Il Monte della Cavalla, conosciuto anche come Monte Costalta, è una delle montagne più suggestive dell’alta Val Trebbia. Con i suoi 1.328 metri di altitudine, offre un paesaggio caratterizzato da boschi, ampie praterie, panorami aperti e spettacolari fioriture di narcisi tra la tarda primavera e l’inizio dell’estate.
Posizione e caratteristiche
Il monte si trova nel territorio comunale di Gorreto, in provincia di Genova, adiacente all’area del Parco naturale regionale dell’Antola. La montagna occupa una posizione di spartiacque tra le valli dei torrenti Cassingheno e Terenzone, entrambi tributari del Trebbia, e si affaccia verso l’alta Val Trebbia.
Il Monte della Cavalla appartiene alla catena del Monte Antola, nel settore ligure dell’Appennino delle Quattro Province. Quest’ultima è una regione storico-culturale, più che un territorio amministrativo preciso, legata alla convergenza delle province di Genova, Alessandria, Pavia e Piacenza e alle tradizioni comuni delle vallate appenniniche.
Dal punto di vista morfologico, il rilievo appare come una cresta allungata. I versanti meridionali sono più ripidi e incisi, mentre quello settentrionale presenta forme più dolci e ondulate, con il grande terrazzo prativo del Pian della Cavalla poco sotto la vetta. Dalla cima si possono osservare la Val Trebbia, il Monte Antola e numerosi rilievi dell’Appennino Ligure, tra cui il Caucaso, il Ramaceto, l’Aiona, il Penna, il Maggiorasca e il Ragola.
Il Pian della Cavalla e i narcisi
La principale attrattiva naturalistica della montagna è il Pian della Cavalla, una distesa erbosa punteggiata da faggi isolati e circondata da boschi. Tra maggio e giugno, in base all’andamento della stagione, il pianoro può trasformarsi in un grande tappeto bianco grazie alla fioritura del narciso dei poeti (Narcissus poeticus).
La fioritura è diventata uno degli appuntamenti più conosciuti dell’alta Val Trebbia e richiama escursionisti, fotografi e appassionati di botanica. È importante non raccogliere i fiori e rimanere sui sentieri: il valore del Pian della Cavalla sta proprio nella conservazione del prato naturale e del suo delicato equilibrio ecologico.
Un’altra curiosità è una depressione erbosa situata nei pressi del pianoro. Ha l’aspetto di una dolina, ma viene descritta più precisamente come una pseudodolina, perché il substrato roccioso non è costituito da calcari puri facilmente carsificabili. Dopo periodi di piogge abbondanti, sul fondo può formarsi un piccolo laghetto temporaneo.
Il toponimo e le leggende
Il nome Cavalla non ha, almeno nelle fonti escursionistiche consultate, un’etimologia documentata in modo definitivo. La montagna è indicata anche come Monte Costalta, un nome che richiama probabilmente la posizione elevata e il carattere di dorsale del rilievo; non è però possibile affermare con certezza che “Cavalla” derivi direttamente dalla presenza di cavalli o dall’antico allevamento equino.
Nell’area di Fontanarossa sopravvivono invece racconti e tradizioni legati alla storia locale. Una memoria molto diffusa identifica il paese come luogo di nascita di Susanna da Fontanarossa, indicata dalla tradizione come madre di Cristoforo Colombo; la notizia è ricordata localmente, ma la sua certezza storica non è unanimemente dimostrata.
A Fontanarossa si racconta inoltre che la chiesa di Santo Stefano, detta anche “chiesa saracena”, sorga sul luogo di un antico insediamento musulmano risalente alle incursioni saracene medievali. Si tratta di una leggenda locale, interessante soprattutto perché riflette la memoria popolare delle incursioni che colpirono le vallate liguri e trebbiesi, ma non di una vicenda direttamente ambientata sulla vetta del Monte della Cavalla.
Località e accessi
La località più strettamente legata alla montagna è Fontanarossa, frazione di Gorreto posta a circa 938-943 metri di quota sul versante settentrionale. Il borgo è il punto di partenza dell’itinerario più noto verso il Pian della Cavalla e la vetta.
