
Il salone parrocchiale e il piazzale circostante erano colmi di ferrieresi, villeggianti, escursionisti, appassionati di montagna e legati all’Appennino; amministratori locali, semplici cittadini. E ancora: associazioni, consorzi, comunelli. Sono venuti dalla città, da Torino, dal Reggiano, dalla Bergamasca, dal Lodigiano. Altre 250 persone erano collegate in streaming. Tutti la pensavano allo stesso modo: il parco eolico sul crinale del monte Crociglia non s’ha assolutamente da fare. C’erano anche il ministro Tommaso Foti e la senatrice Elena Murelli, a spiegare il da farsi, insieme all’Amministrazione comunale di Ferriere.
IL SINDACO: «E’ UN MOSTRO»
L’incontro organizzato domenica 1° febbraio aveva il compito di raccogliere pareri e osservazioni al progetto presentato dalla società danese “European Energy”. Il tempo stringe: la scadenza è fissata al 21 febbraio. «Abbiamo lavorato duro – ha preso la parola il sindaco Carlotta Oppizzi – in comune per cercare di farci un’idea dell’impatto di questo “mostro”. La presenza massiccia oggi e le firme raccolte (9mila) la dicono lunga sull’importanza del Crociglia per tutti».
Oppizzi ribadisce che la società ha presentato il progetto senza avvisare l’ente locale. «L’Italia, per raggiungere il target richiesto dall’Ue per l’approvvigionamento energetico, ha accorciato e snellito le procedure. Gli impianti di rinnovabili hanno un interesse pubblico, quindi la maggior parte dei vincoli ambientali e paesaggistici non sono così importanti come prima. Però tra cave, miniere, zone dismesse e il crinale del Crociglia c’è una bella differenza».
Il sindaco ha lanciato un appello: «se metà delle 9mila persone sottoscrivono una osservazione, mandiamo un messaggio forte al Ministero dell’Ambiente». Poi, una precisazione. «Non siamo contrari alle rinnovabili: sul territorio abbiamo la centrale idroelettrica di Ruffinati, la scuola “Pietro Inzani” ha una centrale a cippato e sul municipio e la piscina comunale disponiamo del fotovoltaico. Inoltre eroghiamo l’acqua all’acquedotto Valnure da decenni: il contributo di risorse ambientali che diamo al territorio è già questo».
Oppizzi ha annunciato di aver incaricato tecnici per vagliare il progetto e proporre. «Tanti professionisti, gratuitamente, stanno inviando i loro pareri e contributi, li ringraziamo». Il comune organizzerà anche banchetti nei comuni della provincia e in città per coinvolgere tutta la popolazione piacentina nell’invio di osservazioni.
La prima cittadina ha inviato un messaggio a distanza ad Alessandro Migliorini, dirigente di European Energy, che inizialmente aveva pensato di partecipare all’incontro di Ferriere: «tutta questa ansia di incontrare la popolazione la doveva avere prima di presentare il progetto».
MURELLI: «C’ERO ALL’UNICO INCONTRO, IL PRIVATO NON PARLO’ DEL CROCIGLIA»
La senatrice Elena Murelli era presente all’unico incontro tra la società e il Comune. Fece da trait d’union tra le parti, contattata dal privato. «In quell’occasione si parlò, in generale, di rinnovibili. La società citò la volontà di fare un impianto mini idro-elettrico, se ne poteva parlare, oppure di realizzare il fotovoltaico sui tetti delle stalle. Nessuno ci ha mai accennato di un progetto legato all’eolico, né del Crociglia. Noi dicemmo di coinvolgere la popolazione, con incontri in ogni frazione per capire cosa fare come rinnovabili. Poi non li ho mai più sentiti. Ora serve coordinamento univoco tra tutti gli enti, il Ministero dell’Ambiente è già stato attenzionato, ho sentito il ministro Pichetto Fratin».
CHIESA: «NON E’ UNA BATTAGLIA IDEOLOGICA»
«Non è una battaglia ideologica – ha detto al microfono Alessandro Chiesa, presidente dell’Unione montana e sindaco di Pontedellolio – ma nella sostanza. Non riguarda solo Ferriere e Santo Stefano, ma tutta una vallata e vorrei dire tutta la provincia, così come fu due anni fa per la guardia medica. Non conta il campanile. Questo intervento non è giusto. C’è poco tempo, in Alta Valnure siamo abituati a correre. La cosa brutta è che gli amministratori di un territorio non hanno il controllo di quello che può succedere: non siamo in svendita, non possono venire qua dalla Norvegia, dall’India».
Mauro Bruzzi, consigliere di minoranza a Bettola e nell’Unione, ha ricordato che un coordinamento è già presente e si ritrova mercoledì sera, alle 21, a Bettola. «Ci siamo informati per il progetto parmense, stiamo studiando anche questo. Gli enti locali devono tutti schierarsi per il no, se non si schierano, è come se fossero per il “sì”. Parlo di Arpae, Soprintendenza, Provincia e Regione e anche i comuni confinanti. L’Unione purtroppo è stata troppo timida nei mesi scorsi sulla questione». Il consigliere provinciale Sergio Ferri (Pd) perora la causa sia nell’ente di via Garibaldi che attraverso i consiglieri regionali del suo partito.
I “NO” DI CAI, LEGAMBIENTE, GAEP, ITALIA NOSTRA E CONSORZIO DI TORRIO
Anche il Cai ha preso posizione contro. «Il nostro scopo – ha precisato il presidente Claudio Faimali – è la conservazione e la tutela dell’ambiente montano, ecco perché siamo qui. Quel territorio è sacro: c’è l’arcangelo che riporta i nomi dei nostri amici caduti in montagna». «Noi non sapevamo nulla, siamo senza parole. La battaglia la facciamo, è un territorio storico per noi. I nostri padri lavoravano lì i terreni», ha dichiarato Giancarlo Peroni, presidente del Consorzio di Torrio.
Monica Rebessi, presidente Gaep, ha ricordato che il rifugio “Vincenzo Stoto” è sorto sotto il Crociglia «grazie ai nostri soci, a pochi metri da dove potrebbero sorgere le pale. Abbiamo studiato le carte, rischiamo che ci passino sopra con questo intervento. Siamo piacentini che hanno messo radici in questo territorio». Anche “Italia Nostra”, con Pietro Chiappelloni, ha ribadito il suo “no” convinto, già espresso nei mesi scorsi.
«IL CASTELLO DI GAMBARO NON MENZIONATO»
«Questo progetto spaccia il profitto – è il parere di Fabrizio Binelli di Legambiente – per il bene comune, basandosi su dati vecchi e incompleti sul vento, che vanno sottostimati per la capacità energetica produttiva. L’intervento occupa soltanto il territorio». Anche Valentino Alberoni, proprietario del castello di Gambaro, ha fatto notare la superficialità della documentazione. «Il castello è nel cono visivo della pala numero 7 senz’altro, forse anche dalla numero 6. Ho già inviato le mie osservazioni per tutelare il bene storico, che non è citato dal progetto: la società indica, come bene storico, solamente un ponte nei pressi di Torrio». Genni Birocci ha un’azienda agricola a Gambaro e ha chiesto al Comune di dichiarare il notevole interesse pubblico per il monte Crociglia. «Legambiente è a favore delle rinnovabili – ha concluso la presidente Laura Chiappa – ma queste sono pessime rinnovabili in un territorio bellissimo e fragile».
Filippo Mulazzi
https://www.ilpiacenza.it (1/2/2026)
(La fotografia del monte Crociglia è di Gianluca Badaracco)
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