Dietrofront del ministro Calderoli che evita il ridimensionamento delle Comunità montane. Una proposta che aveva portato molti sindaci, tra cui proprio quelli dell’Oltrepò pavese, a scendere in campo contro una misura che avrebbe penalizzato molti comuni che fanno attualmente parte degli enti montani. È attesa, infatti, a brevissimo la nuova bozza attuativa della Legge sulla montagna, chiesta a gran voce da centinaia di Comuni, province e Regioni, anche a guida centrodestra, scontenti per aver visto “declassare” quasi un terzo dei 4000 municipi prima classificati come montani. Davanti a un’opposizione ampia e trasversale (tra cui quella di 11 Comuni su 18 che oggi fanno parte della Comunità montana dell’Oltrepò), e a una dura lettera di alcuni professori universitari, nella conferenza Stato-Regioni il ministro Roberto Calderoli ha fermato tutto, stralciando il vecchio testo di classificazione che prevedeva in pratica, di eliminare dalla montagna tutti i Comuni sotto i 600 metri di altitudine. Un colpo di spugna che cancellava 1200 municipi dalla classificazione di montagna e quindi dall’accesso a fondi e agevolazioni specifiche a favore di territori comunque ritenuti fragili. Il disegno di legge sulla montagna, che era stato proposto dal ministro Calderoli, all’inizio puntava infatti a ridurre il numero dei comuni montani da 4.000 a circa 2.800. I sindaci dell’Oltrepo sono subito scesi in campo, informando anche i politici di riferimento regionali e quelli che siedono a Roma su una legge che avrebbe penalizzato troppo il territorio. Hanno picchiato duro sul criterio per il quale un comune poteva essere considerato montano. Il criterio infatti prevedeva che un Comune doveva avere il 25% di superficie sopra i 600 metri e il 30% di superficie con almeno un 20% di pendenza, oppure con un’altimetria media superiore ai 500 metri. Se questi nuovi criteri fossero stati approvati, significava di fatto che dei 18 comuni che compongono oggi la Comunità montana dell’Oltrepò, solo 7 avrebbero continuato a beneficiare dei fondi destinati a favore della montagna e cioè: Brallo di Pregola, Menconico, Romagnese, Santa Margherita di Staffora, Val di Nizza, Varzi, Zavattarello. Sarebbe stati quindi esclusi Bagnaria, Borgo Priolo, Borgoratto Mormorolo, Cecima, Colli Verdi, Fortunago, Godiasco, Montalto, Montesegale, Ponte Nizza e Rocca Susella. Nella nuova bozza dovrebbe entrare il concetto di “cluster di interclusi”, riferito a quei comuni che non hanno le altimetrie montane, ma sono concretamente isolati e soprattutto essere riammessi “i municipi che, pur avvicinandosi a tutte le soglie indicate, restano esclusi per poco da ciascuna”. Questa categoria mira a includere territori precedentemente esclusi, come ad esempio i comuni dell’Oltrepò pavese, per riconoscere loro benefici specifici. Nelle prossime ore dovrebbe essere varata la nuova legge a tutela della montagna.
Alessandro Disperati
https://laprovinciapavese.gelocal.it/ (28/01/2026)
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