Torre dei Ghezzi a Cogno San Bassano

Dove si trova

Cogno San Bassano è una frazione del comune di Farini, dal qual dista circa 3 km.

La torre

Questo antico fortilizio in pietra, a pianta quadrata dai lati di ca.7,5 metri alto 15 metri, che la torre con le mura spesse di 1,30 metri che con la sua imponenza domina dai sui 900 m. slm la Valle del Nure e del suo affluente Rossane. Il tetto, a quattro falde, ( di cui una falda purtroppo distrutta) presenta ancora la copertura in lastre di pietra (dette localmente “ciappe”). posta nella frazione dei Ghezzi di Cogno San Bassano nel comune di Farini ( Piacenza). Sulla sinistra della foto in lontananza si nota l’antico borgo di Cogno San Savino arroccato su un groppo roccioso di origine ofiolitica, su di esso la Chiesa di San Savino con la sua torre campanaria del XII sec.
La costruzione, che è ancora ben conservata, ha la porta d’accesso sormontata da una lunetta in pietra, recante al centro l’arma gentilizia dei Nicelli. Sempre all’interno della lunetta, corre una scritta consunta ed illeggibile.
Lato meridionale: sotto l’antico ed originario ingresso, in tempi successivi fu aperta questa porta, molto meno nobile delle altre due, probabilmente nella forchetta di tempo tra il 1635 e il 1645 anno in cui viene per la prima citata in un documento la torre e vengono descritti i lavori fatti eseguire da Marco Antonio Nicelli ( di Collignola nel comune di Bettola) alle sue proprietà in Val Nure. Dal documento si evince che la torre dei Ghezzi era stata risistemata negli anni precedenti a questa data, in quanto la torre aveva subito gravi danni dalle incursioni in territorio piacentino delle truppe spagnole. In un altro documento di questo periodo si elencano le direttive testamentarie di Marco Antonio Nicelli in cui lascia agli eredi la torre dei Ghezzi ed un castello quello di Cogno San Bassano ( castello ora scomparso) ed altre proprietà nel bettolese e nella pianura piacentina. Ancora troviamo nel 1822 la proprietà della torre al casato dei Nicelli, mentre nel 1875 ne prende la proprietà tale Bernardino Ghezzi, la torre sarà usata anche come ricovero per cereali e granaglie.
La torre che originariamente era composta da 5 piani, poi successivamente ribassata di uno. Tra le ipotesi che un piano sia stato tolto dopo le distruzioni apportate dalle soldatesche spagnole nella guerra franco-spagnola del 1635/1637 alla torre che fu incendiata e gli interni distrutti. Ma ci sono testimonianze che riferirebbero di un ribassamento e rifacimento del tetto molto più recenti verso la fine degli anni 30 del secolo scorso.

Interno visibile dal portale rivolto verso est.
Le travi che sorreggono il pavimento del secondo piano ricostruito nel XVII dopo che la torre fu incendiata dalle truppe spagnole nella guerra che contrapponeva il ducato di Milano al ducato di Parma e Piacenza alleato della Francia nel periodo dal 1635 al 1637.

Sempre sul lato est all’ultimo piano si apre una monofora a sesto leggermente acuto a sei conci di differente colore; sui due conci d’imposta sono incisi gli stemmi dei Nicelli e dei Barattieri. Anche questa monofora probabilmente potrebbe essere stata costruita successivamente nella facciata.

Lato sud della torre: La facciata conserva l’originario portale d’ingresso a due conci arcuati e da una chiave di volta leggermente acuta posta al secondo piano, con le sottostanti buche d’innesto delle travi che reggevano molto probabilmente un ballatoio pensile al quale si appoggiava una scala in legno, tratteggiando così l’iniziale vocazione difensiva all’atto della costruzione, infatti una delle prerogative delle case-torri medioevali era mettere l’ingresso in posizione elevata rispetto al piano stradale, in modo tale che in caso di pericolo la scala poteva essere velocemente recuperata dagli occupanti della torre rendendola di fatto più difendibile, e meno soggetta ad intrusioni di soldatesche nemiche. Molto probabilmente questo originario ingresso sarà l’unico accesso alla torre almeno fino al XVII sec. Inoltre sopra il portale di ingresso si evidenzia una monofora a tutto sesto dalla quale purtroppo spicca un tratto di cielo indice del crollo della falda ( che era costruita in “ciappe”) meridionale del tetto.
In primo piano nella foto poi si notano delle pietre che quasi sicuramente facevano parte di una cinta muraria difensiva che cingeva tutto il complesso che potremmo ipotizzare fosse composto da altre strutture ora andate perdute, a conferma di ciò, gli anziani locali chiamano la torre dei Ghezzi ” U Castel ”

Lato est della torre: dove nel XVII secolo fu probabilmete aperto un nuovo ingresso al primo piano, (all’epoca raggiungibile con una scalinata in pietra, ora praticamente distrutta ) con un bellissimo portale eulitico, dotato di un architrave in pietra con al centro una oramai sbiadita croce latina, sormontato da una lunetta con lo stemma dei Nicelli datata 1635. All’ultimo piano della stessa facciata, una monofora con incisi gli stemmi dei Nicelli e dei Barattieri.

Cenni storici

Nella frazione dei Ghezzi  s’innalza solitaria una torre antica, forse addirittura romanica, che veniva probabilmente destinata al ricovero delle milizie presidiarie, cui competeva la difesa del luogo. Nel 1647 la Torre apparteneva a Marcantonio Nicelli, signore della zona.
I Barattieri sono un’antica famiglia della nobiltà Piacentina.
All’interno del loro stemma campeggiano tre dadi.
Le origini della famiglia risalirebbero al capostipite Nicolò Barattieri di cui si hanno le prime notizie verso il 1198.
La famiglia Barattieri acquisisce il titolo nobiliare di Conte il 9 novembre 1466 quando viene investita del feudo di San Pietro in Cerro da Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza.
Nel 1546 furono riconosciuti Patrizi Piacentini dal duca Pier Luigi Farnese. Nel 1674 alcuni membri della famiglia ricevettero il titolo comitale “da Ferdinando Maria duca di Baviera e del Palatinato Superiore ed Elettore del Sagro Romano Imperio”. Il 28 ottobre 1678, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal duca Ranuccio II Farnese la dignità comitale per sé e per i propri discendenti legittimi e naturali.
La leggenda popolare narra che un tempo esisteva un passaggio segreto che collegava la torre dei Ghezzi all’abitato più a valle di qualche centinaio di metri dei Blucchi. Forse se fosse esistito veramente avrebbe potuto permettere alle soldatesche ed agli abitanti del fortilizio chiamato ancora ad oggi “U CASTEL” di fuggire in caso di estremo pericolo.. o forse sarebbe potuto essere stato utilizzato per nascondere tesori e monete antiche, armi, chissà.. fantasia? realtà? di certo storicamente non era impossibile specie in certi castelli trovare dei passaggi segreti… in questo caso rimarremo con il dubbio, ma è pur vero che in ogni leggenda esiste un fondo di verità.

Informazioni turistiche

La torre purtroppo è circondata da una fitta vegetazione che ne rende difficoltoso l’accesso alla medesima.

Fonti

www.prolocofarini.com – Post su Facebook di Roberto Boiardi – it.wikipedia.org/wiki/Barattieri
Foto di Roberto Boiardi e dal sito wunnish.altervista.org

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