
Per molti genovesi l’Antola non è soltanto una cima dell’Appennino, ma una meta familiare, legata alle escursioni, alle amicizie nate lungo i sentieri e alle giornate trascorse nei rifugi. A questo rapporto, costruito nel corso di oltre cent’anni, è dedicato “Genovesi in Antola”, il nuovo libro di Alessio Schiavi, recentemente arrivato nelle librerie e nelle rivendite delle vallate.
Il volume rappresenta la terza pubblicazione della collana “L’Appennino racconta”, iniziativa editoriale nata con l’intento di conservare e diffondere le vicende, le tradizioni e le memorie del territorio compreso tra il monte Antola e l’area delle Quattro Province.
Escursionista, ricercatore e conoscitore della storia locale, Schiavi ricostruisce la presenza dei genovesi sulla montagna attraverso fotografie storiche, testimonianze, documenti e racconti. Ne emerge un itinerario non soltanto geografico, ma anche umano, popolato da associazioni, gestori di rifugi, volontari e appassionati che hanno contribuito a rendere l’Antola uno dei luoghi più frequentati e amati dagli escursionisti liguri.
Una collana per custodire la storia dell’Appennino
Il progetto editoriale prevede due pubblicazioni all’anno. La prima viene proposta nel mese di giugno, in coincidenza con la festa di San Pietro sul monte Antola, mentre la seconda esce durante il periodo natalizio.
L’obiettivo è recuperare vicende che rischierebbero di essere dimenticate e restituire valore al patrimonio storico, culturale e sociale delle comunità appenniniche.
La collana era stata inaugurata da “Vescovi, partigiani e boscaioli d’Antola”, dello stesso Alessio Schiavi, al quale era seguito “La bambina che andava in Antola e altre storie”, scritto da Emanuele Roccatagliata e Zita Barabino.
Con questa terza uscita l’attenzione si concentra sul legame tra il capoluogo ligure e quella montagna che, pur trovandosi lontana dalla costa e dalla vita urbana, è diventata nel tempo una sorta di naturale punto di riferimento per molti cittadini.
Il libro è pubblicato dalla Cooperativa Sociale Edizioni Gutenberg ONLUS di Piacenza, con il sostegno del Parco Naturale Regionale dell’Antola e la collaborazione di diverse realtà del territorio.
Le sue 72 pagine propongono una lettura accessibile e ricca di curiosità, rivolta tanto agli appassionati di montagna quanto a coloro che desiderano approfondire la storia dell’entroterra ligure.
Un secolo di escursioni e cambiamenti
Tra i documenti più significativi presentati nel volume compare l’immagine di una gita organizzata nel 1923 dall’Unione Ligure Escursionisti di Genova, alla quale parteciparono ottantacinque soci.
Quella fotografia diventa il punto di partenza per osservare l’evoluzione dell’escursionismo e il diverso modo di raggiungere e vivere la montagna. Nel corso dei decenni sono cambiati i mezzi di trasporto, le attrezzature, i percorsi e l’organizzazione delle escursioni, ma è rimasto vivo il desiderio di allontanarsi dalla città per ritrovare il contatto con la natura.
Il racconto arriva sino agli anni Ottanta, periodo delicato per l’Antola dopo la conclusione della lunga gestione del rifugio da parte della famiglia Musante. Furono soprattutto l’impegno dei volontari, delle associazioni escursionistiche e delle istituzioni locali a favorire una nuova stagione.
Realtà come il Club Alpino Italiano e la Federazione Italiana Escursionismo contribuirono alla ripresa delle attività e alla valorizzazione del rifugio e dei sentieri.
Il libro non si limita quindi a mettere in ordine date e avvenimenti. Attraverso i ricordi dei protagonisti mostra ciò che l’Antola ha rappresentato per diverse generazioni: un luogo di libertà, incontro e condivisione, abbastanza vicino alla città da poter essere raggiunto in giornata, ma capace di offrire un ambiente e un ritmo completamente differenti.
L’autore
Alessio Schiavi lavora come infermiere presso l’Istituto Cardiovascolare di Camogli. Parallelamente alla professione sanitaria porta avanti da anni un’intensa attività di ricerca e divulgazione sulla storia dell’Appennino ligure.
Collabora con il Parco dell’Antola e con il rifugio del monte ed è autore di varie pubblicazioni dedicate, tra gli altri temi, alla val Vobbia, al Castello della Pietra, al Monte Reale e alle comunità dell’entroterra.
Tre incontri durante l’estate
L’uscita di “Genovesi in Antola” sarà accompagnata da tre appuntamenti pubblici, durante i quali verranno presentati anche gli altri titoli della collana. Il primo incontro si è svolto il 25 luglio alle ore 18 nella biblioteca di Molino Vecchio, in Valbrevenna, all’interno della rassegna “Che storie!”.
La seconda presentazione si è tenuta domenica 2 agosto alle 18.30 al Giardino del Cavallo di Crocefieschi, nell’ambito di “Crocefieschi Legge”, presente anche G.B. Menzani, direttore editoriale di Officine Gutenberg.
Il 30 agosto a Pentema
La presentazione avrà luogo presso la “Libreria dell’Appennino” con aperitivo finale all’annessa “Osteria Cà di Gianchi”, ubicati in edifici storici ristrutturati ed entrambe parti di un eroico progetto che mira a mantenere vivo e rigenerare il paese con iniziative di diverso genere, promosse dalla Cooperativa di Comunità Val Pentemina (info e accoglienza 379.260.34.93) nell’ambito del Progetto Patrania.
Presto altri locali diventeranno un negozio con prodotti di prima necessità, prodotti agricoli e artigianali locali e camere per il pernottamento.
Ma a Pentema è anche possibile visitare il Museo Cà da Sitta e una mostra fotografica sulla valle in ambienti che anch’essi ci riportano all’800 rurale e montano di questo paese a cavallo tra Scrivia e Trebbia… dove l’Appennino racconta!
Dove trovare il volume
Il libro può essere acquistato nelle rivendite delle valli Trebbia, Scrivia e Borbera, nelle librerie di Genova e attraverso i principali canali di vendita online.
(Articolo tratto dal N° 28 del 06/08/2026 del settimanale “La Trebbia”)
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