
Quando si parla di Oltrepò Pavese, il pensiero corre subito ai vini e ai sapori di questo angolo di Lombardia. Ma tra le colline che si stendono a sud del Po, tra filari e boschi, si nasconde un mondo meno conosciuto e affascinante fatto di borghi medievali, antiche abbazie, sentieri panoramici e una natura che invita a rallentare. È un Oltrepò autentico, da scoprire con calma, soprattutto in questa stagione di mezzo, quando i colori si fanno più morbidi.
Nel cuore della Valle Staffora, Varzi è un borgo che conserva intatto il fascino del Medioevo. I suoi portici in pietra, con archi e luci che cambiano durante il giorno, sono una galleria d’arte a cielo aperto. Camminando sotto le volte antiche, tra botteghe che vendono salumi, formaggi e oggetti artigianali, si respira ancora la vita di un tempo. Varzi è un luogo da attraversare lentamente, lasciandosi guidare dai dettagli: le case di pietra, i vicoli lastricati e il fascino dell’antico castello da sempre proprietà dei Malaspina. È il punto di partenza ideale per chi cerca un turismo di prossimità e autenticità, lontano dai circuiti affollati.
Più a monte, immerso nei boschi della Valle Staffora, sorge Santa Margherita di Staffora, un piccolo borgo dall’anima antica. I ritrovamenti archeologici della Fornace Romana di Massinigo e i resti del castello medievale, anche in questo caso dei Malaspina, raccontano secoli di vita in un territorio strategico, attraversato da mercanti e pellegrini. Qui la storia si intreccia con la natura. I faggi e i castagni che circondano il paese accompagnano i sentieri che portano verso Pian del Poggio e Pian dell’Armè, dove si cammina tra panorami che spaziano fino alla Liguria.
Più a valle, Ponte Nizza è il punto d’incontro tra spiritualità e natura. A dominare i boschi circostanti è l’Abbazia di Sant’Alberto di Butrio, fondata nell’XI secolo: un complesso romanico di rara bellezza, con affreschi quattrocenteschi e il mausoleo del santo eremita. Poco distante si trova la Grotta di San Ponzo, dove visse l’eremita omonimo. Le gocce d’acqua che filtrano dalle rocce sono considerate miracolose, e il silenzio che regna nei dintorni restituisce la dimensione contemplativa di questi luoghi. Chi ama la storia non può perdere la Pieve romanica di San Ponzo, con la sua fonte battesimale del XII secolo e le pietre consumate dal tempo.
Non lontano da qui, tra vigne e boschi, si raggiunge Fortunago, uno dei borghi più belli d’Italia. Le sue case in pietra, restaurate con rispetto per la tradizione, si affacciano su vicoli lastricati che conducono alla piazza principale, dominata dal castello e dalla chiesa di San Giorgio. Da qui lo sguardo abbraccia tutta la valle fino all’Appennino, e nelle giornate limpide si scorge perfino la pianura padana. Fortunago è un luogo sospeso nel tempo, dove il ritmo lento della campagna si sposa con l’ospitalità diffusa e un’accoglienza genuina.
L’Oltrepò Pavese è anche un territorio per camminatori che desiderano viverlo a passo lento. Il Sentiero 315A, lungo circa 19 chilometri, è uno degli itinerari più belli per scoprire la sua anima verde. Parte da Torricella Verzate e attraversa vigneti, cascine e piccoli borghi come Oliva Gessi e Mornico Losana, dove il castello domina la valle. È un percorso per chi ama farsi sorprendere dai dettagli — il colore delle vigne, il profumo della terra, il suono dei campanili — per ritrovare un contatto semplice con la natura.
Varzi, Santa Margherita di Staffora, Ponte Nizza e Fortunago — uniti dai sentieri e da una bellezza discreta — raccontano di una Lombardia di confine, dove l’anima del vino incontra quella dei boschi, e la storia si intreccia alla quiete.
(Articolo tratto dal quotidiano “La Repubblica” del 11/11/2025)
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