Il Monte Legnà, con i suoi 1.669 metri di altitudine , è una delle cime più panoramiche dell’Appennino delle Quattro Province. Si trova sul confine tra Piemonte ed Emilia-Romagna, tra l’alta Val Borbera e la Val Boreca, in una zona di crinale dove si incontrano i territori storici di Alessandria, Piacenza, Pavia e Genova. La cima, erbosa e arrotondata, è facilmente riconoscibile per la piccola croce metallica eretta nel 2000.
Dove si trova
Il Monte Legnà appartiene alla catena del Monte Antola , nell’Appennino Ligure. È inserito nello spartiacque che separa:
- la Val Borbera , tributaria dello Scrivia, in provincia di Alessandria;
- la Val Boreca , valle laterale della Val Trebbia, in provincia di Piacenza;
- i crinali che guardano verso l’Oltrepò Pavese e la Liguria.
La montagna si trova poco a sud del valico stradale delle Capanne di Cosola , a circa 1.493 metri, tra il Monte Cavalmurone e il Monte Carmo. Nelle vicinanze si trovano anche il Monte Chiappo, il Monte Ebro, il Monte Porreio e il Poggio Rondino.
Il territorio è uno degli angoli più caratteristici delle cosiddette Quattro Province , area appenninica nella quale le province di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza si incontrano attraverso antichi crinali, vallate e comunità legate da tradizioni comuni.
Caratteristiche del monte
Il Legnà non presenta pareti rocciose imponenti né forme aspre come altre montagne dell’Appennino. La sua cima principale è piuttosto una cupola erbosa , modellata dai pascoli e dall’azione del vento.
Il monte è formato da due sommità:
- la vetta principale, alta 1.669 metri, situata sullo spartiacque tra Borbera e Boreca;
- una seconda cima, di circa 1.659 metri, più occidentale, con erba, bosco e affioramenti rocciosi.
Il paesaggio cambia gradualmente salendo dai paesi di fondovalle: i boschi di faggio lasciano spazio a radure, pascoli e ampi dorsi erbosi. Proprio l’assenza di vegetazione arborea sulla parte sommitale permette di godere di un panorama molto esteso.
Dalla vetta, nelle giornate limpide, si possono riconoscere numerose montagne dell’Appennino Ligure ed Emiliano, tra cui il Monte Alfeo, il Carmo, l’Ebro, il Lesima e l’Antola. Lo sguardo può inoltre spingersi verso la Pianura Padana, le Alpi e, in condizioni particolarmente favorevoli, verso il Mar Ligure.
Il significato del toponimo
Il nome Legnà , comune anche al vicino Passo del Legnà, viene generalmente ricondotto alla forma contratta di legnaro . Il termine sarebbe collegato all’attività dei boscaioli e allo sfruttamento dei boschi.
L’interpretazione è coerente con l’ambiente della montagna: per secoli le vallate dell’Appennino furono caratterizzate da estese faggete e castagneti, dai quali si ricavavano legna da ardere, carbone vegetale e legname da costruzione. Il toponimo potrebbe quindi conservare la memoria di un luogo frequentato da taglialegna o legato alla produzione e al trasporto del legname.
Naturalmente, come accade per molti nomi di luogo dell’Appennino, l’etimologia non va considerata una certezza assoluta senza una documentazione linguistica e storica più ampia. È però l’interpretazione oggi più immediata e accreditata nelle descrizioni locali della montagna.
La Via del Sale
Uno degli aspetti più interessanti del Monte Legnà è il suo rapporto con gli antichi percorsi commerciali dell’Appennino.
Sul crinale passava infatti un tracciato della Via del Sale lombarda , la rete di mulattiere che collegava la pianura padana con Genova e il Mar Ligure. Il percorso proveniva dall’area di Pavia e dell’Oltrepò, risaliva la Valle Staffora, passava dal Monte Bogleglio e dal Monte Chiappo, quindi attraversava il crinale del Cavalmurone, del Legnà, del Carmo e dell’Antola, prima di scendere verso Torriglia e Genova.
Il sale era una merce preziosa, indispensabile soprattutto per conservare carne, pesce e formaggi. I muli risalivano le mulattiere con i carichi provenienti dalla costa; nel viaggio di ritorno trasportavano invece prodotti dell’entroterra, come lana, cereali e altri generi destinati ai mercati liguri e padani.
