L’Antola, una montagna che insegna le salite della vita

Ci sono montagne che sono luoghi di incanto e non barriere.
Ci sono sentieri che raccontano ad ogni passo storie di uomini e di donne.. Ci sono posti che diventano prima meta, poi passione, spesso destino.
L’Antola è tutto questo, un luogo dove ci si incontra. Un tempo come oggi.
Essa infatti non è solo una montagna ma un grande palcoscenico, della natura certo ma anche della vita con persone vere che lassù hanno passato un’esistenza, un’avventura tra i narcisi, sulla neve o tra dorati faggi, oppure un tratto di vita, andata in scena in questo teatro che ha come quinte un vastissimo panorama, dal mare alle Alpi e una platea di vallate e di monti che, a perdita d’occhio, sanno affascinare e richiamare…perché l’Antola lascia nel cuore sempre qualcosa che ritorna dentro e fa salire e risalire ancora lassù, sotto la croce, nel vento che carezza l’alba e che pare soffiare infinito, dalla Corsica al Monte Rosa.
Ma se la seduzione della natura è grande, altrettanto coinvolgente il fascino delle storie degli uomini: vicende che vanno raccontate, per rifarne memoria certo ma anche per ricordare quei protagonisti o quelle occasioni spesso diventate storia, tanto da poter dire orgogliosi: “io c’ero!”. Dalle carovane di muli carichi di merci agli emigranti ottocenteschi, degli alpinisti con alpenstock e scarponi ferrati ai moderni runners, dagli eventi della lotta partigiana alle vicende dei rifugi e dei loro rifugisti, dalle celebrazioni speciali alla quotidianità fatta di bosco, pascolo, legna e accoglienza a chi sale lassù. Racconti che non sono solo nostalgia, ma portano all’attualità di molti appuntamenti e manifestazioni in quota e di un rifugio aperto (www.rifugioantola.com ) e frequentato da scolaresche e tantissimi giovani.
Tutto questo lo abbiamo potuto vedere giovedì 11 dicembre nel salone del Circolo Autorità Portuale di Genova alla presentazione dei primi due volumi della collana  “L’Appennino racconta”, edita dalla Cooperativa Sociale Officine Gutenberg Onlus di Piacenza, con il supporto del Parco Naturale Regionale dell’Antola e di altri soggetti. Per l’occasione gli autori dei libri e diversi ospiti hanno dialogato a più voci sull’Antola e le sue infinite storie condotti dal giornalista ed escursionista Francesco La Spina, esponente del forum Quotazero.
Il primo testo, di Alessio Schiavi, “Vescovi, partigiani e boscaioli dell’Antola” (72 pag., 10 euro) è stato pubblicato la scorsa estate e racconta degli otto presuli che sono saliti sul monte in oltre cento anni, dei partigiani in Antola per San Pietro nel 1944, raccontati da Lorenzo Torre  e dei boscaioli lombardi che negli anni Cinquanta del secolo scorso lavorarono nelle alte valli del monte.
Nel secondo libro, fresco di stampa, Emanuele Roccatagliata racconta de “La bambina che andava in Antola” (72 pag.,10 euro), ossia Zita Barabino, che ha condiviso con l’autore immagini, ricordi ed emozioni della sua decennale villeggiatura sul monte negli anni ’50, diventando così testimone adolescente di un mondo che andava scomparendo. A questa testimonianza lo scrittore ha poi aggiunto proprie memorie, riflessioni ed attualità sul “salire in Antola”.
Con gli autori, che da sempre si occupano dell’Appennino e dell’entroterra genovese, son intervenuti Paolo Giardelli, antropologo e autore dell’introduzione del secondo volume, Giovanni Battista Menzani, direttore editoriale delle Officine Gutenberg, Roberto Costa, vicepresidente del Parco Antola e referente Federparchi Liguria, Roberto Manfredi, presidente Cai Liguria, Giovanni Daglio, esponente di Fie Liguria, Davide Barbè, rifugista del Rifugio Parco Antola e Francesca Fabbri, esponente del Cai Sampierdarena. Organizzatrice della serata in occasione della Giornata Internazionale della Montagna che Genova ha così celebrato, parlando in riva al mare della montagna che i genovesi più amano.
Una iniziativa editoriale della cooperativa sociale di Piacenza che promette di portare negli scaffali dei lettori molti altri volumetti, agili e preziosi, con cadenza semestrale: a giugno, in occasione della festa di San Pietro in Antola e a dicembre per poter regalare uno spiraglio aperto su quel palcoscenico re riviverne i ricordi, oppure provare nuove emozioni progettando la salita.

(Articolo tratto dal quotidiano “Il Giornale” del 12/12/2025)

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