Cinema Le Grazie di Bobbio: Coyote vs Acme
COYOTE VS ACME
Sabato 26 e domenica 27 ore 18,30
#CoyoteVsAcme
Dopo anni di rincorse, ostacoli e cadute nel vuoto, il Coyote è tornato, ma questa volta corre dietro alla Acme. Beep Beep per un attimo dovrà aspettare.
Coyote vs. Acme, film diretto da Dave Green, parte da una domanda semplicissima: e se Willy il Coyote decidesse finalmente di chiedere conto alla Acme di tutti quei prodotti difettosi? La risposta è una clamorosa causa legale contro l’azienda che per anni gli ha venduto razzi, trappole e gadget tanto ingegnosi quanto disastrosi.
Per generazioni di spettatori, Willy il Coyote è stato il più ostinato dei sognatori. Da decenni insegue Beep Beep senza mai riuscire ad acchiapparlo, finendo puntualmente vittima dei marchingegni più improbabili prodotti dalla Acme. Tra esplosioni, precipizi, razzi impazziti e invenzioni difettose, è diventato uno dei simboli più universali, divertenti e romantici del fallimento, ma anche e soprattutto della perseveranza.
Genere: Animazione, Family, Commedia
Regia: Dave Green
Attori: John Cena, Lana Condor, Will Forte, P.J. Byrne
Durata:103 min
Critica: Willy il Coyote ne ha avuto abbastanza ed è arrivato al punto di massima sopportazione. Dopo un’intera esistenza trascorsa a inseguire Beep Beep in quei deserti desolati e apparentemente infiniti, sperimentando in prima persona le diverse armi o marchingegni dell’Acme Corporation senza successo, ha deciso ora di fare causa all’azienda che ritiene responsabile delle sue perenni disgrazie.
Il titolo Coyote vs. Acme non lasciava d’altronde adito a molti dubbi, e il Nostro sceglie per rappresentarlo legalmente un certo Kevin Avery, un avvocato di Albuquerque tutt’altro che brillante ed entusiasta del nuovo incarico capitatogli sotto mano. Questi si ritrova ora suo malgrado al centro di una battaglia giudiziaria molto più grande del previsto, che mette in conflitto il mondo degli umani e quello dei cartoni animati. Mentre la Acme prova a chiudere rapidamente la questione sia con sostanziose mazzette che con mezzi ben meno ortodossi, il continuo rifiuto di Willy di qualsiasi potenziale accordo trasforma la causa in uno scontro senza esclusione di colpi.
Coyote vs. Acme è un’operazione assai divertente che si rivolge a grandi e piccini – anzi, a voler essere precisi, forse più ai primi – e recupera l’immaginario tipico dei Looney Tunes con intelligenza, imbastendo un discorso esistenziale non banale sulla stessa natura dei personaggi, villain o presunti tali questi siano. E il tutto partendo da una premessa talmente semplice da risultare quasi scontata, ma capace di rivisitare una delle gag più longeve della storia dell’animazione in un’avventura comica a sfondo giudiziario che spinge il pubblico a immedesimarsi proprio nei panni di Willy.
Tra slapstick e satira aziendale, con l’avvocato dei “poteri forti” affidato a John Cena e il legale buono a Will Forte, si compie così la trasformazione di un personaggio iconico che ha cresciuto generazioni di pubblico, trasformato da eterno inseguitore sconfitto a vittima di una multinazionale cinica e spietata. La perseveranza che lo ha sempre contraddistinto, con nuovi aggeggi da provare nel tentativo di realizzare l’agognata cattura, diventa quasi una forma di eroismo in un mondo dove le battaglie spesso si perdono per corruzione, mancanza di ideali o sfiducia in se stessi, rendendolo una sorta di improbabile eroe dell’ultimo minuto.
Un altro merito notevole e non scontato è quello di non avere utilizzato le varie “guest-star” soltanto nel loro effetto puramente nostalgico. Bugs Bunny, Daffy Duck, Titti, Pallino, Taz e così via vengono inseriti, abbastanza corposamente, nella storia con una certa intelligenza, giocando un ruolo più o meno significativo nel corso del procedimento giudiziario che caratterizza la maggior parte della narrazione. Non ci troviamo di fronte alla canonica e prevedibile parata di personaggi iconici, ma al tentativo – riuscito – di dar vita a una sorta di universo che convive in qualche modo con quello degli esseri umani, una realtà paradossalmente credibile nelle sue fantasticherie.
Ed è proprio questa sintonia a sorprendere, con la fusione tra live action e animazione che funziona incredibilmente bene, anche perché il regista Dave Green non ha alcuna intenzione di cercare spiegazioni o soluzioni narrative ad hoc, dando già tutto per prestabilito e chiedendo quindi al pubblico di stare alle regole del gioco sin da subito. Il cast in carne e ossa – Will Forte, Lana Condor, John Cena e comprimari vari – interagisce tranquillamente con le controparti disegnate, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Un meccanismo che richiama grandi classici del genere come Chi ha incastrato Roger Rabbit? (1988) o Space Jam (1996) – qui la nostra recensione del controverso sequel Space Jam: New Legends (2021) – ma che trova una propria identità grazie a una regia scattante e a una sceneggiatura che nasconde qua e là tante piccole citazioni.
Il passo generale di Coyote vs. Acme beneficia di questo ritmo forsennato, con la capacità di inserire una gag dietro l’altra con molte che vanno effettivamente a segno, tra momenti più giocati sull’azione e altri insolitamente introspettivi e perché no commoventi, su tutti l’inatteso scambio di battute tra il protagonista e la sua storica nemesi, che riapre ovviamente quella contesa destinata, per la gioia di vecchi e nuovi spettatori, a non avere probabilmente mai fine.
Cinema Le Grazie
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