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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: L'estranea
DESCRIPTION:L’ESTRANEA\nPrima Nazionale\nSabato 17 e domenica 18\, ore 18\,30 \n#LEstranea \nL’Estranea\, il film diretto da Paolo Strippoli\, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca)\, una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare\, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni\, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze. \nLa donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che\, come in una sorta di maledizione\, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione\, nata dall’urgenza di rimediare ai danni\, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma. \nAlice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale\, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile. \nGenere: Drammatico\, Thriller \nRegia: Paolo Strippoli \nAttori: Valeria Bruni Tedeschi\, Jasmine Trinca\, Adriano Giannini\, Romana Maggiora Vergano\, Marina Limosani\, Raffaele Braia \nDurata:115 min \nCritica: Il regista racconta: “L’Estranea è una saga familiare sulla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese\, nella quale I Buddenbrook incontrano Faust. È una tragedia pop spietata e viscerale. Ogni essere umano si nutre dell’illusione di poter esercitare un reale controllo sulla propria vita e sul destino. L’Estranea è un’indagine su che cosa – e chi – siamo disposti a sacrificare per mantenere viva questa illusione.” \nPresentato in anteprima in Concorso alla 83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Festival di Venezia 2026) e scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. \nUn thriller psicologico a tinte oscure\, sulle scelte da prendere e i “sacrifici” da compiere \nOgni famiglia è (in)felice a modo suo. \nLo scenario parte da una famiglia borghese\, normale\, per quanto il termine in certi casi sia un nascondiglio da altre verità\, in cui tutto sembra funzionare bene\, alla perfezione. Una bellissima abitazione\, a Bari\, la sicurezza di una vita rispettata e invidiata\, due genitori (interpretati da Jasmine Trinca e Adriano Giannini) che sognano per i propri figli un futuro roseo e di successo\, chi nel calcio\, chi come attrice. \nMa il dispositivo funziona finché un giorno si rompe: la bambina piccola viene morsa ferocemente dal cane\, sanguina copiosamente\, rischia di perdere una gamba. Ed è lì che l’Estranea (Valeria Bruni Tedeschi)\, una via di mezzo tra un angelo demoniaco e un grillo parlante bisognoso di anime\, interviene. \nÈ lei a porre i dilemmi\, le scelte da fare\, ogni parola è posta con cinismo\, e un tocco di ironia (il film ha pure questo tono). \nPropone alla madre uno scambio: si potrà salvare\, a patto che il figlio più grande inizi a ingrassare senza limiti\, perdendo di vista il suo obiettivo di calciatore\, scardinando così una prima possibile certezza e mettendo in crisi tutti. \nInizia un domino narrativo: perché per salvare oltremodo il ragazzo\, vicino alla morte a causa di un infarto\, la madre deve oltremodo scegliere chi sacrificare\, e in questo caso dovrà pescare da qualcuno ancora vicino. Ma ancora non sa che degli sconosciuti\, prossimi a diventare persone importanti\, saranno i prossimi a soccombere. \nSembra pura follia\, ma è un racconto a cui credere. La figlia\, Alice\, ormai adulta (Romana Maggiora Vergano)\, forse la più lucida dei personaggi\, deve dunque sapere\, anche se non sa ancora cosa l’attende sentire e provare. \nIl film alterna proprio attimi\, dove ogni passaggio\, ogni\, appunto\, sacrificio condiviso\, è destinato a mettere insieme quel puzzle frammentato e oscuro. La tempesta incombe: è la resa dei conti\, costi quello che costi. \nStrippoli – che durante la presentazione stampa ha dichiarato: «Questo film nasce dalla mia paura più grande: perdere il controllo» – evolve così il suo sguardo\, puntando anche sulle relazioni genitori-figli\, tema portante\, sottolineando gli sbagli e le imperfezioni degli adulti: il padre non sa leggere le fragilità degli altri\, e non sa controllare le sue\, la madre è una donna lontana da uno stereotipo di rigore materno. I più piccoli\, alla fine\, sono i soli a rimanere\, seppur a caro prezzo. \nViene in mente Il sacrificio del cervo sacro di Lanthimos\, anche se lì qualcuno doveva però espiare le proprie colpe Le scelte producono sempre un effetto. Qui nessuno si può sottrarre\, a decidere è l’Estranea\, o forse siamo solo noi? \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: The Bibi files
