Marion Reinhard, dalla Scala al piffero delle Quattro Province

Quando si parla di Marion Reinhard, il suo percorso nella musica classica è certamente il primo elemento da ricordare. Nata a Norimberga nel 1972, è fagottista e controfagottista. Ha suonato anche con i Berliner Philharmoniker e dal 2012 fa parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano.
Accanto alla carriera nelle grandi orchestre c’è però un’altra parte della sua esperienza musicale, legata alla Val Trebbia e alla tradizione delle Quattro Province.
È qui che Marion si avvicina al piffero e a un repertorio molto diverso da quello dell’orchestra sinfonica.

L’incontro con Bani

Il suo interesse per questa tradizione risale ai primi anni Duemila. Dal 2003 comincia a frequentare la zona di Bettola e, successivamente, la Val Trebbia, arrivando a Degara di Bobbio.
Qui incontra Ettore Losini, il Bani, uno dei più importanti interpreti della tradizione del piffero delle Quattro Province.
L’incontro porta Marion a conoscere più da vicino questo strumento e a decidere di impararlo proprio da Bani.
Losini apparteneva a una generazione di musicisti che aveva appreso il repertorio attraverso l’ascolto e la trasmissione diretta. Il piffero era legato alle feste, ai balli e alle occasioni della vita comunitaria.
Per Marion si apre così un percorso diverso da quello della sua formazione musicale, costruito attraverso il rapporto diretto con un suonatore della tradizione.

Dal fagotto al piffero

Il confronto tra le due esperienze musicali è evidente.
Il fagotto e il controfagotto appartengono alla tradizione orchestrale e al repertorio della musica classica. Il piffero delle Quattro Province è invece legato alla musica popolare dell’Appennino e, in particolare, alle occasioni di festa e di incontro delle comunità.
Anche le modalità di trasmissione sono differenti. Da una parte lo studio musicale e il lavoro sull’interpretazione delle partiture; dall’altra una tradizione nella quale l’ascolto, la memoria e la pratica diretta hanno avuto un ruolo fondamentale.
È all’interno di questo secondo contesto che Marion studia il piffero con Bani.

Il repertorio delle Quattro Province

Il repertorio delle Quattro Province comprende alessandrine, monferrine, gighe, bisagne e perigordini, oltre a polke, mazurche e valzer.
Sono musiche legate a una lunga tradizione locale e, in diversi casi, a momenti specifici della vita comunitaria.
Il Carlin di maggio era utilizzato per le questue, Leva levon era legato ai coscritti, la Sposina accompagnava la sposa dalla casa alla chiesa e la Sestrina veniva utilizzata nei cortei.
Il repertorio, quindi, non riguarda soltanto il ballo. Comprende musiche che hanno accompagnato diverse occasioni della vita dei paesi e che sono state trasmesse nel tempo dai suonatori.
È questo il patrimonio con cui Marion entra in contatto attraverso la Val Trebbia.

L’esperienza con i Müsetta

Il suo interesse per questa musica porta Marion a collaborare con i Müsetta, storica formazione della Val Trebbia legata alla tradizione delle Quattro Province.
Con il gruppo suona il fagotto, il piffero e la müsa, la cornamusa tradizionale dell’Appennino.
La collaborazione rappresenta un ulteriore passaggio del suo rapporto con questo repertorio, che non rimane quindi limitato allo studio dello strumento.
La sua attività con i Müsetta è documentata anche da un’incisione. Nel 2012 Marion compare in Martéla la Paja, insieme a Ettore Losini, Piercarlo Cardinali e Davide Balletti, suonando fagotto e piffero.

Da Berlino all’Appennino

La sua esperienza è stata sintetizzata anche nell’espressione “Da Berlino all’Appennino”.
Il riferimento mette insieme due momenti molto diversi del suo percorso: da una parte la carriera nella musica classica europea, dall’altra l’incontro con la tradizione musicale delle vallate dell’Appennino.
Nel dicembre 2009, a Genova, Marion partecipò a un concerto insieme ai Musetta, nell’ambito di un’iniziativa che comprendeva anche un laboratorio dedicato alle ance doppie.
È una delle testimonianze del percorso che l’ha portata ad affiancare alla propria attività nella musica classica lo studio e la pratica della musica delle Quattro Province.

L’insegnamento di Bani

Nel suo rapporto con questa tradizione, Ettore Losini occupa un posto importante.
Bani aveva appreso e trasmesso il repertorio attraverso la pratica diretta e l’ascolto. Per Marion, imparare il piffero da lui ha significato avvicinarsi a questo patrimonio attraverso uno dei suoi protagonisti.
È un passaggio che aiuta a comprendere la particolarità della sua esperienza: una musicista con una formazione classica e una carriera nelle grandi orchestre europee ha scelto di studiare uno strumento della tradizione appenninica direttamente da un pifferaio della Val Trebbia.

Una storia tra musica classica e tradizione popolare

Il percorso di Marion Reinhard mette in relazione due ambiti musicali molto diversi.
Da una parte ci sono il fagotto e il controfagotto, la formazione orchestrale e il lavoro nelle grandi istituzioni della musica classica. Dall’altra il piffero, la müsa e il repertorio delle Quattro Province.
Il punto d’incontro è nato in Val Trebbia, attraverso la conoscenza di Ettore Losini e la collaborazione con i Müsetta.
La sua storia mostra anche come una tradizione musicale locale possa essere affrontata da una musicista proveniente da un contesto molto diverso, attraverso lo studio diretto degli strumenti e del repertorio.
Dal 2012 Marion Reinhard fa parte dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano. Ma nel suo percorso musicale c’è anche il piffero imparato in Val Trebbia da Bani: un legame con una tradizione che continua a rappresentare una delle espressioni più caratteristiche della musica delle Quattro Province.

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