Addio al partigiano Cesare Po, era l’ultimo superstite dei “Galletti di Scarniago”

Si è spento all’età di 101 anni il partigiano Cesare Po. Era l’ultimo superstite dei “Galletti di Scarniago”, così si chiamavano i partigiani appartenenti alla Terza Brigata di Giustizia e Libertà, comandata dal carabiniere “Paolo” Alberto Araldi. Nato a Rivergaro il 12 agosto 1924, Cesare Po si era diplomato geometra all’Istituto Romagnosi di Piacenza. Dopo la guerra, lavorò per tre anni come tecnico comunale a Rivergaro, sostituendo il “titolare” che era rimasto prigioniero in Germania. Il suo piglio da “avventuriero” lo convinse a seguire un suo ex compagno di scuola in Venezuela, dove si era trasferito nel dopoguerra. In Sud America Cesare Po rimase per ben diciassette anni, e lì conobbe sua moglie, originaria di Bobbio. Si sposarono una volta tornati in Italia. Trovato lavoro in un’impresa di Milano, Cesare Po continuò a girare il mondo per seguire i cantieri. Anche dopo la pensione, la sua residenza è rimasta a Milano, ma alcuni mesi dell’anno li trascorreva nella sua casa di Bobbio.
Cesare Po raccontò la storia della sua vita – raccolta peraltro nel libro “Diario di un ribelle” – in occasione dell’inaugurazione della mostra sul comandante Paolo all’Archivio di Stato di Piacenza, lo scorso 6 febbraio. Fu una narrazione lucida e precisa, con un ricordo vivido di tutti gli avvenimenti e del “suo” comandante, che esattamente ottant’anni prima fu fucilato dai nazifascisti. “Abbiamo passato mesi a Scarniago – raccontò in quell’occasione – dove è nata la terza Brigata di Giustizia e Libertà, poi ci siamo trasferiti a Rivergaro dove c’erano anche i tedeschi, poi sono arrivati i carristi russi con sette-otto carri armati, ma non ci facevano troppo paura perché in montagna i nascondigli erano tanti. Comunque Paolo per noi è stato un maestro, soprattutto era una persona molto leale e ci diceva sempre che i prigionieri non si toccano”.

https://www.piacenzasera.it/(21/08/2025)

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