Dopo oltre trent’anni di silenzio, la Chiesa di Santo Stefano a Fontanarossa di Gorreto tornerà ad accogliere i fedeli.

Dopo oltre trent’anni di silenzio, la Chiesa di Santo Stefano a Fontanarossa di Gorreto tornerà ad accogliere i fedeli. Lunedì 3 agosto, alle ore 16, verrà infatti celebrata una Santa Messa in onore del santo a cui è dedicata, segnando un momento storico e profondamente simbolico per la comunità locale.
Le origini della chiesa di Santo Stefano risalgono al X-XI secolo, rendendola uno degli edifici religiosi più antichi della zona. Per secoli ha rappresentato il centro della vita religiosa di Fontanarossa, svolgendo il ruolo di chiesa parrocchiale fino alla fine del Seicento, quando venne costruita la nuova parrocchiale della Beata Vergine Addolorata nel cuore dell’abitato.
Oggi la chiesa si trova all’interno dell’area cimiteriale del paese, conservando una forte valenza simbolica: era infatti il luogo in cui i fontanarossini salutavano i propri defunti prima della sepoltura, un passaggio carico di memoria e identità collettiva.

Un edificio romanico tra storia e mistero
Di stile romanico rustico, la chiesa è conosciuta anche con il nome di “Saracena”, una denominazione suggestiva le cui origini non sono ancora state chiarite dagli studiosi. Questo alone di mistero contribuisce ad accrescere il fascino di un edificio già profondamente radicato nella storia locale.
Per oltre trent’anni, tuttavia, l’accesso alla chiesa è stato vietato a causa delle sue precarie condizioni strutturali. Solo grazie a un lungo e complesso intervento di restauro, avviato oltre vent’anni fa e portato avanti tra difficoltà economiche e tecniche, si è potuto avviare un percorso di recupero.
Un momento particolarmente significativo dei lavori si è verificato nel 2016, quando, durante operazioni di consolidamento e restauro, la rimozione di strati superficiali di intonaco ha riportato alla luce un affresco raffigurante la Madonna con il Bambino e un santo. Gli esperti hanno attribuito l’opera a un’epoca di influenza bizantina, aggiungendo ulteriore valore storico e artistico all’edificio.La svolta definitiva è arrivata alla fine del 2025, con la ricostruzione del tetto, che ha reso nuovamente agibile la struttura. Anche se necessitano ancora dei lavori per terminare il restauro, dopo decenni di attesa, la chiesa può finalmente tornare a essere vissuta, non solo come testimonianza del passato, ma come luogo attivo della comunità.

Una giornata di fede e cultura
Su proposta del parroco Don Giacomo Ferraglio, la riapertura sarà celebrata con la Santa Messa del 3 agosto, dedicata a Santo Stefano Martire. L’evento rappresenta non solo un ritorno alla pratica religiosa in questo luogo, ma anche un momento di condivisione per tutta la comunità.

Al termine della celebrazione sono previsti i saluti delle autorità e una breve presentazione della chiesa, seguiti dal concerto di musica classica “Lux Antiqua – la luce ritrovata”. L’esecuzione, a cura dell’Accademia del Chiostro, proporrà musiche di Handel, Vivaldi e Bach, offrendo una cornice artistica di grande suggestione per celebrare la restituzione di questo prezioso edificio.
La riapertura della chiesa di Santo Stefano non rappresenta soltanto il recupero di un edificio storico, ma la restituzione di un luogo identitario profondamente amato dai fontanarossini. Dopo decenni di chiusura, questo spazio torna a essere custode di memoria, spiritualità e comunità, illuminato – come suggerisce il titolo del concerto – da una luce antica finalmente ritrovata.

Marco Gallione

Lascia un commento