DESCRIPTION:THE BIBI FILES\nDomenica 18 ore 21\,00\nDomenica 25 ore 18\,30 \n#thebibifiles \nIl film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni. \nA poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu\, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES\, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu\, alla moglie Sara\, al figlio Yair\, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese\, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano. \nCentinaia di ore di materiale riservato\, trapelato fuori da Israele\, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi\, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere\, ma l’uomo interrogato dalla polizia\, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica. Sigari\, champagne\, regali di lusso\, favori\, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione. Ma THE BIBI FILES va molto oltre l’inchiesta giudiziaria. \nAttraverso testimonianze\, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti\, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader? \nIl documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione\, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana\, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele\, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza. \nNon è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere\, giustizia e sopravvivenza politica\, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese. \nGenere: Documentario \nRegia: Alexis Bloom \nDurata: 83 min \nCritica: Il potere logora anche chi ce l’ha. Benjamin Netanyahu primo ministro di Israele dal 1996 a 46 anni\, ha attraversato un trentennio mantenendo il comando ma subendo una serie di indagini e accusa che ne hanno minato la credibilità e modificato la sua politica che si è spostata in tempi recenti verso l’ala ultradestra del parlamento. \nIl documentario della regista sudafricana Alexis Bloom ( Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg \, Divide et Impera: La vera storia di Roger Alies\, Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds ) mostra gli interrogatori di Netanyahu (dagli amici soprannominato “Bibi”) negli uffici della polizia israeliana tra il 2016 e il 2018. Non si sa come questo materiale sia pervenuto al produttore Alex Gibney\, ma quello che si vede e si sente è perturbante. Vengono mostrate le prove di regali (sigari di marca/champagne/gioielli di lusso)\, vengono sospettati favoritismi al produttore cinematografico americano Arnon Milchan ( Revenant \, LA Confidential )\, viene formulata l’accusa di tentativo di orientare l’opinione pubblica con l’aiuto dell’editore Arnon Mozes (presidente del quotidiano Yedioth Ahronoth) e l’appoggio di Shaul Elovitch proprietario di Bezeq ed Eurocomgroup la principale compagnia di telecomunicazioni in Israele (il sito Walla ! è sotto il suo controllo). \nA questo incandescente materiale di repertorio si inframezzano le interviste del giornalista Raviv Drucker ai più fidati collaboratori di Bibi tra i quali spicca l’ex ministro delle finanze Yair Lapid che denuncia il conflitto di interessi. Nel frattempo\, montano le proteste di gran parte dell’opinione pubblica che scende in piazza a manifestare: l’immagine più significativa è quella ripresa dall’alto di un’enorme bandiera israeliana con scritto SOS\, in un assembramento di decine di migliaia di persone. Formalizzate le accuse nel 2019\, il processo ha inizio nel marzo 2020 ma tra l’epidemia del Covid e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese che si è inasprito dal 7 ottobre 2023 per l’attacco terroristico di Hamas\, non è tuttora arrivato a un primo grado di giudizio. Mentre Benjamin Netanyahu si dichiara innocente e risponde alle domande degli investigatori con grande sicurezza e amnesie improvvise\, la moglie Sara e il figlio oltranzista Yair reagiscono verbalmente in maniera accesa\, accusando la polizia di volere complottare per fare crollare la leadership del primo ministro. Il documentario prende una piega preoccupante quando osserviamo la comparsa nei quadri dirigenziali apicali di personaggi ultranazionalisti come Bezalel Smotrich (Ministro delle Finanze) e Itamar Ben-Gvir (Ministro per la Sicurezza Nazionale) che non hanno alcuna remora in Parlamento a negare l’esistenza dello stato palestinese. Alcune battute del premier (“fatti più vicini i nemici” citazione da Il Padrino. Parte II ) e alcune operazioni finanziarie canalizzate attraverso il Qatar\, suggeriscono l’ipotesi che la forza distruttiva di Hamas possa essere stata alimentata proprio dalla parte israeliana. \nVietato in Israele dove circola attraverso lo streaming illegale\, The Bibi Files è un documentario sconvolgente che suggerisce che l’inasprimento del conflitto tra Israele e Palestina sembra sia scaturito dal tentativo del premier Benjamin Netanyahu di spostare l’attenzione dalle inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto\, inasprendo i livelli di violenza e provocando\, con indiscriminati bombardamenti a tappeto\, un enorme lascito di morte e distruzione (oltre 72000 palestinesi deceduti nella Striscia di Gaza). La sensazione\, guardando queste immagini terribili e sentendo le testimonianze di chi ha subito la violenza nei territori occupati\, è che si sia varcato un punto di non ritorno. “Il tempo passa velocemente quando ci si diverte” (è la frase raggelante con cui si chiude il Found Footage degli interrogatori della polizia) ma per tanti bambini e civili innocenti il tempo si è fermato e non si può che piangere il loro cielo scomparso. Come dice Wajdi Mouawad nel suo celebre romanzo Anima: “Il cielo non ha mai visto niente di più bestiale dell’uomo”. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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