Il Giardino Botanico “Spinarosa”

Una gemma preziosa incastonata tra i crinali della bassa Val Borbera

Conoscete la frase «la bellezza salverà il mondo»? Parole spesso usate in maniera esagerata e in modo improprio. Eppure, se dalla statale che lambisce Borghetto vi inerpicate lungo la provinciale 120 troverete un piccolo cartello che indica la località Fighetto. Seguitelo e, una volta arrivati in cima, capirete che questa frase ha ancora un senso, anche nel nostro piccolo territorio. Il Giardino Botanico Spinarosa è una piccola gemma preziosa incastonata tra i crinali della bassa Val Borbera. Una perla nascosta e unica nel Novese. Angolo di verde dove la passione per le piante si fonde a volte con la letteratura, altre con la pittura e ancora con la fotografia. Un amore nato pochi anni fa e che ci racconta il suo creatore, Maurizio Scaglia.

«La mia passione per le piante è difficile da spiegare. Non nasce con il mio lavoro di psicologo, e nemmeno viene trasmessa dalla mia famiglia. Il mio è un amore forte verso fiori e piante che coltivo da tempo, almeno da trentacinque anni. Nel 2016, con l’acquisto della casa, decido di creare un giardino botanico». Nasce Spinarosa, un unicum del territorio. Una vera e propria oasi verde, curata con amore e maniacale dedizione, di quattromila metri quadri.

«Adoro ogni tipo di pianta, da quelle aromatiche a quelle mediteranee passando per le acquatiche. A Spinarosa la nostra intenzione è di tipo didattico/istruttivo/scientifico. La raccolta di piante viene fatta con attenzione, soprattutto per quanto riguarda le parentele tra una e l’altra. Tutto viene studiato con criterio. Vorremmo far conoscere ai nostri visitatori le piante e i fiori nel dettaglio, in modo che capiscano la distinzione e le parentele. Molti esemplari, infatti, sono molto distinti tra loro, eppure hanno forti collegamenti». Ovviamente, esiste anche il lato estetico ed ecco che Scaglia ripete la frase che citavamo all’inizio del nostro racconto. «La bellezza salva il mondo». Niente di più vero quando si passeggia tra il verde del Giardino Spinarosa. «L’ambito decorativo è altrettanto importante, perché sottolinea il bello di questo mondo. Se un individuo riesce ad ammirare e a godere della bellezza di fiori e piante, allora può ricercarla ovunque e la può diffondere oltre i nostri recinti. Nelle arti, nella musica e negli esseri umani». Un tema, quello della salvaguardia ambientale, molto in voga ai giorni d’oggi e al centro dell’agenda politica di molti governi. Ecco perché partire da piccole realtà come Spinarosa è fondamentale. «La difesa dell’ambiente» prosegue Maurizio Scaglia «parte dalla percezione della bellezza». E la bellezza, in questo spicchio verde che guarda Borghetto dall’alto, di certo non manca. Oltre 1.500 specie di piante, curate senza l’uso di prodotti chimici e biologici. Al naturale, come si faceva un tempo. «Non modifichiamo la forma delle piante. Vogliamo creare un giardino che dal punto vista estetico transiti nel bosco che lo circonda. Ovviamente, il tutto è protetto, anche perché gli animali sono molti e lasciarli attraversare il giardino porterebbe gravi danni».

Oltre l’intento divulgativo, il Giardino Spinarosa è una delle associazioni presenti nel calendario di eventi in programma in Val Borbera tra aprile e ottobre. Un luogo che va oltre la passione per la flora.

«Nel nostro giardino si vivono anche momenti di aggregazione. Gli eventi che organizziamo cercano spesso di creare un collegamento tra la bellezza presente attorno a noi e varie forme di arte. Si tratta di un argomento affascinante, che colpisce molte persone. In passato abbiamo organizzato giornate dedicate alla letteratura, trattando di autori che sono stati ispirati dalla natura. Pascoli, Dannunzio, Dickinson, Sbarbaro, Pasolini solo per citarne alcuni. Inoltre, abbiamo avuto la fortuna di ospitare corsi di pittura e di fotografia naturalistica. Sempre ricercando la connessione tra creazione naturale e creazione artistica».

Nei mesi scorsi vi sono state collaborazioni con UniDueValli e Associazione Amici dell’Arte per eventi durante il periodo estivo, ma Maurizio Scaglia tiene a ricordare anche un altro progetto, fermatosi a causa del Covid. «Nel 2019 avevamo sperimentato l’esperienza di orto terapia. Sono argomenti che, vista la mia professione, mi sono molto vicini. Non pensiate si tratti di una tecnica new age. Parliamo di una cura fatta attraverso le piante, con la quale si utilizzano tecniche di giardinaggio per fini terapeutici per determinate patologie». Vi è dispiacere nelle sue parole, quando spiega che difficilmente l’idea riprenderà nel futuro prossimo. «I pazienti neurologici delle case di riposo avevano preso parte a tre sessioni di analisi olfattiva di alcune piante aromatiche. L’obiettivo era stimolarli verso cose nuove, soprattutto in una situazione nella quale, essendo dentro le case di riposo, la loro soglia percettiva si alza. I sapori delle aromatiche aiutano la ricerca e la curiosità. Purtroppo, credo sia complicato ricominciare questo percorso». Intanto, si guarda al futuro. La stagione estiva, come accennato, propone una rassegna musicale, sia in giardino che a Borghetto, coinvolgendo tutta la comunità. Non mancheranno i cicli dedicati alla poesia floreale, alla pittura e allo yoga silvestre. «Inoltre – conclude Maurizio Scaglia – dovremmo essere la sede di uno spettacolo teatrale itinerante, per il quale a breve sapremo la data. Il nostro obiettivo, grazie a tutti questi eventi che abbiamo in calendario, rimane quello di attirare un buon numero di persone e appassionarle alla botanica, alla cultura e fare in modo di diventare un punto di aggregazione. Senza dimenticare le visite dei ragazzi delle scuole elementari di Borghetto, per i quali ogni anno organizziamo alcuni laboratori». Saranno loro, d’altronde, a provare a raddrizzare il futuro del nostro malandato pianeta. E che la bellezza lo possa salvare davvero.

Giovanni Guido

https://www.panoramadinovi.it/  (07/04/2023)

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