Tra le vie di Marsaglia è tornata a risuonare la tradizionale musica del Calin di Maggio

Il tradizionale motivo del Calin di Maggio è ritornato a risuonare lungo le vie di Marsaglia, come il ritrovo, due settimane dopo, dei cantori per festeggiare con i prodotti raccolti nella notte di questua.
Non solo, lo scorso 19 Maggio, i cantori del gruppo di Marsaglia – Corte Brugnatella, hanno partecipato alla diciannovesima edizione della Rassegna Interregionale del Cantamaggio, quest’anno tenuta nella vicina Santo Stefano d’Aveto.
L’evento della notte marsagliese, a cavallo dei mesi di aprile e maggio, accade dopo cinque anni dalla fermata causata dalla grande Pandemia.
«Quest’anno abbiamo voluto riproporre la manifestazione nel segno di quelle tenute fino allo stop del 2020. Siamo partiti in sordina, ma la voglia di ripartire era talmente tanta, che nello scorrere delle ore, sempre più persone ci hanno raggiunto, regalando al paese la tradizione di un tempo, afferma l’assessore al turismo Silvia Lupi durante la manifestazione di Santo Stefano d’Aveto, dove il gruppo di Corte Brugnatella, si è esibito con altri diciassette gruppi provenienti dal vasto territorio delle quattro province».
Da ricordare che qualche giorno prima, i cantori si erano ritrovati presso l’albergo di Marsaglia, per ricordare l’evento e festeggiare con i prodotti raccolti durante il rito di questua, come da tradizione.
La cronaca della notte del 30 aprile ricorda che al ritmo delle melodie dei Musetta, con Ettore (Bani) Losini e Alessandro Losini ai pifferi, Claudio Lanza, Armando Perini e Davide Balletti alla fisarmonica, i cantori avevano riportato il saluto della primavera nelle abitazioni di Marsaglia.
La attesa manifestazione è iniziata alle ore 20 quando il sindaco Renato Bertonazzi, con la vice sindaco Anna Mozzi, l’assessore al turismo Silvia Lupi ed alcuni consiglieri di Corte Brugnatella, avevano ringraziato i cantori intervenuti, grazie ai quali “siamo riusciti a riprendere una tradizione che ha radici lontane nel tempo”.
Per l’occasione, l’assessore Lupi aveva tracciato la storia del Cantamaggio di Marsaglia, che a partire dai primi anni ’80 del secolo scorso e fino al 2019 ha animato ininterrottamente i Cantamaggio di Marsaglia lungo le vie del paese e ricordando gli eventi che hanno interrotto negli ultimi anni questo evento, come la Pandemia e i cantori che sono “andati avanti”.
Da ricordare che nel 2022 alcuni cantori avevano fatto risuonare le note del Calin di Maggio in alcuni locali del paese, allo scopo di non perdere la tradizione.
Il Cantamaggio di Marsaglia vanta origini lontane, come testimoniato dai vari cantori storici intervistati nel corso di quarant’anni, originari della parrocchia di Ozzola, della parrocchia di Pieve di Montarsolo, Confiente, Brugnello e Marsaglia vecchia, protagonisti della prima edizione del 1981 a Marsaglia, quando l’amministrazione del tempo aveva puntato, con successo, a raccogliere nel capoluogo di Corte Brugnatella l’evento.
Infatti i colori del gruppo dei canterini ancora oggi sono i colori del gonfalone verde e oro. Il successo di questo evento fu tale che nel 1989 fu protagonista della trasmissione Rai Mattina, e, quattro anni più tardi assunse fama internazionale grazie alla presenza della Radio Televisione della Svizzera Italiana.
Da ricordare che Marsaglia, nel 2013 aveva ospitato la decima edizione della rassegna interregionale del Cantamaggio, con la partecipazione di numerose compagini musicali dei borghi delle quattro province.
Dopo il canto di apertura, suonatori cantori hanno iniziato a percorrere le vie del paese, andando di casa in casa per rinnovare una antica questua, che si perde nella notte dei tempi.
Ecco le parole del Calin di Maggio dì Marsaglia:

“E’ qui calin di maggio,
con l’erba e con la foglia, la rosa e la viola…..
Ho sentì a tramescà la padrona la se ne và,
belo vingo maggio…
Ho sentì a mov a mov, la padrona la porta iov.
Se non volete credere che maggio l’e arrivato
affacciatevi al balcone.
E dateci da bere, se ne volete dare,
non possiamo più cantare…
tira fora u pisadù, da da beive i sonadù,
belo vingo maggio..”.

PC

(Articolo tratto dal n° 19 del 30/05/2024 del settimanale “La Trebbia”)

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