Altri luoghi utili per costruire escursioni nella zona sono:
- Fascia, sul versante del Terenzone, collegata ai percorsi di crinale;
- Casa del Romano, importante punto di accesso alla rete sentieristica dell’alta Val Trebbia;
- Rovegno, centro della valle dal quale si raggiungono le strade per Fascia e le località montane;
- Gorreto, comune di riferimento per Fontanarossa e per l’accesso dalla strada statale 45 della Val Trebbia.
Itinerari escursionistici
È il percorso più classico per raggiungere il Monte della Cavalla. Dal paese si sale verso il Pian della Cavalla attraversando boschi, radure e tratti di carrareccia; quindi si raggiunge la vetta e si completa l’anello passando sul crinale della Costa del Fresco.
Secondo la scheda del Parco dell’Antola, l’escursione presenta una difficoltà E, escursionistica, un dislivello di circa 395 metri fino alla vetta e di circa 425 metri per l’intero anello. Il tempo indicativo è di un’ora e un quarto o un’ora e mezza per arrivare al Monte della Cavalla e di circa tre-tre ore e mezza per completare l’anello.
Altre descrizioni riportano tempi complessivi di tre-quattro ore e un dislivello vicino ai 480 metri, a seconda della variante seguita e dei punti esatti di partenza e rientro.
Fontanarossa, vetta e Pian della Cavalla
Un itinerario più panoramico parte dal sagrato della chiesa di Fontanarossa e segue la segnaletica locale giallo-verde. Dopo il passaggio nei boschi e nella Valle della Croce, si raggiunge il margine del Pian della Cavalla e, in breve, la cima del Monte della Cavalla, a 1.327-1.328 metri.
Dal pianoro è possibile proseguire lungo il crinale verso Casa del Romano, la cappella di San Rocco, nota anche come cappella delle Tre Croci, l’osservatorio astronomico di Fascia e il Monte Pio di Brigneto, alto 1.470 metri. L’escursione completa può arrivare a circa 13 chilometri e 530 metri di dislivello, richiedendo una buona preparazione.
La salita da Fascia consente di raggiungere il Monte della Cavalla attraverso la dorsale della Costa del Fresco. È un percorso apprezzato soprattutto nel periodo della fioritura, quando i prati sotto la vetta sono particolarmente suggestivi. Prima di partire è consigliabile verificare la segnaletica e le condizioni dei tratti meno evidenti, perché alcuni sentieri possono risultare poco marcati.
Punti di ristoro
Per una pausa prima o dopo l’escursione, il riferimento di Fontanarossa è il Bar Pizzeria Carletto, situato nella frazione di Gorreto. La struttura rappresenta un punto pratico per colazioni, merende, bevande o un pasto informale.
Un secondo punto di ristoro è l’Albergo Ristorante Casa del Romano, nell’omonima località del comune di Fascia. Situato a circa 1.407 metri di quota, dispone di bar, ristorante e albergo ed è particolarmente comodo per chi raggiunge il Pian della Cavalla dal versante di Casa del Romano.
Per organizzare l’escursione è quindi opportuno:
- controllare apertura e disponibilità delle strutture prima della partenza;
- portare acqua, perché le fonti lungo il percorso possono essere stagionali;
- utilizzare una carta escursionistica e una traccia GPS aggiornata;
- prestare attenzione alla nebbia, frequente sui crinali;
- evitare la raccolta dei narcisi e il passaggio fuori sentiero durante la fioritura.
Il Monte della Cavalla è una montagna di quota contenuta ma di grande valore paesaggistico: non conquista per l’altezza, bensì per l’ampiezza dei prati, la varietà degli ambienti e il rapporto diretto con la storia dei piccoli borghi della Val Trebbia. La sua stagione migliore è la tarda primavera, quando il Pian della Cavalla unisce panorami, silenzio e fioriture in uno degli scenari più riconoscibili dell’Appennino delle Quattro Province.
(Fonti: Parks, gielle.altervista, appenninista, parcoantola, lavalledellefavole, appennino4p,)
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