Nasce “Il cantiere del mare”, laboratorio di carpenteria a Garbarino di Rovegno

La barca si costruisce nel bosco, a Garbarino di Rovegno, in Alta Val Trebbia. Per arrivarci serve un’ora d’auto da Genova o il bus che parte dalla stazione Brignole, porta fino alla fermata di Gorreto, da dove percorrere ancora una decina di minuti a piedi.

È qui che, a maggio, è partito quello che hanno battezzato “Il cantiere del mare”, il primo passo di quella che si vorrebbe diventi una vera e propria Scuola di carpenteria navale e forestale. Intanto, fino al 20 luglio, si terrà il “Festival Una barca nel bosco” con laboratori e dimostrazioni d’intaglio del legno, corderia, remi e un workshop incentrato sul restauro dei gozzi in legno. Succede così che le antiche tecniche di costruzione navale, l’intaglio e la sagomatura, la capacità di utilizzare pialletti curvi, scalpelli e sgorbie si apprendano dove uno meno se lo aspetterebbe. Dalle fondamenta in avanti, un passo dopo l’altro. Giovani e anziani, appassionati ma inesperti o con qualche conoscenza in più: gli incontri sono aperti a tutti.

La singolare fusione tra entroterra e saperi del mare ha visto la luce grazie alla visione dell’associazione culturale “Storie di Barche” che, nata quasi trent’anni fa, non si è mai fermata sul tema della valorizzazione della cultura marinara. «Per salvare un vecchio libro capita che alle volte non ci sia altro modo che impararlo a memoria – spiegano – per ricordare i mestieri oggetto di questa storia e provare a salvarli l’unico modo è apprenderne i fondamenti, riviverne e farne rivivere le difficoltà, le astuzie e forse anche le emozioni». Un lavoro di cura e cultura che negli anni ha visto la stretta collaborazione dell’Università di Genova e, in particolare, del Dipartimento di Architettura e Design, con il progetto “BeNaTuRaL” e il salvataggio di gozzi che, se non restaurati, farebbero una bruttissima fine, demoliti o bruciati.

Di gozzi in legno, in Liguria, ne esistono ormai meno di un migliaio: fra gli ultimi salvati dall’associazione c’è stato il Pinuccia, che era stato realizzato nel 1958 dal maestro d’ascia Dante Ferro. L’ultimo proprietario del Pinuccia aveva donato questo gioiellino proprio all’associazione. E, con impegno e cura, è stato riportato allo splendore e rimesso in mare, qualche anno fa. Per proseguire la sua storia.

Roberto Guzzardi, 66 anni, genovese, direttore tecnico dell’associazione “Storie di Barche” racconta che il laboratorio già attivo e la volontà di far nascere una vera e propria Scuola di carpenteria navale e forestale – anche grazie al crowdfunding su GoFundMe – hanno un obiettivo: «Quello di non far scomparire gli antichi saperi. Questo progetto ha il cuore nelle foreste che, anticamente, rifornivano di materie prime i cantieri navali della Riviera. C’è una stretta e continua connessione fra ieri e oggi, fra i saperi e le tradizioni che contraddistinguono la nostra Liguria. Le barche possono far crescere un luogo dell’entroterra: qui a Garbarino abbiamo spazi ampi che sarebbero impossibili, in riva al mare, anche per via dei prezzi».

I laboratori e le dimostrazioni previste dal Festival “Una barca nel bosco” sono gratuiti: eventuali donazioni dei partecipanti andranno devolute dall’associazione al progetto per la nascita della Scuola. È preferibile prenotare scrivendo all’indirizzo mail storiedibarche@gmail.com, indicando il numero di partecipanti e i laboratori che si vorrebbero seguire. Ogni giorno il programma è diverso: venerdì, dalle 15 alle 18, protagonista sarà il gozzo ligure, come intervenire, il legname necessario; sabato, dalle 10.30, ci sarà la presentazione istituzionale del Festival con Nicola Bazzurro, Carlo Forcheri, Roberto Guzzardi per “Storie di barche” e Giulia Zappia e Claudia Tacchella per l’Università – Design navale della Spezia. Sabato dalle 15 si affronterà il restauro dell’imbarcazione storica in legno. Domenica, infine, sono in programma l’escursione nei boschi, la costruzione dei remi e il laboratorio di corderia.

Silvia Pedemonte

https://www.ilsecoloxix.it/ (17/07/2025)

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