Statale 45, la paura corre ogni weekend tra moto senza regole e residenti esasperati

«Forse noi… siamo drogati. Drogati di moto». Lo sussurra, ancora scosso, l’amico di un motociclista caduto l’altro giorno vicino a Perino, lombardo, meno di trent’anni. Prova a spiegare cosa possa spingere qualcuno a scambiare la Statale 45 per il circuito di Monza. Un copione che in valle si ripete ogni fine settimana, da maggio a ottobre, e di cui «non se ne può più».  
A pochi minuti dal punto dell’incidente, sui guardrail, ci sono mazzi di fiori. Uno ricorda un ragazzo di 18 anni, morto in moto poco prima dell’esame di maturità. Intanto, mentre soccorritori, forze dell’ordine e alcuni bambini ancora spaventati assistono alla scena, passa un’altra moto. Senza targa. I carabinieri la fermano, arriva la polizia locale di Bobbio: fermo amministrativo immediato.  
La Statale 45, ogni giorno, è percorsa in media da 5mila veicoli; nei fine settimana il numero quadruplica. Su quelle auto ci sono vite, preziose quanto quella del motociclista ricoverato a Piacenza e già sottoposto a delicati interventi. Lui, per fortuna, se la caverà. Ad altri, questa stagione è andata peggio.  
Il danno non riguarda solo chi resta coinvolto negli incidenti, ma anche l’economia della Valtrebbia. C’è chi ormai evita certi paesi nel weekend, per paura di trovarsi una moto sul cofano. Eppure, Bobbio accoglie i motociclisti che rispettano le regole, tanto da essere diventata la prima “città amica delle moto”.  
Ma anche tra i centauri cresce la paura. «Vado in moto da anni — racconta Andrea Gabbiani — ma ultimamente frequento la Valtrebbia solo al mattino presto o verso le 13.30, sperando di trovare meno “piloti della domenica”. La paura sta superando il piacere del viaggio».  
Mariuccia Zavattoni dice che ormai il tragitto Marsaglia-Piacenza va pianificato: «Viaggiamo solo dalle 19 in poi. Alla domenica temo che qualche centauro mi finisca nel giardino. Una volta si sono scontrati in tre davanti a me, vicino al Mercatello».  
Carabinieri e polizie locali intensificano i con- trolli, ma non basta. «A volte ci passano davanti e ci fanno gesti offensivi», racconta Matilde Bianchi, agente della polizia locale di Bobbio. «Useremo telelaser e, viste le nuove norme, anche l’autovelox. Abbiamo controlli programmati per tutta l’estate». Sorpassi azzardati, linee continue ignorate, velocità folli: «Un motociclista è passato a 138 all’ora in centro a Bobbio, in via Genova, dove il limite è 30».  
Elena Guglielmetti, che vive vicino alla rotonda di Cernusca, non ne può più: «Al sabato e alla domenica è invivibile. Vedo motociclisti passare sopra la rotonda. Basterebbe stare un’ora sul mio terrazzo per capire». Poi ci sono i video sui social, pubblicati come trofei: Bobbio-Marsaglia a velocità impressionante, settanta all’ora nel cantiere del ponte di Cassolo, tra ciclisti, operai e una corsia sola. In uno, il tachimetro viene coperto con lo sticker di un gatto. Una presa in giro, come se si avessero davvero sette vite.  
Tra i commenti c’è chi invita alla prudenza. Ma qualcuno risponde: «Non si va in moto per aggiungere anni alla vita, ma vita agli anni». Intanto, sull’asfalto delle Campore, restano i segni delle frenate. Sembrano un disegno. Invece sono un avvertimento, l’ennesimo: andate piano. 
 
(Articolo tratto dal nN° 22 del 25/06/2026 del settimanale “La Trebbia”) 

1 commento finora

Roberto Pubblicato il15:29 - Luglio 2, 2026

Non e sempre colpa dei motociclisti anche dei automobilisti indisciplinati che guardano il cellulare ho tagliano le curve con la macchina e pio ho visto maccina dei carrabinieri sorpassare in curva seza avere i lampeggianti e le sirene accese quindi un po tutti abbiamo delle responsabilita grazie

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