La chioccia dalle uova d’oro: il tesoro nascosto dei Fieschi a Montoggio

 A Montoggio, in Valle Scrivia, i ruderi del castello dei Fieschi conservano il ricordo di una delle vicende più drammatiche della storia genovese del Cinquecento. Tra le storie tramandate intorno alla vecchia fortezza ce n’è una che parla di un tesoro nascosto e di una misteriosa chioccia dalle uova d’oro.
Per capire come nasce questa leggenda bisogna tornare al 1547, quando la potente famiglia dei Fieschi si trovò travolta dalle conseguenze di una congiura contro Andrea Doria e la Repubblica di Genova.

La caduta del castello

Il castello di Montoggio sorgeva in posizione dominante sull’abitato e sulla valle. Le sue origini risalgono al Medioevo e, nel corso dei secoli, la fortezza era diventata uno dei punti di riferimento dei Fieschi nell’entroterra genovese.
Nel gennaio del 1547, Gian Luigi Fieschi tentò di rovesciare il potere di Andrea Doria e dei suoi alleati. La congiura fallì e Gian Luigi morì durante gli avvenimenti che seguirono. La reazione dei vincitori colpì duramente la famiglia e i suoi possedimenti.
Anche a Montoggio arrivò il momento della resa. Il castello fu assediato, gli ultimi difensori vennero sopraffatti e la fortezza fu infine distrutta con gli esplosivi. Di quella che era stata una roccaforte importante rimasero soltanto i ruderi.
È in questo scenario che la tradizione colloca la storia del tesoro.

La chioccia dalle uova d’oro

Secondo la leggenda, il conte Gerolamo Fieschi, vedendo avvicinarsi la fine del dominio della sua famiglia, avrebbe cercato di mettere al sicuro le ricchezze custodite nel castello.
Tra queste ci sarebbe stata una chioccia dalle uova d’oro, un oggetto prezioso che, nel racconto popolare, è diventato il simbolo del tesoro dei Fieschi. Prima che la fortezza cadesse, il conte l’avrebbe nascosta in un luogo segreto, destinato a rimanere sconosciuto anche dopo la distruzione del maniero.
Le ricerche non avrebbero mai portato al ritrovamento del tesoro, che sarebbe rimasto sepolto da qualche parte tra le rovine o nei dintorni del castello.
Non sappiamo se la chioccia fosse davvero un oggetto d’oro, né se sia mai esistita. La sua storia appartiene alla tradizione locale, dove gli avvenimenti storici si intrecciano con racconti che il tempo ha arricchito di particolari.

Non soltanto oro: il mistero dei documenti scomparsi

Attorno al tesoro dei Fieschi circola anche un’altra ipotesi, forse meno conosciuta ma altrettanto interessante. Il bottino nascosto, infatti, potrebbe non essere stato composto soltanto da oggetti preziosi.
Tra le ricostruzioni legate alla leggenda si parla anche di documenti e lettere che avrebbero potuto contenere informazioni compromettenti per la famiglia Doria, offrendo una prospettiva diversa sugli avvenimenti della congiura.
Non ci sono elementi sufficienti per stabilire se queste carte siano state davvero nascoste a Montoggio o se siano mai esistite nella forma descritta dai racconti. Resta però suggestiva l’idea che, in quei giorni concitati, qualcuno abbia cercato di salvare non solo le ricchezze della famiglia, ma anche testimonianze capaci di conservare una memoria scomoda di quanto era accaduto.

Una leggenda che resiste al tempo

Oggi del castello restano le pietre che affiorano sulla collina sopra Montoggio. È difficile immaginare, guardando ciò che rimane, quanto fosse imponente la fortezza prima della sua distruzione.
La storia della chioccia dalle uova d’oro continua ad accompagnare la memoria del luogo. Non sappiamo se dietro il racconto ci sia stato un tesoro reale o se la leggenda sia nata per dare un volto alle ricchezze perdute con la caduta dei Fieschi.
Di certo, la vicenda aggiunge un elemento di mistero alla storia del castello e invita a guardare quei ruderi non soltanto come ciò che resta di una fortezza scomparsa, ma anche come il luogo attorno al quale si sono raccolti racconti e ricordi.
E chissà che cosa si nasconde davvero dietro la leggenda: una ricchezza mai recuperata, una storia trasformata dal passaparola oppure il ricordo lontano di qualcosa che, con il tempo, è diventato impossibile distinguere dalla fantasia.

 

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