È ancora scontro sulla nuova piazza di Ottone

La nuova piazza di Ottone, nel cuore dell’alta Val Trebbia piacentina, nasce con l’ambizione di rilanciare il paese e rafforzarne l’attrattività turistica. Ma da mesi il progetto è diventato il centro di uno scontro acceso che spacca la comunità, trasformando quello che doveva essere un intervento condiviso in un caso emblematico di conflitto tra amministrazione e cittadini. 

Un’opera che divide 

Il rifacimento di piazza della Vittoria, finanziato con circa 300 mila euro (100 mila dalla Regione Emilia-Romagna e 200 mila tramite mutuo comunale), era stato presentato come un investimento strategico per il futuro del borgo. In un territorio montano segnato da spopolamento e servizi in contrazione, l’idea di restituire uno spazio pubblico più moderno e accogliente sembrava inizialmente incontrare aspettative diffuse. 
Tuttavia, nel corso dei lavori, è cresciuto un fronte critico sempre più organizzato, riunito nel comitato “Per la difesa di piazza della Vittoria”. Secondo i membri del gruppo, il progetto sarebbe stato portato avanti senza un reale coinvolgimento della cittadinanza, alimentando un clima di sfiducia e tensione. 

Il nodo del dialogo mancato 

Il punto più contestato riguarda proprio l’assenza di confronto. Il comitato denuncia un “muro” eretto dall’amministrazione guidata dal sindaco Federico Seccia, accusata di non aver mai aperto un dialogo diretto nonostante diversi tentativi. 
Negli ultimi mesi, infatti, non sono mancati momenti istituzionali: una manifestazione pubblica partecipata, un tavolo di mediazione in prefettura con la presenza anche di ex sindaci e un’assemblea pubblica moderata dalla presidente del consiglio comunale di Piacenza, Paola Gazzolo. Occasioni che, secondo i cittadini contrari, non hanno però prodotto alcun risultato concreto. 
La frattura si è così ampliata, alimentata anche da un confronto continuo e spesso acceso sui social, diventati ormai il principale terreno di scontro parallelo. 

Lavori finiti o cantiere aperto? 

Altro punto cruciale è lo stato reale dell’opera. Il comitato sostiene che la piazza sia tutt’altro che conclusa: transenne ancora presenti, interventi incompiuti e una situazione che continua a creare disagi quotidiani, soprattutto per la viabilità e la sicurezza. 

Le criticità segnalate riguardano in particolare: 

  • difficoltà di manovra per i veicoli; 
  • elementi strutturali ritenuti pericolosi, come connettori stradali sporgenti; 
  • un assetto generale percepito come provvisorio e non definitivo. 

Di segno opposto la posizione del sindaco, che rivendica invece la conclusione dei lavori e annuncia l’imminente inaugurazione della piazza. Secondo l’amministrazione, il progetto dimostrerà la propria validità una volta restituito pienamente alla cittadinanza. 

Costi, priorità e futuro del paese 

Oltre agli aspetti tecnici, il confronto tocca questioni più profonde legate al futuro di Ottone. Per il comitato, il problema non è tanto il costo in sé – definito in passato come “un caffè al giorno” per cittadino – quanto la scelta politica di investire su un’opera percepita come non prioritaria. 

In un contesto montano fragile, segnato da: 

  • riduzione dei servizi essenziali; 
  • infrastrutture carenti; 
  • progressivo spopolamento, 

la piazza diventa simbolo di una visione dello sviluppo non condivisa. Una parte della comunità teme che interventi di questo tipo non incidano realmente sulle criticità strutturali del territorio. 

Verso lo scontro legale 

La tensione ha ormai superato il piano del dibattito pubblico. Il comitato ha annunciato di aver incaricato uno studio legale per ottenere chiarimenti formali sulla conclusione dei lavori e sull’intero progetto. 
Una scelta che segna un ulteriore irrigidimento delle posizioni e rende sempre più difficile una ricomposizione del conflitto nel breve periodo. 

Una piazza ancora da scoprire 

Mentre si attende l’annuncio ufficiale della data di inaugurazione, restano molte domande aperte: quale sarà l’aspetto definitivo della piazza? Quanti parcheggi saranno disponibili? Sarà presente il bassorilievo con l’aquila dei Doria, simbolo storico del territorio? 
Interrogativi che riflettono non solo curiosità, ma anche un bisogno diffuso di trasparenza e partecipazione. 

In piena stagione estiva, momento cruciale per l’economia locale, la nuova piazza di Ottone si trova così al centro di una sfida che va oltre l’urbanistica: ricucire il rapporto tra istituzioni e comunità. Perché, al di là del progetto in sé, è proprio su questo terreno che si gioca il futuro dei piccoli centri appenninici. 

Lascia un commento