
A volte le storie più belle nascono dai luoghi del cuore. Così è nato anche il libro “Fontanarossa – Uno sguardo al passato”, il lascito di Pierluigi Falchero, scomparso il 29 dicembre 2025 a 84 anni, e uomo che per tutta la vita ha custodito un legame profondo con la Val Trebbia e con Fontanarossa, piccola frazione di Gorreto.
Pierluigi era nato a Genova, ma trascorse fin da bambino le sue estati a Fontanarossa. La sua fu la prima famiglia di villeggianti del dopoguerra, arrivata nel 1947, quando lui aveva solo sei anni. Da allora la casa scelta da suo padre e da sua madre, Attilio Falchero e Paola Scheri, è rimasta sempre la stessa.
Cresciuto in un ambiente colto e attento ai valori civili, Falchero si laureò in giurisprudenza e costruì la sua carriera nel campo assicurativo, occupandosi della formazione degli agenti e viaggiando a lungo in quasi tutto il Nord Italia. La sua bravura e professionalità indusse molte aziende al di fuori del suo campo di lavoro ad affidarsi a lui per presentare i propri prodotti o progetti.
Nonostante il lavoro impegnativo, non smise mai di coltivare le sue passioni: i libri antichi, la storia ligure, la montagna e la cucina tradizionale, che amava praticare con la stessa cura che metteva nello studio e nella ricerca.
Una serata d’estate e un’idea
Nell’estate del 2025, mentre Marco Gallione e Clelia Armano preparavano la serata letteraria che ogni agosto anima il borgo, Pierluigi propose di parlare dell’antica Via Patrania, la strada che collegava la costa ligure all’Oltrepò Pavese, sul tracciato dell’attuale Via del Sale. Il suo entusiasmo era contagioso: conosceva ogni piega di quella storia, ogni curiosità che legava quei monti al mare.
Alla fine, dopo numerose insistenze, accettò di partecipare come relatore, affiancando gli organizzatori. La serata fu un successo, tra pubblico numeroso e grande interesse. E forse fu proprio quella sera che in lui nacque la spinta a tirare fuori dal cassetto un manoscritto a cui teneva moltissimo: un libro sulla storia di Fontanarossa, scritto nel silenzio di anni ma mai pubblicato.
Il desiderio di un dono
Pochi giorni dopo, Falchero confidò a Bruno di Gioia, attivissimo consigliere del Comune di Gorreto, la sua intenzione di pubblicarlo, con una condizione ben precisa: donare tutto il ricavato alla Pubblica Assistenza Volontari del Soccorso Alta Val Trebbia. Il libro voleva essere un omaggio al paese e a chi ogni giorno si prende cura della sua gente.
Affidò il dattiloscritto a Bruno e insieme cominciarono a valutare le soluzioni per la stampa. Ma il tempo, purtroppo, non fu generoso: le condizioni di Pierluigi peggiorarono, e il progetto rimase sospeso.
Un impegno di comunità
Alla sua morte, Marco, Clelia e Bruno decisero che non poteva finire così. Il libro doveva vedere la luce, come lui aveva desiderato. Così, nel gennaio 2026, iniziarono la digitalizzazione del testo e la correzione del dattiloscritto, affrontando il lavoro con il rispetto dovuto alle parole di un amico.
Poi, un’idea semplice ma coraggiosa: lanciare un crowdfunding per sostenere le spese di stampa. Ci si aspettava un percorso lungo e difficile; invece, in poche settimane, la piccola comunità di Fontanarossa e i villeggianti risposero con entusiasmo travolgente, superando persino l’obiettivo previsto.
Un libro che unisce passato e presente
“Fontanarossa – Uno sguardo al passato” è diviso in tre parti: nella prima, racconta le vicende degli antichi Liguri; nella seconda, ripercorre la storia del Feudo di Fontanarossa, dai tempi medievali fino al Settecento; nella terza, infine, rievoca gli anni Cinquanta attraverso ricordi personali, volti, voci, profumi di un tempo in cui la vita scorreva lenta e condivisa.
Il libro, ora stampato e pronto per gli appassionati, è diventato un simbolo di gratitudine e memoria. Sarà presentato ufficialmente sabato 4 aprile al Bar Mangini, cuore pulsante del paese.
Più di una semplice pubblicazione, questo progetto è il risultato di una comunità che si è riconosciuta in un sogno comune, quello di mantenere viva la propria storia. Un modo per dire che Fontanarossa non dimentica chi ha saputo amarla – e che, grazie a Pierluigi Falchero, ora può guardare al proprio passato con nuovi occhi.
Marco Gallione
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