Espropriati SS45: “Anas non parla a tutti”. Travo tira dritto e a Bobbio bolle la protesta

In consiglio comunale a Travo il sindaco Lodovico Albasi spiega che tornare indietro non ha senso. “Rivedere il progetto definitivo della variante tra Rivergaro e Cernusca, ormai in fase ultima, vorrebbe dire risottoporlo a Valutazione d’impatto ambientale”.

Sugli espropri Albasi dice che la lista dei convocati agli incontri dove un incaricato di Anas valuterà ogni caso – il 4, 5 e 6 maggio – è stata allungata: “Non saranno buttate giù case. Ho già avuto disponibilità da Anas a tornare”.

All’Associazione Residenti ed Utenti Statale 45 l’approccio però non torna: “Solo una piccolissima parte dei coinvolti verrà convocata. Lo smarrimento tra i cittadini è massimo”, precisa Giorgio Vecchiattini. “La fiducia nelle due amministrazioni non viene meno. Siamo però pronti a tenere alta l’attenzione”.

Dall’altra parte della valle, quella montana, il malumore intanto bolle. Spiega Maurizio Alpegiani, del sodalizio Ra Familia Bubieiza: “Un conto sono i turisti, un conto è chi ha bisogno di lavorare e per quello vive la strada. Non sottovalutiamo poi le difficoltà dei mezzi d’emergenza. La valle si deve mobilitare. Siamo stanchi di incidenti, code. Non siamo disposti a fare la riserva indiana”.

https://www.liberta.it/ (29/04/2023)

Il Comitato Lenzino allarga la lotta a tutta la Statale 45

«Ipotizzare uno stralcio del progetto di ammodernamento della Statale 45 con 190 milioni di euro già in tasca? Significherebbe metterla in un cassetto e non rivederla mai più. Invece, l’alta Valtrebbia ha bisogno di avere una strada sicura e veloce per sopravvivere. »
Il presidente del comitato “Nuovo Ponte Lenzino” ed ex sindaco di Cerignale Massimo Castelli entra a gamba tesa nella questione della variante Rivergaro-Cernusca e attacca l’ultima mozione approvata lunedì sera dal consiglio comunale di Rivergaro. E presto proporrà un cambio di nome del suo comitato in “Nuova Statale 45” per occuparsi dell’intera infrastruttura, non solo del ponte Lenzino.
Se la vicenda del ponte crollato sembra avviata ormai alla conclusione prospettata dalla popolazione, il comitato ora allarga la lotta alle altre zone della Statale ancora problematiche. E a Castelli non va giù la mozione approvata a maggioranza dal consiglio di Rivergaro che prevede, in caso di scarsa collaborazione di Anas verso le richieste dei cittadini, anche l’ipotesi di stralciare interamente l’opera.
«Mi sembra una richiesta irricevibile e inaccettabile» fa notare Castelli. «Cancellare ora quest’opera significherebbe realizzare la strada quando ormai non ci sarà già più nessuno ad abitare in montagna, una bella Statale in mezzo al deserto. Invece di pensare allo stralcio, al contrario bisognerebbe spingere perchè l’opera rimanga: serve appellarsi ai parlamentari piacentini e anche l’Unione Montana dovrebbe esprimere una posizione chiara in merito. Sono decenni che attendiamo quest’opera e ora che ci sono 190 milioni di euro già pronti pensiamo all’eventualità di stralciare il progetto. E’ chiaro che, se questo succede, l’ammodernamento della Statale non sarà più ripreso in futuro,  condannando i comuni dell’Alta Valtrebbia ad un progressivo e inevitabile isolamento. Per questo, proporrò che il comitato nato per il Lenzino, che con la mobilitazione popolare ha ottenuto risultati, cambi nome in “Nuova Statale 45” ».
E sul tema degli espropri ai cittadini? «Ci sono sempre stati » spiega Massimo Castelli «Non posso pensare che si voglia fermare un progetto atteso da oltre vent’anni per non dover abbattere un pollaio. Si facciano le modifiche al progetto ritenute migliori ma poi si proceda subito al cantiere. Un nuovo “no” al progetto andrà a ledere i diritti e gli interessi di chi vive nella parte più alta della valle, dove – a differenza chi abita da Travo in giù- dieci minuti di strada risparmiata possono fare la differenza».

Christian Brusamonti

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