
La buona notizia e che il progetto é già pronto, fatto e finito, dal 2021. Quella non proprio piacevole, invece, è che per poter rimettere piede nella chiesa di San Michele, a Bobbiano di Travo, serviranno almeno 5OOmila euro. Contro ogni aspettativa, però, la gente del posto non sembra lasciarsi scoraggiare dall’enormità della cifra da racimolare un po alla volta: pur di salvare la chiesa distrutta da oltre dieci anni di frane, abbandono e ruberie, Il nuovo comitato di cittadini è pronto ad affidarsi non solo alla provvidenza ma anche ad aggrapparsi a tutte le possibili fonti di finanziamento, pubbliche e private.
La volontà popolare sembra emersa con chiarezza nel corso della prima uscita pubblica del nuovo “Comitato per la tutela della chiesa di San Martino Arcangelo guidato da Giuseppina Fontanabona. Il progetto di recupero della chiesa datato 2021 e finanziato da Carlo Pesenti, l’imprenditore che ha recuperato il vicino torrione di Bobbiano dell’anno Mille – è stato illustrato dall’architetta Anna Gualdi e dall’ingegnere Marco Girani che, in quest’anno, hanno studiato tutta la collina sulla quale sorgono torrione e chiesa. Già approvato dalla Cei e dalla Soprintendenza, il progetto di quattro anni fa era pronto a partire, sfruttando proprio una felice congiuntura, con fondi pubblici e privati. Ma alla fine non se n’è fatto nulla e il contributo della Cei, nel frattempo, è andato perduto. Si riparte da uno studio approfondito e di alto livello nel quale appare imprescindibile, come primo passo, “agganciare” le fondamenta della chiesa all’intervento di consolidamento del versante collinare già realizzalo dalla Regione per 150mlla euro. Come spiegano i tecnici, il problema delle fondazioni ha provocato, a catena, le lesioni al tetto (che va rifatto, per evitare infiltrazioni ancora più gravi) e alla volta interna (che è crepata e ha necessità di catene per un miglioramento strutturale e antisismico).Con la realizzazione di un cordolo perimetrale di sostegno, la chiesa potrebbe essere al sicuro per i prossimi 50-100anni.Il primo passo costerebbe circa 100mlla euro, su un progetto che ne vale 500mila. Almeno facendo riferimento ai prezzi del 2021.
I numeri però non fanno paura. «Se la Curia e gli altri enti vedono che c’è un interesse, I finanziamenti arriveranno- prova a rassicurare il consigliere regionale Lodovica Albasi « È una bella sfida, ma difficile da portare avanti. La chiesa di Bobbiano è nel cuore di tanti e dobbiamo dimostrare che c’è la volontà di recuperarla, creando un sistema tra volontariato, privati ed enti pubblici-. La sindaca Roberta Valla Invita a prendere come esemplo Pigazzano. «Pure lì nessuno avrebbe scommesso sul recupero della terrazza” dice, – l’importante è partire, non facciamoci spaventare dalle cifre”. Come conferma don Fabio Galli, referente pastorale della zona, il finanziamento della Cei è stato revocato «Ci sono almeno 400 chiese a cui si dovrebbe mettere mano e non ci sono soldi, ammette. Si tenta almeno di recuperare quelle maggiormente frequentate, mentre a Bobbiano, purtroppo l’edificio è fuori dal centro abitato e non si celebra messa da almeno dieci anni. Solo l’ex parroco Giampiero Esopi aveva approntato tempo fa alcuni lavori: qualche “toppa” per evitare il peggio.
Cristian Brusamonti
(Articolo tratto dal quotidiano Libertà)
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