Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

Cinema Jolly 2: L’infiltrata

11 Marzo @ 21:00 - 23:00

L’infiltrata
Mercoledì 11 marzo ore 21,00
Un film di Arantxa Echevarria
Spagna – Storico/Thriller – 118′
Un thriller intimo sul punto di vista – anche di genere – di una donna all’interno dell’Eta

Basato sulla storia vera di Aranzazu Berradre Marín.

Trama : L’Infiltrata, il film diretto da Arantxa Echevarría, racconta la storia di Aranzazu Berradre Marín (Carolina Yuste), l’unica donna poliziotta spagnola a essere riuscita a infiltrarsi nell’organizzazione terroristica dell’ETA.
Quando Aranzazu, appena ventenne, accetta una missione ad alto rischio, si fa passare per una simpatizzante della sinistra nazionalista basca con lo pseudonimo di Arantxa Berradre Marín. Per otto lunghi anni, vive una doppia vita, costretta a tagliare ogni legame con la sua famiglia per non compromettere la copertura. La svolta della missione arriva quando l’ETA la contatta per usare il suo appartamento come base operativa. Il suo compito, che finora consisteva nel raccogliere informazioni, diventa drammaticamente più difficile. Deve infatti convivere con due pericolosi membri del gruppo, Kepa Etxebarria (Iñigo Gastesi) e il più spietato Sergio Polo Cabases (Diego Anido).
Il rischio è altissimo, se venisse scoperta verrebbe uccisa all’istante. Grazie al suo straordinario coraggio e alle informazioni che riesce a trasmettere al suo superiore, Ángel “El inhumano” (Luis Tosar), l’agente contribuisce in modo decisivo allo smantellamento del cosiddetto commando Donosti, una cellula dell’ETA.
Una costante e angosciante paura di essere scoperta accompagna Arantxa per tutta la missione, offrendo un ritratto avvincente di una donna disposta a rischiare la vita per compiere il suo dovere.