Il Passo del Legnà aveva anche una funzione locale. Un’antica mulattiera collegava Cartasegna , in alta Val Borbera, con Bogli , in Val Boreca. Il valico era apprezzato perché relativamente riparato dai venti invernali e costituiva un passaggio naturale tra le due vallate.
Leggende e racconti popolari
Non risulta attestata, nelle principali descrizioni escursionistiche e territoriali consultabili, una leggenda specifica e univoca legata esclusivamente alla cima del Monte Legnà. Questo è un elemento importante: spesso, nei testi divulgativi, vengono attribuite a una montagna storie nate per altre località del circondario.
Il Legnà appartiene però a un paesaggio ricco di racconti legati alle Vie del Sale , ai passi montani e ai viandanti. Intorno a questi itinerari sono sopravvissute memorie di mulattieri, contrabbandieri, mercanti e viaggiatori costretti ad attraversare i crinali anche con la nebbia, la neve e il maltempo.
Una curiosità storica riguarda proprio le Capanne di Cosola, antico punto di passaggio e di sosta. La località è inoltre inserita nella tradizione musicale delle Quattro Province, la cosiddetta “valle dei pifferi” , dove piffero e fisarmonica accompagnavano feste, ricorrenze e balli comunitari. Secondo la tradizione locale, proprio alle Capanne di Cosola si sarebbe incontrato il pifferaio Giacomo Sala, detto “Jacmon”, con il fisarmonicista “Giolo” di Pej: un incontro considerato significativo nella trasformazione della musica tradizionale della zona.
Più che una leggenda di fantasmi o tesori nascosti, il fascino della Legnà nasce quindi dalla memoria dei passaggi : uomini, animali e merci che per secoli hanno attraversato gli stessi prati oggi percorsi dagli escursionisti.
Località da conoscere
È il punto di partenza più semplice e frequentato per raggiungere il Monte Legnà. Si tratta di un piccolo nucleo posto a circa 1.500 metri di quota, sul valico tra il Monte Chiappo e il Monte Cavalmurone.
La località è raggiungibile:
- dalla Val Borbera, passando per Cabella Ligure e Cosola;
- dalla Valle Staffora, salendo da Varzi verso il Passo del Giovà;
- dalla Val Trebbia, risalendo la Val Boreca e raggiungendo il Passo del Giovà.
Le Capanne di Cosola sono un punto strategico per numerose escursioni sul crinale e offrono un panorama molto ampio sulle valli circostanti.
Cartasegna è un piccolo paese dell’alta Val Borbera, nel comune di Carrega Ligure. Sorge in una posizione appartata, nel vallone del Rio Ghiaion, tra il Monte Porreio, il Legnà e il Poggio Rondino.
Il paese è documentato già nel 1230 ed è legato storicamente al territorio di Carrega Ligure. Da Cartasegna parte un itinerario più solitario e impegnativo verso il Passo del Legnà.
Bogli, frazione del comune di Ottone, si trova in Val Boreca, sul versante emiliano del massiccio. Da qui è possibile raggiungere il crinale passando per strade forestali e sentieri che risalgono verso il Passo del Legnà e le Capanne di Cosola.
È una località interessante per chi desidera esplorare il versante piacentino e conoscere una delle vallate più appartate dell’Appennino delle Quattro Province.
Itinerari per raggiungere la vetta
È l’itinerario più breve e consigliabile per chi vuole visitare il Monte Legnà senza affrontare una lunga salita.
Il percorso segue il crinale in direzione del Monte Cavalmurone. Si attraversano prima le sue due sommità erbose, quindi si scende a una sella e si prosegue su una carrareccia verso il Passo del Legnà. Poco prima del passo si abbandona la pista e si risale la cresta erbosa fino alla croce di vetta.
Dati indicativi:
- difficoltà: escursionistica facile;
- dislivello in salita: circa 250 metri;
- tempo di percorrenza: 1-1 ora e 15 minuti;
- ambiente: pascoli, crinali aperti e brevi tratti boscosi.
Il percorso può essere abbinato al Monte Chiappo, al Monte Ebro o alla traversata verso le Capanne di Carrega.
