
Un paese nel quale vale la pena fermarsi
Cerignale non è un paese da visitare in fretta.
Si può arrivare, lasciare l’auto e semplicemente camminare. Guardare le case, seguire i piccoli canaletti dell’acqua, fermarsi davanti a una fontana, entrare nella chiesa di San Lorenzo oppure prendere uno dei sentieri che si inoltrano nei dintorni.
E naturalmente ci si può fermare a tavola, lasciandosi guidare dai sapori della cucina locale, che anche attraverso i piatti racconta l’incontro fra l’Appennino piacentino e quello ligure.
La strada per arrivare fin qui fa parte del viaggio, ma Cerignale non ha bisogno di essere soltanto una tappa lungo un percorso. Merita di essere raggiunta anche con l’idea di trascorrere qualche ora nel paese e nei suoi dintorni.
Una piccola parte delle Quattro Province
Cerignale è un comune della provincia di Piacenza, ma la sua storia e le sue tradizioni appartengono a un territorio più ampio.
Qui le influenze emiliane e liguri si sono incontrate per secoli, dando vita a una cultura appenninica che non segue i confini segnati sulle cartine. È uno degli aspetti che rendono così interessante questa parte delle Quattro Province.
Il paese, da solo, è piccolo. Attorno, però, c’è un territorio fatto di montagne, boschi, frazioni, antiche strade e storie che meritano di essere conosciute.
Forse è proprio questo il motivo per cui Cerignale lascia qualcosa a chi arriva fin quassù. Non per una singola attrazione, ma per il modo in cui il paese si inserisce nel paesaggio.
E dopo averlo attraversato, viene naturale fermarsi ancora un po’, guardare le montagne e riprendere la strada con calma.
(Fotografie tratte dalla pagina Facebook “La Valle delle favole”)
Related Posts