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Cinema Le Grazie di Bobbio: The Bibi files

25 Ottobre @ 18:30 - 20:30

THE BIBI FILES
Domenica 25 ore 18,30

#thebibifiles

Il film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni.

A poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu, alla moglie Sara, al figlio Yair, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano.

Centinaia di ore di materiale riservato, trapelato fuori da Israele, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere, ma l’uomo interrogato dalla polizia, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica. Sigari, champagne, regali di lusso, favori, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione. Ma THE BIBI FILES va molto oltre l’inchiesta giudiziaria.

Attraverso testimonianze, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader?

Il documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza.

Non è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere, giustizia e sopravvivenza politica, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese.

Genere: Documentario

Regia: Alexis Bloom

Durata: 83 min

Critica: Il potere logora anche chi ce l’ha. Benjamin Netanyahu primo ministro di Israele dal 1996 a 46 anni, ha attraversato un trentennio mantenendo il comando ma subendo una serie di indagini e accusa che ne hanno minato la credibilità e modificato la sua politica che si è spostata in tempi recenti verso l’ala ultradestra del parlamento.

Il documentario della regista sudafricana Alexis Bloom ( Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg , Divide et Impera: La vera storia di Roger Alies, Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds ) mostra gli interrogatori di Netanyahu (dagli amici soprannominato “Bibi”) negli uffici della polizia israeliana tra il 2016 e il 2018. Non si sa come questo materiale sia pervenuto al produttore Alex Gibney, ma quello che si vede e si sente è perturbante. Vengono mostrate le prove di regali (sigari di marca/champagne/gioielli di lusso), vengono sospettati favoritismi al produttore cinematografico americano Arnon Milchan ( Revenant , LA Confidential ), viene formulata l’accusa di tentativo di orientare l’opinione pubblica con l’aiuto dell’editore Arnon Mozes (presidente del quotidiano Yedioth Ahronoth) e l’appoggio di Shaul Elovitch proprietario di Bezeq ed Eurocomgroup la principale compagnia di telecomunicazioni in Israele (il sito Walla ! è sotto il suo controllo).

A questo incandescente materiale di repertorio si inframezzano le interviste del giornalista Raviv Drucker ai più fidati collaboratori di Bibi tra i quali spicca l’ex ministro delle finanze Yair Lapid che denuncia il conflitto di interessi. Nel frattempo, montano le proteste di gran parte dell’opinione pubblica che scende in piazza a manifestare: l’immagine più significativa è quella ripresa dall’alto di un’enorme bandiera israeliana con scritto SOS, in un assembramento di decine di migliaia di persone. Formalizzate le accuse nel 2019, il processo ha inizio nel marzo 2020 ma tra l’epidemia del Covid e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese che si è inasprito dal 7 ottobre 2023 per l’attacco terroristico di Hamas, non è tuttora arrivato a un primo grado di giudizio. Mentre Benjamin Netanyahu si dichiara innocente e risponde alle domande degli investigatori con grande sicurezza e amnesie improvvise, la moglie Sara e il figlio oltranzista Yair reagiscono verbalmente in maniera accesa, accusando la polizia di volere complottare per fare crollare la leadership del primo ministro. Il documentario prende una piega preoccupante quando osserviamo la comparsa nei quadri dirigenziali apicali di personaggi ultranazionalisti come Bezalel Smotrich (Ministro delle Finanze) e Itamar Ben-Gvir (Ministro per la Sicurezza Nazionale) che non hanno alcuna remora in Parlamento a negare l’esistenza dello stato palestinese. Alcune battute del premier (“fatti più vicini i nemici” citazione da Il Padrino. Parte II ) e alcune operazioni finanziarie canalizzate attraverso il Qatar, suggeriscono l’ipotesi che la forza distruttiva di Hamas possa essere stata alimentata proprio dalla parte israeliana.

Vietato in Israele dove circola attraverso lo streaming illegale, The Bibi Files è un documentario sconvolgente che suggerisce che l’inasprimento del conflitto tra Israele e Palestina sembra sia scaturito dal tentativo del premier Benjamin Netanyahu di spostare l’attenzione dalle inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto, inasprendo i livelli di violenza e provocando, con indiscriminati bombardamenti a tappeto, un enorme lascito di morte e distruzione (oltre 72000 palestinesi deceduti nella Striscia di Gaza). La sensazione, guardando queste immagini terribili e sentendo le testimonianze di chi ha subito la violenza nei territori occupati, è che si sia varcato un punto di non ritorno. “Il tempo passa velocemente quando ci si diverte” (è la frase raggelante con cui si chiude il Found Footage degli interrogatori della polizia) ma per tanti bambini e civili innocenti il tempo si è fermato e non si può che piangere il loro cielo scomparso. Come dice Wajdi Mouawad nel suo celebre romanzo Anima: “Il cielo non ha mai visto niente di più bestiale dell’uomo”.

Cinema Le Grazie
Contrada dell’Ospedale, 2
29022 Bobbio
Tel. : 346 878 2077

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