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Cinema Le Grazie di Bobbio: Pecore sotto copertura

14 Maggio @ 21:00 - 17 Maggio @ 23:00

PECORE SOTTO COPERTURA 
Da giovedì 14 a domenica 17: ore 21,00 
Sabato 23, domenica 24: ore 18,30 

Pecore Sotto Copertura, il film diretto da Kyle Balda, segue la storia di George Hardy (Hugh Jackman), un pastore affettuoso che alleva le sue pecore esclusivamente per la lana e passa le serate leggendo loro ad alta voce romanzi gialli, convinto che non capiscano una parola. 

In realtà, il suo gregge non solo comprende perfettamente le storie, ma dopo che George va a dormire passa ore a discutere indizi, sospetti e possibili colpevoli, come una vera squadra di detective. Quando George viene trovato morto in circostanze misteriose, le pecore capiscono subito che non si tratta di un semplice incidente: è un omicidio. Convinte di aver imparato tutto ciò che serve dai libri letti dal pastore, decidono di occuparsi personalmente del caso. 

Il poliziotto locale, Tim Derry (Nicholas Braun), un agente inesperto che non ha mai affrontato un crimine serio, si rivela incapace di gestire un’indagine così delicata. Così, per la prima volta, il gregge si avventura fuori dal proprio prato, scoprendo che il mondo umano è molto più complicato di quanto le pagine dei gialli lasciassero intendere. 

Determinate a rendere giustizia al loro amato pastore, le pecore si trasformano in investigatrici improvvisate, pronte a mettere alla prova il loro ingegno in un’avventura comica e sorprendente. 

Pecore Sotto Copertura è un film commedia e mistery, basato sul romanzo del 2005 Three Bags Full di Leonie Swann. 

Genere: Commedia 

Regia: Kyle Balda 

Attori: Hugh Jackman, Emma Thompson, Nicholas Galitzine, Molly Gordon, Nicholas Braun, Regina Hall, Bryan Cranston, Julia Louis-Dreyfus, Patrick Stewart, Hong Chau, Chris O’Dowd, George Harris, Raj Ghatak, Joshua Hill 

Durata:109 min 

Critica: Solo la qualità salverà il cinema dall’oblio. Lo dimostra la scrittura di Craig Mazin che, dopo diverse serie di qualità, adatta sul grande schermo Pecore sotto copertura. Un mistery che sembra uscito da un’altra epoca, capace di riflettere e declinare in modo tutt’altro che scontato temi come la memoria, l’identità, le relazioni, la morte. Originale, mai banale, adatto a un pubblico trasversale. Tutto ciò, e anche molto di più, di ciò che dovrebbe fare il cinema d’intrattenimento (molto più profondo di quanto si pensi). 

Tratto dal romanzo “GlennKILL. La prima indagine di Miss Maple, la più intelligente del gregge” di Leonie Swann, Pecore sotto copertura si muove con una sicurezza rara nel panorama dell’animazione contemporanea. Arguzia, attenzione ai dettagli, capacità di prendersi gioco di sé stessa senza mai scivolare nel compiacimento: non è un caso che dietro la regia ci sia Kyle Balda, già mente dietro la saga dei Minions, e con un passato nel reparto animazione della Pixar a servizio di titoli come Monsters & Co. e Toy Story 2. 

Questa eredità si traduce in una gestione millimetrica del ritmo e dei tempi comici: ogni gag è calibrata, con ogni pausa a fungere da ingranaggio prezioso ai fini della struttura complessiva. Il film riesce così a parlare a un pubblico giovane senza rinunciare a una comicità più sottile, abile nel richiedere uno sguardo leggermente più attento per essere colta appieno senza però appesantirsi artificialmente. 

Insita tra le logiche della pellicola, appare poi la scelta di “giocare in sottrazione” con i propri umanoidi, soprattutto nel rapporto con George, il personaggio amabilmente interpretato da Hugh Jackman. In un’industria che tende a costruire tutto attorno alla star, qui accade l’opposto, attraverso la consapevolezza non scontata che la vera forza del tessuto narrativo risieda altrove, e nello specifico nel gregge: affamate di erba quanto di screen time, le pecore rapiscono così lo spettatore in ogni sequenza a loro dedicata, imponendo una presenza scenica che rende quasi accessorio un contributo umano tendente sin dai primi secondi ad una scrittura a dir poco caricaturale. 

Nel suo assegnare ai personaggi delle funzioni narrative immediate prima ancora che abiti tridimensionali, Pecore sotto copertura si appoggia dunque con decisione allo stereotipo e alla chiarezza: una scelta che presenta una propria logica, soprattutto nel fare il verso ad una prima bozza di sceneggiatura in cui dell’uomo non vi era sostanzialmente la minima traccia. È un ribaltamento interessante, che diventa dichiarazione poetica senza però tradursi in pigrizia d’intenti, nonostante nel lungo termine rischi di appiattire il discorso, quando invece una maggior complessità avrebbe potuto forse rendere il tutto ancora più incisivo. 

Ma è proprio lungo tale confine che Pecore sotto copertura finisce per toccare temi tutt’altro che banali. Ad emergere sotto la superficie comica sono infatti diramazioni assolutamente non banali come il senso di appartenenza, la paura dell’ignoto, l’accettazione della morte e perfino l’efficacia radicata negli stessi meccanismi di autodifesa di cui l’umanità tende a cibarsi con cadenza mensile. In questo modo le pecore diventano uno specchio deformante: non solo “altro” da noi, ma potenzialmente più simili di quanto siamo disposti ad ammettere. 

Esempio cardine, il passaggio riguardante la figura dell’ “agnellino d’inverno” (o in una chiave di lettura più accessibile, pecora nera), un elemento narrativo trasposto nella pellicola come vera e propria metafora del giudizio umano e dei meccanismi di esclusione: abbandonando ogni ambiguità e affrontando direttamente il tema della discriminazione e del pregiudizio, il film saltella tra una battuta e un’altra finendo per raccontare di chi viene definito “diverso” e, proprio per questo, respinto o frainteso. 

Se Pecore sotto copertura è, tendenzialmente, un film adatto a un pubblico quanto più trasversale, tra un sospiro, un sorriso e, nemmeno a dirlo, qualche lacrima, nel cuore della storia c’è decisamente tanto. Talmente tanto che, a volte, esce meravigliosamente fuori dai bordi. Ossia: film così – sempre più rari – riportano sullo stesso piano lo spettatore e l’opera stessa, illuminando il valore dell’intrattenimento che non può mai rinunciare alla qualità. Finalmente, verrebbe da dire. C’è ancora speranza. 

 Cinema Le Grazie
Contrada dell’Ospedale, 2
29022 Bobbio
Tel. : 346 878 2077

 

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