
Il progetto “Sentieri uniti” nell’Oltrepò Pavese è una rete di circa 50 km di percorsi ciclopedonali che collega otto comuni di prima collina tra vigneti, borghi e panorami sull’Appennino ligure, pensata per promuovere turismo lento e valorizzare il territorio rurale. È un’infrastruttura dolce che unisce amministrazioni, comunità locali e camminatori in un unico racconto di paesaggio, storia e produzioni tipiche.
Un territorio che cammina insieme
“Sentieri uniti” nasce dalla collaborazione di otto comuni dell’Oltrepò Pavese: Pietra de’ Giorgi, Mornico Losana, Oliva Gessi, Torricella Verzate, Santa Giuletta, Redavalle, Cigognola e Lirio, tutti affacciati sulla fascia collinare che risale dalla via Emilia verso l’Appennino. L’obiettivo è trasformare un territorio conosciuto quasi solo per il vino in una destinazione strutturata per il trekking e il cicloturismo, capace di raccontare anche natura, storia e vita quotidiana dei borghi.
La rete si sviluppa per circa 50 chilometri, lungo strade bianche, carrarecce tra i filari e antiche vie interpoderali, con segnaletica ben riconoscibile in bianco e rosso e pannelli sinottici che descrivono tappe, varianti e punti di interesse. A completare il quadro ci sono aree di sosta attrezzate e spazi dedicati alle biciclette, pensati per rendere accessibili i percorsi anche a camminatori poco esperti e famiglie.
I tre percorsi dei Sentieri uniti
La rete è articolata in tre principali itinerari, che si intrecciano attorno a Santa Giuletta, nodo di collegamento tra le diverse porzioni del progetto.
I tre itinerari di “Sentieri uniti” sono identificati come 315A (anello collinare), 315B (anello dei vigneti) e 315 (lineare Santa Giuletta–Lirio), ognuno con caratteristiche, difficoltà e paesaggi ben distinti. Insieme compongono una rete di circa 50 km che permette di esplorare borghi, crinali e vigneti dell’Oltrepò collocando Santa Giuletta come snodo centrale.
Percorso 315A – Anello collinare
Il 315A è l’anello che collega Oliva Gessi, Mornico Losana, Torricella Verzate e Santa Giuletta, pensato come porta di ingresso ai paesaggi più dolci dell’Oltrepò collinare. Si sviluppa per circa 19–20 km, con dislivello intorno ai 600 m, e alterna salite e discese moderate su strade bianche, carrarecce tra i filari e brevi tratti asfaltati a basso traffico.
L’itinerario tocca punti panoramici affacciati sulla pianura padana, attraversa i vigneti storici di Oliva Gessi e le creste tra Mornico Losana e Torricella Verzate, con vista sulle colline e sull’Appennino ligure. Lungo il percorso si incontrano chiese rurali, cascine e piccoli nuclei abitati dove sono presenti cartelli sinottici, segnaletica bianco‑rossa e aree di sosta con panchine e rastrelliere per bici.
Percorso 315B – Anello dei vigneti
Il 315B è l’anello che unisce Pietra de’ Giorgi, Redavalle, Cigognola e Santa Giuletta, mettendo al centro l’anima più vitivinicola e panoramica del territorio. Il tracciato raggiunge complessivamente circa 30 km, con un andamento più mosso rispetto al 315A, dovuto ai continui saliscendi dei crinali su cui sorgono castelli, cascine e poderi.
Tra Pietra de’ Giorgi e Cigognola il sentiero corre su dorsali aperto con vedute a 360 gradi su colline e vigneti a perdita d’occhio, mentre i tratti verso Redavalle e Santa Giuletta alternano carrarecce, stradine interpoderali e brevi passaggi nel bosco. È un itinerario consigliato a camminatori con un minimo di allenamento, ma comunque accessibile, grazie a fondi regolari, segnaletica chiara e possibilità di spezzare il percorso in tappe più brevi sfruttando gli accessi ai vari borghi.
Percorso 315 – Lineare Santa Giuletta–Lirio
Il 315 è il tracciato lineare che collega Santa Giuletta a Lirio, considerato l’itinerario più impegnativo dell’intero sistema “Sentieri uniti”. Misura circa 11 km, con dislivello positivo di circa 370 m, e si sviluppa principalmente su crinali e sentieri collinari che conducono progressivamente verso un paesaggio più appartato e silenzioso.
La partenza avviene dall’area di Santa Giuletta, dove il 315 si stacca dagli anelli 315A e 315B e punta verso sud‑ovest, attraversando vigneti, zone boscate e tratti più solitari fino a raggiungere il borgo di Lirio, posto in posizione panoramica. È pensato per escursionisti con passo sicuro e una buona abitudine al cammino, ma resta ben segnalato e dotato di punti di sosta, risultando adatto anche come escursione giornaliera per chi desidera vivere un’Oltrepò meno antropizzato.
Obiettivi: turismo slow e comunità
Al centro di “Sentieri uniti” c’è l’idea che la rete dei sentieri possa diventare un volano di sviluppo per un Oltrepò collinare che oggi vive tra spopolamento, crisi delle piccole aziende agricole e difficoltà nel mantenere i servizi di prossimità. Camminatori e ciclisti sono invitati non solo a percorrere i tracciati, ma a fermarsi nei borghi, entrare in contatto con produttori, cantine, agriturismi, negozi di paese e feste locali.
Il progetto, sostenuto da un finanziamento del GAL Oltrepò Pavese e realizzato in collaborazione con il CAI, punta su un turismo lento, sostenibile e di qualità, che distribuisca i flussi lungo tutto l’anno e non solo nella stagione estiva. La manutenzione della rete, la cura della segnaletica e la possibilità di estendere in futuro i tracciati ad altri comuni della fascia collinare sono elementi strategici per costruire un sistema escursionistico continuo, comparabile ai comprensori montani più strutturati.
Un invito a vivere l’Oltrepò
Camminare sui “Sentieri uniti” significa attraversare un mosaico di paesaggi: filari ordinati, piccoli boschi collinari, calanchi, cascine isolate e borghi che conservano ancora un ritmo lento fatto di relazioni di vicinato. Ogni tappa offre l’occasione di scoprire tradizioni enogastronomiche – dai vini DOC alle cucine di trattorie e agriturismi – e di cogliere quella identità di “campagna vitata” che rende unico l’Oltrepò rispetto ad altri territori rurali del Nord Italia.
L’auspicio espresso dagli amministratori coinvolti è che “Sentieri uniti” non resti un progetto isolato, ma diventi un modello replicabile per altre aree dell’Oltrepò, favorendo nuove connessioni tra fondovalle, collina e Appennino e mettendo in rete esperienze escursionistiche già esistenti. In questo senso, ogni camminatore che sceglie questi percorsi contribuisce, passo dopo passo, a tenere vivi i paesi, i paesaggi e le storie che li abitano.
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