L’itinerario da Cartasegna è più lungo, appartato e impegnativo. Segue in parte un’antica mulattiera diretta al Passo del Legnà, attraversando boschi, radure, terrazzi abbandonati e tratti segnati dall’erosione.
Dopo aver raggiunto il passo, si intercetta il percorso della Via del Mare e si prosegue sul crinale verso nord fino alla cima del Legnà.
Dati indicativi:
- difficoltà: E/EE;
- dislivello: circa 800 metri;
- salita: 2 ore e 30-2 ore e 50 minuti;
- attenzione: alcuni tratti della vecchia mulattiera sono rovinati, franati o poco evidenti.
Questo percorso richiede una buona capacità di orientamento, soprattutto in caso di nebbia. È opportuno verificare le condizioni del sentiero prima della partenza e non affidarsi esclusivamente alle tracce GPS.
Un’altra possibilità parte da Daglio , in alta Val Borbera, e sale verso il Monte Legnà lungo la cresta occidentale. L’escursione è più lunga rispetto a quella da Capanne di Cosola e consente di attraversare ambienti boschivi e dorsali meno frequentati.
Il percorso è generalmente considerato adatto a escursionisti con un minimo di allenamento, ma la lunghezza e il dislivello richiedono una preparazione superiore rispetto alla breve salita dal valico.
La vetta può essere raggiunta anche dal versante di Bogli , in Val Boreca. Questo accesso permette di collegare il Monte Legnà alla rete di sentieri del crinale piacentino e alla Via del Sale.
È una soluzione interessante per chi desidera costruire un itinerario ad anello o una traversata tra Val Boreca, Capanne di Cosola e alta Val Borbera. Le condizioni dei tracciati possono però variare sensibilmente durante l’anno.
Il principale punto di appoggio nei pressi del Monte Legnà è l’ Albergo-Ristorante Capanne di Cosola , situato presso il valico omonimo. La struttura, gestita dalla famiglia Callegari dal XIX secolo, propone ospitalità e cucina casalinga con piatti legati alla tradizione delle Quattro Province.
Tra le specialità citate dalla struttura figurano:
- pisarei e fasò;
- ravioli al tocco;
- preparazioni della cucina piemontese, ligure, lombarda ed emiliana;
- piatti adatti alla stagione escursionistica e invernale.
È consigliabile contattare direttamente il ristorante prima dell’escursione per verificare giorni e orari di apertura, soprattutto fuori stagione.
Quando frequentarlo
Il periodo migliore per salire al Monte Legnà va dalla tarda primavera all’autunno. In estate i pascoli sommitali offrono il paesaggio più aperto, mentre in autunno i boschi della Val Borbera e della Val Boreca si colorano di tonalità intense.
In inverno il crinale può essere innevato e spazzato dal vento. Anche un itinerario semplice come quello da Capanne di Cosola può diventare più impegnativo a causa di ghiaccio, nebbia e accumuli di neve.
Prima di partire è bene portare:
- scarponi con buona suola;
- ispezione antivento;
- acqua e una piccola scorta alimentare;
- carta escursionistica o traccia aggiornata;
- bastoncini, soprattutto sui tratti ripidi o innevati.
Un monte da attraversare lentamente
Il Monte Legnà non è soltanto una vetta da raggiungere. È un luogo di confine e di collegamento, dove si incontrano quattro province, due grandi vallate, antichi percorsi commerciali e tradizioni musicali comuni.
La sua cima erbosa, la croce metallica e il panorama verso l’Antola, l’Ebro, il Lesima e l’Alfeo raccontano un Appennino meno conosciuto ma ricchissimo di storia. Per apprezzarlo davvero conviene camminare senza fretta, osservando le mulattiere, i vecchi muretti, le radure ei valichi: sono le tracce concrete di una montagna vissuta per secoli da boscaioli, pastori, mercanti e viandanti.
(Fonti:
https://www.appenninista.it/appennino-ligure/catena-del-monte-antola/monte-legna/
https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Legn%C3%A0
https://www.altavalborbera.it/home/index.php/component/content/article/capanne-di-cosola?layout=edit
https://www.appennino4p.it/curma
https://www.gulliver.it/itinerari/legna-monte-da-daglio/
https://www.capannedicosola.it/home2/
https://www.trekking.it/itinerari/escursioni-piemonte/novese-sulle-tracce-dei-campionissimi-monte-cavalmurone-legna/)
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