Recensione : Dopo aver trascorso diversi anni infiltrata negli ambienti della “izquierda abertzale” (“sinistra patriottica”) come simpatizzante dell’organizzazione terroristica Eta, una giovane agente di polizia ottiene ciò che voleva: essere contattata dai terroristi. Hanno bisogno che lei ospiti, nel suo appartamento a San Sebastián, due membri dell’organizzazione che hanno l’obiettivo di preparare diversi attentati. Da questo momento inizia la missione più difficile della sua vita, informare i suoi superiori della polizia nazionale, mentre convive con due terroristi che non si fidano, del tutto, di lei.
Thriller intimo e claustrofobico della regista basca Arantxa Echevarría, L’infiltrata racconta il punto di vista, anche di genere, di una donna nell’organizzazione terroristica dell’Eta speculare a quello della collega che lavora in una squadra di polizia tutta al maschile.
Nella storia del cinema spagnolo si contano un centinaio di titoli, tra film, documentari e serie tv, legati alle vicende del gruppo terroristico e separatista ETA, acronimo di “Euskadi Ta Askatasuna” (“Paesi Baschi e Libertà”), che ha lasciato sul campo 845 persone assassinate, 2.500 feriti e un trauma collettivo che ancora deve essere del tutto elaborato nonostante l’ala militare dell’organizzazione abbia deposto le armi nel 2011 e si sia sciolta nel 2018.
Tantissimi e eterogenei i punti di vista degli autori – c’è stato spazio anche per la commedia con Ocho apellidos vascos e, soprattutto, Fe de etarras – fino alla recente serie tv Patria, tratta dall’omonimo bestseller, che sembrava essere, per certi versi, definitiva sull’argomento. E invece sorprendentemente in Spagna, nel giro di pochi mesi, sono usciti due film che hanno praticamente raccontato la stessa storia, quella di due agenti infiltrate nell’Eta alla fine degli anni ’90. Una appartenente al corpo militare della Guarda Civil, nel film di Agustín Díaz Yanes su Netflix Fantasma in guerra, e un’altra della Polizia Nacional in L’infiltrata.
Mettere a confronto i due film è utile per vedere ancora una volta come l’intelligenza naturale possa declinare in modo diverso un argomento molto simile con il film di Agustín Díaz Yanes che ha il respiro dell’affresco storico, con più attenzione al testo e al contesto, grazie anche all’utilizzo di immagini d’archivio mentre quello di Arantxa Echevarría è un primo piano, permanente e effettivo, sulla poliziotta Aranzazu Berradre Marín (pseudonimo della vera agente Elena Tejada) che a 22 anni è riuscita a infiltrarsi nel nucleo della banda terroristica a San Sebastián. A interpretare questa donna, che ha rinunciato alla sua vita per otto lunghi anni, c’è Carolina Yuste, perfetta – ha vinto il premio Goya nel 2025 come migliore attrice protagonista dopo quello come non protagonista per il precedente film della regista, Carmen y Lola nel 2018 – nel tenere costantemente la tensione su di sé per tutto il film (emblematica la sequenza delle sue urla sorde dentro la vasca da bagno).
Con un’attrice con questo carisma, la regista ha avuto gioco facile nell’introdurre con delicatezza, all’interno del tipico assetto da thriller poliziesco, una serie di situazioni che riflettono il carattere gregario delle donne all’interno dell’organizzazione terroristica anche se, verso la sua fine storica, come si vede bene Fantasma in guerra, si scopre che i capi erano cape.
L’infiltrata è diretto, scritto (Amèlia Mora e la stessa regista Arantxa Echevarría), montato (Victoria Lammers) e prodotto (María Luisa Gutiérrez e Mercedes Gamero) da donne, con uno sguardo preciso e con una critica politica feroce dei separatisti dell’Eta a cui la regista di Bilbao aggiunge anche quella di genere, dipingendo i terroristi come maschi (tossici?) che non vogliono le donne troppo tra i piedi. Difficile smentire del tutto questo ritratto (per certi versi confermato anche dal film di Agustín Díaz Yanes) però è evidente che, soprattutto nel ritratto del temibile terrorista Sergio Polo (il “male assoluto” non a caso interpretato da Diego Anido, uno degli attori più ‘spaventosi’ del cinema spagnolo, tra i protagonisti di As Bestas), c’è il rischio di un’eccessiva semplificazione narrativa, utile sicuramente a generare ulteriore tensione nelle dinamiche del thriller, qui particolarmente intimo e claustrofobico, un po’ meno a raccontare la complessità del separatismo basco e delle politiche del governo spagnolo (nello speculare Fantasma in guerra si arriva ad accennare alle torture delle forze dell’ordine).
La regista e sceneggiatrice raddoppia il discorso delle donne in ambienti ‘lavorativi’ maschili, mostrando come anche nel reparto di polizia addetto a sorvegliare ciò che accade nell’appartamento dell’infiltrata, l’unica agente donna è oggetto di un trattamento diverso rispetto a quello degli altri colleghi, non solo quando si scopre che è ‘pure’ incinta. Qui entra in gioco il personaggio fondamentale del suo superiore, Ángel Salcedo soprannominato ‘l’inumano’ e interpretato da un grande del cinema spagnolo, Luis Tosar in questa occasione particolarmente misurato, che gestisce la squadra di supporto e che è stato il ‘creatore’ dell’infiltrazione, mosso da una sincera competizione con la Guardia Civil che ottiene molti più successi della Policia Nacional (proprio come si vede in Fantasma in guerra).
Sia lui che la giovane agente sono mossi probabilmente da uno stesso desiderio di affermazione della propria identità lavorativa che diventa ragione di vita. È in questa dedizione totale, in questo abbandonarsi completamente a una causa, in questo spogliarsi della propria anima che il film acquista la sua dimensione più interessante perché rispecchia esattamente, e paradossalmente, le motivazioni dell’altra parte, sfociando così in un’inattesa complessità narrativa.  (di Pedro Armocida – MyMovies)

Cinema Jolly 2
Via Emilia 7/A
San Nicolò (PC)
Tel. 0523/760541

Dettagli

Organizzatore

Luogo

  • San Nicolò a Trebbia
  • San Nicolò a Trebbia, Rottofreno PC, 29010 + Google Maps