L’oratorio di Cerreto di Zerba viene elevato a chiesa parrocchiale
Iscrizione:
A.M.D.G. (A maggior gloria di Dio)
Il 16 giugno dell’anno giubilare 1925,
festeggiandosi il nuovo Beato Antonio Maria Gianelli,
Vescovo di Bobbio, elevatosi all’onor degli altari
dalla Santità di Pio XI,
questa chiesa venne eretta a dignità di Parrocchia
da Sua Eccellenza Mons. Pietro Calchi Novati,
monumento perenne e sogno avverato
di fede ardita e generosa
del promotore, Can. Teologo Costantino Poggi
e dai suoi Cerretani
che con offerte cospicue e molteplici sacrifici,
anche rinnovando l’attigua casa parrocchiale,
primi fra tutti i coniugi piissimi
Stefano e Rosa Paramidani.
Il primo parroco
Don Albino Ghigliani
Q.M.P. (questa memoria porge).

Albino Ghigliani nacque a Rovereto di Cerignale, Val d’Aveto, nell’anno 1903 e fu sepolto a Genova nell’anno 1990. Seminarista a Bobbio si distinse negli studi e nella preghiera. Venne ordinato sacerdote giovanissimo e poco dopo inviato a Cerreto quale primo parroco di quell’artistico borgo in pietra, squadrata con grande perizia. In seguito prestò servizio a Cariseto, con Selva e Rovereto, poi ad Orezzoli, Qua e Là; infine a Rovegno, per tutto il resto della sua vita. Qui è ancora ricordato come parroco diligente ed esemplare. Diede impulso all’edilizia civile di Rovegno. Nobilitò la chiesa parrocchiale con energiche manutenzioni straordinarie. Promosse iniziative culturali di alto livello e a Lui si deve l’avvio della scuola media, inizialmente sede staccata di un liceo di Genova. Molti giovani provenienti dalle montagne circostanti poterono finalmente avviarsi alla continuazione degli studi, dopo la scuola elementare, in loco, per raggiungere il sospirato e ormai indispensabile, “diploma di licenza media”. Alcuni studenti, fattisi più grandi, proseguirono negli Istituti Superiori ed anche l’Università. Parlando della scuola media, subito il pensiero corre all’ottima segretaria, Laura Isola: una punto meraviglioso di riferimento per tutti gli studenti, circa settanta anni fa (lo scrivente compreso). Il suo sorriso ci accoglieva con grazia spontanea e dolcezza infinita; molto cordiale e rassicurante. Vederla; salutarla, infondeva serenità in ciascuno di noi. Non ci poteva essere miglior inizio di giornata scolastica, con proficuo studio, vita. Un pensiero riconoscente viene riservato, infine, alla madre di don Albino, tra l’altro, dotto, simpatico, capace, professore di Religione: Maria Valla (Marietta) 1879/1969, accanto al figlio per molti anni, varie sedi. Una donna esile, dai capelli bianchissimi, in perpetuo movimento; gentile, premurosa, accogliente.
Attilio Carboni
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