Trovata a Rovegno la droninoite, il minerale delle stelle

Il Droninoite è un minerale davvero sorprendente: scoperto per la prima volta nel 2008 durante l’esame di un meteorite caduto sulla terra non più di 5000-8000 anni fa. Il frammento in questione era stato ritrovato nella regione di Dronino, vicino a una località su un monte poco più a nord-est di Kasimov, nel distretto di Rjazan, distante da Mosca circa 400 km. Tale minerale, giunto sulla terra dopo un lungo percorso attraverso l’universo, era letteralmente qualcosa di extraterrestre, in quanto mai trovato prima sul nostro pianeta. Eppure, ciò che rende questa storia ancora più incredibile è il ritrovamento completamente inaspettato della sostanza dentro al sottosuolo terrestre. Infatti, l’esplorazione geologica effettuata non molto tempo prima vicino a delle miniere abbandonate del comune di Rovegno, situato nella val Trebbia ligure, aveva portato al sorprendente ritrovamento del minerale. Nonostante in tempi diversi campioni di Droninoite fossero stati ritrovati in Russia e in Kazakistan, trasportati dalla caduta di meteoriti dallo spazio, questo frammento ritrovato a Rovegno è stato il primo mai identificato come di origine terrestre. Questo segna il terzo riconoscimento ufficiale di Droninoite su scala mondiale. La scoperta grazie al geologo marchigiano Marco Marchesini, presentata in una conferenza tenutasi a Loco di Rovegno, ha chiarito le condizioni geologiche che hanno permesso la creazione del minerale. Secondo Marchesini, la Droninoite si crea combinando e trasformando nickel  e cloro a contatto con l’acqua e il dioxido di carbonio.

Se il meteorite russo ha subito queste trasformazioni a seguito del lungo viaggio spaziale, a Rovegno la formazione a cui dà il nome è dovuta a un contesto unico del territorio, che presenta un antico bacino giurassico che risale a circa 180 milioni di anni fa. Questo bacino, in seguito chiuso e trasformato in seguito a complessi fenomeni geologici, è arrivato a contatto con “pezzi” di mantello terrestre per contesti estremamente profondi. Le rocce, di “ofiolite del Pescia”, nascondono in sé elementi chimici che parlano di antiche “voci” provenienti dalle profondità terrestri e dagli oceani ormai scomparsi, in quanto non più esistenti. Nel 2023 viene identificato un frammento di droninoite nella penisola della Kamchatka, estremo oriente russo, che è il quarto esemplare descritto e noto al mondo di questo raro e misterioso minerale. Marchesini sottolinea che, in realtà, si tratta di una presenza da verificare, quindi soltanto presunta. A stupire per primi i ricercatori è stato il ritrovamento. All’inizio “non ci credevamo neanche noi. Abbiamo ripetuto ben tre volte l’analisi” commenta.

Questa scoperta sorprendente ha reso la comunità geologica molto motivata ad indagare su dove potrebbe essere situata altra droninoite in Italia. Alcuni ricercatori ritengono che tracce simili siano state recentemente trovate in Toscana. “Aspettiamo per capire veramente quali saranno i prossimi sviluppi dei eventi” spiegano. Nel frattempo, il primo ritrovamento in Italia rimane in Val Trebbia – e precisamente nel territorio di Rovegno. Il piccolo pezzo che è stato scoperto alcune settimane fa è stato ufficialmente donato a questo comune. “Il reperto verrà tenuto con massima cura e sarà possibile vederlo in municipio per chiunque sia interessato,” spiega il sindaco Giuseppe Isola. “Inoltre, continueremo gli studi e le ricerche sulle miniere dismesse per le quali, per questioni di sicurezza, abbiamo dovuto ordinare la chiusura qualche settimana fa. Non sarebbe male, però, renderle fruibili in sicurezza ai visitatori ma per farlo ci vuole del denaro, e non ne disponiamo al momento.”

La scoperta è stata presentata ufficialmente durante una conferenza organizzata dal Comune di Rovegno insieme all’Associazione Micro-Mineralogica Italiana e il Gruppo Speleologico Ligure Arturo Issel. Durante il convegno Marchesini ha presentato nuove scoperte fatte nella zona. Molti dei reperti scoperti sono stati inoltre al centro di un nuovo articolo pubblicato sulla rivista Micro dall’Associazione Micro-Mineralogica Italiana.

Marchesini, un geologo di grande esperienza nel settore minerario ed energetico di diverse aree del mondo come Europa Settentrionale, Medio Oriente e Africa, grazie a queste lunghe attività è riuscito a conquistare competenze eccellenti nelle geoscienze e in particolare in geologia e geofisica. Marchesini ha realizzato numerose pubblicazioni internazionali, da lavori accademici a testi divulgativi, che trattano principalmente argomenti legati alla geofisica, geologia, storia e mineralogia. L’esposizione magistrale è stata arricchita dalle straordinarie immagini fornite dal fotografo naturalista Marco Esposito che hanno abbellito minerali dai colori più svariati e dai nomi spesso assai sconosciuti alle folle, come ad esempio quintinite, vaesite, violarite, magnesio-hastingsite, che sono specie mineralogiche di interesse del territorio in esame. Si è anche parlato delle storiche miniere di Rovegno e dei loro minerali, tra cui spicca calcopirite, azzurrite e rame, elementi che attualmente stanno diventando interessanti.

La fotografia della Droninoite è tratta dal sito https://www.mindat.org/
La fotografia della miniera di Rovegno è di Laura Badiini
La cartina è tratta da Il Secolo XIX

1 commento finora

GM Pubblicato il11:50 - Settembre 5, 2025

Sono senza parole…. ma entusiata all’idea che in Vat Trebbia abbianto trovato un minerale così raro

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