Trenino Genova-Casella, è scaduto il tempo per la messa in sicurezza. Chiusa l’intera linea

L’Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (Ansfisa), aveva dato un anno di tempo ad Amt per riuscire a mettere in sicurezza il tratto più a rischio della ferrovia Genova-Casella. Imponendo alle locomotive di viaggiare lungo tracciato aperto nel 2025, quello tra Vicomorasso e Casella, a 15 chilometri orari. Ma il cantiere non si è chiuso entro la data stabilita. I tempi non sono stati rispettati e così, automaticamente e come previsto dall’autorizzazione, è arrivata la chiusura. La Ferrovia che parte da piazza Manin e arriva a Casella, è stata chiusa e ora si viaggia solo con bus sostitutivi. 

«Come immaginavamo è avvenuto quello che era logico. Purtroppo, Amt ha grossi problemi come tutti sappiamo, ma la prima conseguenza a livello di servizio sospeso riguarda la nostra ferrovia – dice il sindaco di Casella, Gabriele Reggiardo – ovviamente spero che quei lavori non ultimati si facciano nelle prossime settimane, e che almeno il tratto faticosamente riaperto, quello tra Vicomorasso e Casella, sia aperto per fine giugno o al massimo a metà luglio. Come mi hanno spiegato in Amt». 

Dall’azienda si conferma che «Il tracciato della Ferrovia Genova-Casella è interessato da una serie di interventi di manutenzione. Le attività riguardano, in particolare, la regolazione e la sostituzione di alcuni deviatoi, nonché la sostituzione delle traverse in legno in due tratte dell’infrastruttura. Interventi improrogabili, da concludersi inderogabilmente entro giugno 2026, e necessari, come previsto da Ansfisa, per il mantenimento del Certificato di Idoneità all’Esercizio, requisito indispensabile per garantire lo svolgimento del servizio in sicurezza. I lavori contribuiranno a migliorare l’affidabilità dell’infrastruttura e la qualità del servizio». Quel che non si dice nel comunicato è che il vero problema è che non si sono rispettati i tempi. E questo dipende principalmente dalle problematiche economiche che sta attraversando Amt da un anno a questa parte. Le difficoltà di pagamento verso i fornitori, la crisi economica, la necessità di risparmiare, sono inevitabilmente riverberate sui lavori in corso: «Evidentemente per un’azienda in difficoltà tutto diventa più complicato. Anche fare le gare d’appalto e seguirle. Detto questo ringrazio i dipendenti di Amt che lavorano alla ferrovia. Lo fanno con una passione incredibile e grande senso di responsabilità» – dice ancora Reggiardo. Va anche detto che proprio grazie ai lavori non ancora finiti e finanziati per 40 milioni, che la ferrovia Genova Casella ha evitato di perdere il Cie, il Certificato di Idoneità all’Esercizio, senza il quale l’Agenzia non avrebbe neppure autorizzato i lavori. Semplicemente si sarebbe chiuso i battenti. 

Sempre da Amt fanno sapere che per consentire lo svolgimento delle attività, il servizio sarà effettuato integralmente con bus sostitutivo anche nelle giornate di sabato e nei festivi, garantendo all’utenza la continuità dei collegamenti durante tutto il periodo dei lavori. Comunicati anche gli orari provvisori in vigore il sabato e nei festivi: Partenze da Genova (appunto con bus sostitutivo) alle 9, 10. 18, 11. 58, 13. 08, 14. 43, 16. 15, 17. 40, 19. 10, Da Casella alle 7. 35, 10. 32, 13. 16, 14. 52, 16. 20, 17. 52, 19. Non sono previste variazioni per l’orario feriale. Amt ricorda che le partenze da Genova del bus sostitutivo avvengono dal nuovo capolinea di largo Giardino. Per quanto riguarda i tempi futuri, i tecnici assicurano che una riapertura parziale del tratto finale potrebbe effettivamente arrivare tra fine giugno e inizio luglio. Mentre per riavere il treno in funzione sulla tratta totale si dovrà attendere la primavera del 2027. 

Intanto sono anche arrivati i nuovi treni acquistati dalla Ferrovia Domodossola-Locarno. Sono attualmente fermi e in manutenzione al deposito di Casella. Anche in questo caso, la loro attivazione sta diventando una corsa contro il tempo. Il Ministero dei Trasporti ha infatti chiesto e ottenuto dal Ministero dell’Economia 9 milioni di euro per metterli in condizione di viaggiare. Ma fino a oggi al dicastero di via XX Settembre a Roma nessuno ha messo la firma necessaria sul decreto di stanziamento. Anche in questo caso, così come avvenuto per i lavori non finiti. Il tempo stringe: pochi mesi e si perderanno i soldi.  

(Articolo tratto dal quotidiano Il Secolo XIX del 03/06/2026) 

Lascia un commento