Torriglia, chiude lo storico hotel della Posta

«L’ultima bolletta ci ha dato il colpo di grazia. Continuare a tenere aperto a queste condizioni è impossibile. Così abbiamo chiuso l’albergo e lo abbiamo messo in vendita». Giuseppe “Pippo” Cardinale, titolare del ristorante albergo della Posta a Torriglia, annuncia così la cessazione dell’attività. Un fatto clamoroso per il paese e per la vallata, visto che la struttura ricettiva torrigliese, una delle più antiche della zona, era una delle poche sopravvissute alle diverse crisi degli ultimi anni. «Forse se avessi trent’anni di meno, potrei anche rimboccarmi le maniche e tirare avanti nonostante le stangate di luce e gas, sperando in tempi migliori – dice ancora Pippo, che di anni ne ha 82 e porta avanti la gestione dell’albergo da quasi sessant’anni – ma adesso proprio non me la sento. Immaginare di trascorrere il prossimo mese nel terrore della bolletta in arrivo, francamente non mi sembra giusto. Perciò abbiamo chiuso e messo in vendita. Spero di trovare una persona seria che abbia voglia di subentrare, perché anche io sono dispiaciuto per il paese. Di sicuro, l’eventuale acquirente non sarà così folle da aprire d’inverno e con le utenze energetiche a cifre spaventose. Se tutto va bene se ne riparla a Pasqua».

Anche altri alberghi e pensioni, così come B&B del territorio tra Trebbia e Scrivia, pur senza decidere di vendere, hanno già optato per andare in letargo nei prossimi mesi. Per limitare al massimo gli effetti del caro bollette. L’Hotel della Posta è stato fondato nel 1906, si trova nella via principale di Torriglia; è anche ristorante che serve piatti della cucina tipica genovese. Storicamente punto di riferimento per cacciatori e pescatori, a seconda della stagione, negli ultimi anni è diventato un posto tappa per gli escursionisti che praticano l’Alta via dei monti liguri e la via del sale, che attraversa il parco dell’Antola. L’albergo era anche uno dei pochi del parco dell’Antola a restare aperto per tutto l’anno: «Lo abbiamo fatto per cent’anni, anche con il Covid. Adesso alziamo bandiera bianca», conclude Cardinale.

Ovviamente la notizia viene vissuta dal paese come un rischio di ulteriore impoverimento per Torriglia e la vallata, come spiega il sindaco Maurizio Beltrami: «Faremo il possibile perché la struttura ricettiva, ormai l’unica presente in paese, posa riaprire al più presto. Se non per Natale almeno a primavera – dice – ovviamente si tratta anche di cercare un privato che abbia esperienza e che voglia acquistare l’albergo; come amministrazione faremo il possibile per agevolare un’eventuale trattativa».

Poi sul caso delle bollette: «Il problema è nazionale, ma nelle nostre comunità che sono già fragili per tante ragioni compresa la scarsità di servizi, la questione energetica è ancora più rilevante», aggiunge. Anche Claudio Garbarino, consigliere metropolitano e torrigliese, si trova in linea: «Da molti anni propongo di utilizzare la leva fiscale per rendere appetibile vivere e lavorare in queste vallate montane. Il caso delle bollette mostruose conferma la necessità di utilizzare per questi territori strumenti diversi e soprattutto di forte impatto. Altrimenti vedremo altre chiusure dopo quella dell’albergo». Sull’argomento del riscaldamento, peraltro, a Torriglia così come in tutta la Val Trebbia, da qualche settimana al caro bollette si aggiunge il vero e proprio boom del prezzo del pellet, raddoppiato e a volte triplicato rispetto a un anno fa: un sacco da 15 chili, che costava 5 euro un anno fa, oggi si tratta tra i 10 e i 15 euro.

https://www.ilsecoloxix.it/ (09/11/22)

Lascia un commento