La Liguria che si rimbocca le maniche

C’è una Liguria che raramente conquista le prime pagine. È la Liguria dell’entroterra, delle vallate che salgono verso l’Appennino, dei piccoli paesi che da decenni combattono contro spopolamento e abbandono. Ed è proprio qui che oggi si sta giocando una sfida decisiva. Sorprende chi ha deciso di raccoglierla: non grandi enti con imponenti investimenti pubblici, ma semplici cittadini che. integrando energie e competenze, stanno tentando di restituire prospettive a luoghi troppo spesso considerati marginali. Il progetto Patrania Saperi in rete, che mette in relazione cooperative, enti del terzo settore e associazioni culturali attive tra Valbrevenna, Val Pentemina e Val Trebbia, è forse l’esempio più concreto di questa volontà di rinascita.  

Domenica 21 giugno, in località Piani, nella Valbrevenna, questa filosofia prenderà forma in una giornata interamente dedicata al castagno, albero che per secoli ha rappresentato una ricchezza per le comunità montane. Sarà un’occasione per comprendere come il patrimonio naturale dell’Appennino sia molto più ricco e complesso di quanto spesso immaginiamo. Boschi di castagno, faggete, pascoli d’altura, torrenti in una cornice di sorprendente biodiversità sono una risorsa ambientale di valore inestimabile. Difenderla significa tutelare il paesaggio, prevenire il dissesto idrogeologico, mantenere vivi ecosistemi che svolgono una funzione fondamentale. 

In questo quadro si inserisce anche l’esperienza di Pentema, frazione simbolo della Val Pentemina, dove da anni si lavora per costruire nuove opportunità senza tradire l’identità del luogo. Dalla valorizzazione del borgo alle iniziative e culturali, fino ai progetti che coinvolgono residenti e visitatori. Pentema dimostra come la rinascita delle aree interne possa fiorire dalla partecipazione e dalla capacità di fare comunità. E’ forse è proprio questo il messaggio più importante di Patrania. In un’epoca in cui si attende spesso che le soluzioni arrivino dall’alto, Delle vallale dell’Appennino c’è chi ha scelto di rimboccarsi le maniche e costruire il cambiamento dal basso. Esempio che merita attenzione, sostegno e, soprattutto, continuità. Perché il futuro dell’entroterra non riguarda soltanto chi ci vive, ma l’identità stessa della Liguria. 

 Maurizio Donelli 

 (Articolo tratto dal quotidiano “Il Secolo XIX” del 10/06/2026) 

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