Trifoglio dei prati (Trifolium pratense L.)

Famiglia: Fabaceae (Leguminosae – Papilionaceae)
Altri nomi del Trifoglio dei prati :
Trifoglio violetto, trifoglio rosso
Descrizione:
E’ una pianta erbacea perenne, con radice a fittone robusta ed allungata .Il fusto e ramificato e foglioso, alto fino a 50 centimetri ,spesso rossiccio e ricoperto di peli bianchi appressati. Le foglie sono trifogliate di forma ovata di un colore verde vivo superiormente e verde più glauco sotto, poco picciolate con margine intero o appena dentato, i fiori sono piccoli e raccolti in capolini di forme sferica ; spuntano tra maggio e ottobre. I frutti sono baccelli con seme unico.
Dove si trova:
Diffuso in Europa ,Asia occidentale, Africa settentrionale comunissimo in Italia. Presente nei prati incolti e coltivato come ottimo foraggio per gli animali.
Parti utilizzate:
La pianta in fiore
Tempo di raccolta e conservazione:
La pianta va raccolta tra maggio e ottobre.
Principi attivi:
Contiene Genisteina (sospettato come inibitore di crescita), Daidzeina,Formononetina, Biocanina.
Proprietà:
Elimina le tossine sia a livello epatico che intestinale, stimola le difese immunitarie, aiuta nei problemi cutanei come eczemi, psoriasi, acnee altre forme di dermatite, i fiori hanno un effetto espettorante, ripulisce le vie aere e cura le affezioni polmonari, cura la tosse secca, la laringite, la bronchite, la pertosse, ricco di fitoestrogeni come la genisteina, sostiene l’organismo è impiegato in molte formulazioni.
Agisce sul sangue e sul plasma e sul sistema linfatico, sanguigno e respiratorio, utile  per la tosse, bronchiti, infezioni e tumori ( sentire sempre il parere del proprio medico), e’ un purificatore del sangue.
In India é usato per favorire la lattazione delle puerpere ed e’ un tonico uterino, favorisce il ristabilimento dell’utero dopo il parto.
Sembra che la sostanza contenuta nel trifoglio, la genisteina abbia  l’ abilità di inibire la crescita dei tumori, per questa azione  anticancro troviamo il trifoglio nella formulazione di Hoxey usata 50 anni fa per la cura del cancro ( prima di assumerla sentire il proprio medico e non interrompere le terapie)
Preparazione e uso:

Infuso:
Mettere alcuni capolini essiccati (5-6)in 250 ml di acqua bollente e si lascino in infusione per 15 minuti :si filtri e poi a piacimento si può dolcificare con miele o zucchero. La dose consigliata è di 2-34 tazze al giorno contro le affezioni dell’apparato respiratorio

Infuso:
Mettere un cucchiaio della pianta essiccata in una tazza di acqua bollente per 10 minuti. Berne 2 tazze al giorno nella settimana prima delle mestruazioni ,aiuta a regolare le mestruazioni in eccesso .

Notizie e curiosità: 
Il nome del genere deriva dal latino “tri” = “tre” e “folium” = “foglia” con riferimento alle foglie ternate.
Il trifoglio è sempre servito da motivo decorativo; nell’arte gotica le sue foglie erano raffigurate come simbolo della trinità.
Già la tradizione greca e romana assegnavano alla pianta il potere di guarire i morsi di serpenti e scorpioni, da sempre rappresentazioni del demonio.
Venerato dai Druidi, eletto a simbolo della Trinità e della Salvezza nell’iconografia cristiana, in Europa divenne segno di fortuna e prosperità.
Nel giorno di S. Giovanni, in Francia, le giovani fanciulle, erano solite cercare nei fiori di trifoglio, la conferma dell’amore, come si fa con le margherite.
Negli erbari medievali veniva assegnata alla pianta la virtù terapeutica di sanare le macchie dell’occhio (leucomi) sarebbe bastato porvi sopra una polvere di foglie di trifoglio. Nello spazio di quindici giorni si era sicuri della guarigione perché, come si può ancora leggere, “probatum est”.
Vuole la leggenda, che Patrizio, il primo a portare la parola di Cristo in Irlanda fosse riuscito a illustrare il misero della Trinità proprio grazie al paragone con il trifoglio. Quando Patrizio venne proclamato santo, s’incominciò a rappresentare il fondatore della Chiesa d’Irlanda con un trifoglio nella mano o ricamato sulle vesti episcopali.
All’epoca della dominazione inglese, Giorgio III, cercando di assicurarsi la collaborazione della nobiltà irlandese, istituì nel 1783 l’Ordine di San Patrizio, nel cui stemma faceva bella mostra il trifoglio. In questo modo, legato alla figura di San Patrizio, il trifoglio s’impose come uno dei simboli dell’Irlanda, tanto che il 17 marzo, festa del santo e della nazione, ancora oggi si possono vedere alcuni irlandesi portare sul vestito, come vuole la tradizione, uno o più mazzetti di trifoglio.

Il Trifoglio dei prati in cucina:
La piantina intera può essere utilizzata per gustose insalate o nella preparazione di saporite minestre.
I soli fiori possono venire cucinati nei modi più svariati: gratinati, brasati o serviti in accompagnamento e decorazione a misticanze selvatiche.
Ricette:

AVVERTENZA
Non usare in gravidanza, possibile interazione con le terapie anticoagulanti o con le terapie ormonali

Attenzione!

1) Tutte le notizie riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso si vuole indurre ad auto-diagnosi o auto-terapia, questo può essere molto pericoloso. Solo un medico può effettuare diagnosi o terapia, per problemi di ordine sanitario rivolgersi al consiglio di un medico.
2) Ricordiamo che la raccolta di gran parte delle piante di questo sito è soggetta alle norme regionali per la protezione della flora spontanea.

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