Il territorio montano dell’Appennino, in particolare quello di Bobbio e delle province di Piacenza, Parma e Reggio Emilia, sta vivendo un progressivo spopolamento che si riflette su vari piani: calano gli abitanti, diminuiscono le imprese attive e anche il tasso di occupazione è in discesa. L’indagine condotta dalla Camera di Commercio dell’Emilia, presentata a Bobbio sabato scorso, restituisce una fotografia preoccupante: tra il 2014 e il 2024, nel solo Appennino piacentino, gli occupati sono scesi del 2,2%, mentre a livello provinciale si è registrato un aumento dell’11,6%. La popolazione della zona montana è oggi di circa 21mila unità, con un calo dell’11,6% in poco più di un decennio. Le imprese attive sono scese a tremila, con una flessione del 17,4% (a fronte del -6,9% provinciale).
Durante la tavola rotonda che ha accompagnato la presentazione del rapporto, sono emerse sia le difficoltà che le opportunità. Il ministro Tommaso Foti ha sottolineato la presenza di risorse – dal PNRR ai fondi di coesione – che potrebbero dare un nuovo slancio all’Appennino, a patto che servizi essenziali come trasporti, sanità e scuola siano messi al centro delle politiche pubbliche. Il vescovo Mons. Adriano Cevolotto ha aggiunto che, oltre agli interventi economici, chi vive in montagna ha bisogno anche di un “anima”, cioè di senso, valori e spiritualità, elementi che possono sostenere la coesione della comunità.
La ricerca del Laboratorio di Economia Locale (LEL) dell’Università Cattolica segnala tra i principali ostacoli allo sviluppo imprenditoriale i costi elevati per trasporti ed energia, la difficoltà di reperire personale e la carenza di servizi alle imprese. Colpisce in particolare la scomparsa delle piccole e piccolissime imprese, vero tessuto vitale delle comunità montane, la cui perdita rischia di compromettere anche la presenza di servizi e la tenuta sociale. Si nota una tendenza ad avere aziende più grandi e strutturate, ma a scapito della capillarità e della coesione territoriale.
Secondo i dati, le priorità per trattenere imprenditori e famiglie in montagna sono il miglioramento delle infrastrutture di trasporto e comunicazione, l’ampliamento dei servizi (aziendali, scolastici e sanitari) e la possibilità di reperire personale qualificato. Il presidente della Camera di Commercio, Stefano Landi, ha annunciato che questa ricerca è solo il primo passo di un progetto più ampio che si occuperà anche delle esigenze dei giovani e del sistema di servizi alla popolazione, per fornire strumenti utili all’adozione di nuove politiche di sviluppo per l’Appennino.
Il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali, ha rilanciato la necessità di fondere i piccoli comuni dell’Alta Valtrebbia per dar vita a realtà più forti e ottenere così maggiori finanziamenti. Ha espresso forte preoccupazione per il disegno di legge Calderoli, che rischia di cancellare molti comuni montani sotto i 600 metri d’altitudine, con la conseguenza di perdere anche i fondi per servizi essenziali come gli asili. Sull’andamento demografico, la situazione è critica: nonostante un leggero aumento delle nascite, il numero dei decessi è molto più alto, rendendo difficile la sopravvivenza delle comunità montane nel lungo periodo.
Gli imprenditori presenti alla discussione hanno dato voce ai principali disagi vissuti: isolamento, carenza di collegamenti pubblici, difficoltà ad assumere giovani (spesso non automuniti), problemi di viabilità e parcheggi, costi elevati del personale soprattutto nel settore turistico, eccessiva pressione fiscale e carenza di servizi di welfare come asili. Inoltre, la mancanza di trasporti pubblici efficienti penalizza anche il turismo, riducendo la presenza dei cosiddetti “turisti della domenica”.
Ulteriore criticità riguarda la tassazione: «Una problematica per le aziende che si occupa di turismo è il costo altissimo del personale. Questo costo viene ripreso nel conteggio Irap come se avessimo un utile pazzesco, solo perché dalla tassa non è ritenuto un costo. E qualora riuscissimo ad attirare famiglie desiderose di stabilirsi da noi, esiste poi un problema di welfare e di asili».
Nel raccontare la sua testimonianza, l’imprenditore bobbiese Marco Labirio, di Gamma spa, ha sottolineato l’importanza di interventi rivolti ai giovani, « per i quali non stiamo facendo nulla»
L’esperienza dell’azienda di montagna Allied International Group, raccontata da Renato Velli, dimostra che, nonostante gli svantaggi di partenza, è possibile competere a livello internazionale puntando sulle risorse uniche del territorio. Tuttavia, per garantire un futuro, è fondamentale che infrastrutture e servizi non vengano mai a mancare: una proposta concreta è la defiscalizzazione dei costi, a partire da quelli legati al personale, ai trasporti e ai servizi, chiedendo allo Stato la stessa inventiva dimostrata nell’introduzione delle tasse anche nel trovare soluzioni di sostegno alle aree montane.
(Articolo tratto dal N° 40 del 4/12/2025 del settimanale “La Trebbia”)
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