Fotogrammi di diario … andante

Giuseppe Defelici

Fotogrammi di diario …  andante

Racconti e fotografie

Formato cm 15 x 21
Pagine 42
Editore Tipografia Maserati
Anno edizione 2021

Hanno contribuito alla realizzazione: Raschiani biciclette, Bosoni Sport, Tuttociclismo di Tizzoni.

Il libro ha anche un risvolto benefico, il ricavato dalle vendite è offerto all’Associazione Insieme per l’Hospice Onlus di Piacenza – La casa di Iris.
Cinque racconti “testimonials” di frammenti di vita, che inquadrano di volta in volta stati d’animo e situazioni vissuti dall’autore in alcune delle sue ricorrenti escursioni nelle valli piacentine (in particolare quelle di Nure e Trebbia), in specifico nelle incantevoli valli laterali dei torrenti Curiasca, questi ultimi affluenti del fiume Trebbia.

Come Ippolito Negri scrive in prefazione, il libro non è un racconto o una serie di racconti di un camminatore attraverso boschi e valli, né una guida di sentieri o di percorsi in mezzo alla natura: l’autore racconta di sé, di luoghi che ha percorso, più dentro di sé che sui sentieri. Emergono figure qua e là, come gli ometti di sassi che punteggiano i Grostedi in Brenta o l’altopiano tra Rosetta e Fradusta nelle Pale di San Martino; figure cui Defelici si appoggia sfiorandole durante il percorso, ma comunque essenziali lungo il sentiero tracciato, come dice uno dei (capitoli) racconti, “con le briciole delle mie emozioni”.

L’Autore nell’Introduzione informa il lettore della sua longeva dedizione all’escursionismo, soprattutto nelle valli piacentine di Nure e Trebbia; delle motivazioni che lo hanno portato nei luoghi raccontati; della successione temporale degli eventi del suo libro.

I suoi stati d’animo appena accennati evocano l’incedere cadenzato del cammino nel bosco, la luce intensa che filtra dai rami, i rumori e i versi degli animali che ci raggiungono dal folto della macchia, esperienze multisensoriali tra la monocromaticità del verde declinato nelle sue tante sfumature, alberi con tronchi dalle più svariate forme.

Belle e numerose, talune magiche, le fotografie che accompagnano escursioni, incontri e meditazioni fino all’epilogo con brevi citazioni da Paolo Rumiz, David Grossman e altri.

CONOSCIAMO L’AUTORE.

GIUSEPPE DEFELICI.  In pensione da alcuni mesi, dopo 42 anni e 6 mesi di lavoro, la maggior parte come dipendente del Comune di Piacenza quale operatore tecnico, prima nelle attività manutentive di strade e fognature, poi di programmazione territoriale dei parchi-mura farnesiane, fluviale – e del sistema del verde; infine archivista del settore Attività produttive e edilizia.
– Grande amante delle escursioni in montagna, anche in solitudine
Sembra che l’evoluzione naturale del camminatore sia quella dell’esperienza introspettiva. “Un lungo momento in cui sono rimasto sulla verticale con me stesso” direbbe E.D. Thoreau.
– Toglietemi tutto ma non i Sabots è l’esortazione-titolo del suo (secondo) racconto conclusivo;
L’autore utilizza una figura retorica antichissima, oggi ripresa nel campo pubblicitario, quale artificio, effetto per essere recepito e ricordato.
– Dopo questa sua positiva esperienza, rivedremo Defelici in libreria?
Certamente, in cerca di buoni libri. Adesso è tardi. Penso che potremmo incontrarci sul filo del vento sopra gli alberi di qualche bosco, da qualche parte…

Lascia un commento