
“Qui le auto e le moto viaggiano a 100 o 120 chiIometri orari. L’unica soluzione è permettere l’installazione di un rilevatore di velocità”. È questo, in estrema sintesi, il senso delia lettera inviata del sindaco di Rovegno Pinuccio Isola alla Prefetta Cinzia Torraco e fatta propria dal collega di Gorreto, Paolo Saredi. Un vero e proprio allarme perché fino a oggi la possibilità di installare un autovelox è stata negata, in quest’angolo di Liguria che confina con l’Emilia.
Il rettilineo di Loco e quello di Isola, a Rovegno, così come quello che attraversa il centro dei paese a Gorreto tra il monumento ai Caduti e il confine regionale, sono diventati un vero incubo peri pedoni e un problema per i primi cittadini: “Paradossalmente la Prefettura consente l’uso degli autovelox fino a Montebruno, perché la statistica dice che nei nostri territori di confine si verificano meno incidenti -dice Pinuccio Isola – è il classico caso di una burocrazia che fa a pugni con la realtà. Noi abbiamo mezzi che sfrecciano letteralmente tra l’abitato e con l’arrivo della stagione e l’apertura delle seconde case andrà sempre peggio” Da qui nasce la lettera alla prefetta. affinché elimini il divieto di autovelox che vale appunto solo per i due comuni più montani della Val Trebbia: «Davvero è una situazione paradossale, perché fino a Montebruno le amministrazioni hanno la possibilità dì dotarsi degli strumenti di controllo. E spesso lo fanno per fare cassa. Mentre da noi dove servirebbero a salvare vite e non a incassare sanzioni, non ci è data la stessa possibilità -aggiunge Saredi- che poi confessa anche di aver escogitato un mezzo per limitare i folli al volante: “Noi abbiamo sistemato sul rettilineo alcune telecamere di videosorveglianza, che leggono anche le targhe. Non sono omologate per sanzionare e quindi non passiamo dare alcuna multa. Ma almeno con questo sistema c’è chi rallenta pensando di rischiare di essere multato e di perdere punti dalla patente».
Nella lettera alla Prefetta si fa riferimento alla situazione: «È notorio che la Val Trebbìa a partire dal mese dì aprile e fino a settembre è meta di numerosi turisti e cittadini che posseggono la seconda casa. Di fatto il numero degli abitanti aumenta in maniera elevata con evidenti problemi di ordine pubblico. In tal e contesto la statale 45, unica arteria importante della vallata, è percorsa da numerosi veicoli con frequenti incidenti stradali. A ciò si aggiungono le innumerevoli manifestazioni turistiche con ulteriore afflusso di persone. I carabinieri della stazione di Rovegno non sono assolutamente in grado, nonostante lo sforzo sempre profuso di garantire un adeguato controllo del territorio. Per questo bisogna potenziare la locale stazione anche con strumenti tecnologici adeguati», scrive Isola.
Per quanto riguarda il resto della vallata, lungo la statale 45 si trovano ancora il semaforo con telecamera di Bargagli (incrocio per Sant’Alberto), alcuni autovelox mobili sempre a Bargagli, poi il noto autovelox di Torriglia alla galleria della Beccassa (quest’anno non è ancora apparso) e poi ìl più temuto del momento: quello di Davagna, ovvero non sulla statale ma su una strada secondaria. Quest’ultimo rappresenta una novità. Montebruno, invece, pur potendo installare l’autovelox, ha scelto di non farlo. Poi, saltati Rovegno e Gorreto dove i Comuni non possono attualmente usare lo strumento, si ritrova il controllo ad Ottone, ovvero il primo paese dell’Emilia.
Edoardo Meoli
(Articolo tratto dal quotidiano Il Secolo XIX)
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