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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Digger
DESCRIPTION:DIGGER\nDa giovedì 1 a domenica 4 ore 21\,00\nSabato 10 e domenica 11 ore 18\,30 \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un eccentrico e potentissimo magnate del petrolio\, invecchiato\, sovrappeso\, e con un marcato accento texano nella versione originale. Il personaggio è al centro di quella che Warner Bros descrive come una “commedia di proporzioni catastrofiche”: dopo aver contribuito a provocare una crisi globale\, Digger intraprende una disperata corsa contro il tempo per convincere il mondo di esserne il salvatore. \nLe brevi sequenze mostrate anticipano un film dai toni surreali e caotici\, tra folle inferocite\, incendi\, aerei da combattimento e momenti di comicità grottesca\, confermando la natura decisamente insolita del progetto rispetto alla filmografia recente sia di Cruise sia dello stesso Iñárritu. \nGenere: Commedia\, Avventura\nRegia: Alejandro González Iñárrit\nAttori: Tom Cruise\, Jesse Plemons\, John Goodman\, Sandra Hüller\, Michael Stuhlbarg\, Sophie Wilde\, Emma D’Arcy\, Riz Ahmed\, Pip Torrens\, Corey Johnson\, Cullen Moss\, Joe Hurst\nDurata: 128 min \nCritica: Digger\, il nuovo film del premio Oscar Alejandro Iñárritu\, offre lo sguardo all’incredibile trasformazione di Tom Cruise in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più insoliti e ambiziosi della sua carriera. \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un ex magnate petrolifero texano\, trasformato in un uomo corpulento\, con capelli radi\, un marcato accento del Sud degli Stati Uniti e un pesante trucco prostetico che lo rende quasi irriconoscibile. È probabilmente il ruolo meno “tomcruisiano” dai tempi dell’indimenticabile Les Grossman di Tropic Thunder. \nLa trama segue l’uomo più potente del mondo\, convinto di essere l’unico in grado di salvare l’umanità dopo aver provocato lui stesso una devastante catastrofe ecologica globale. Quando il disastro minaccia di distruggere il pianeta\, Rockwell viene incaricato di trovare una soluzione impossibile\, trasformando la propria ossessione salvifica in una missione disperata. \nIl trailer conferma le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi e lascia intuire una miscela di satira politica\, commedia nera e disaster movie\, con un tono che richiama inevitabilmente Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Le immagini\, caratterizzate da una composizione fortemente simmetrica e da un’estetica volutamente eccentrica\, ricordano inoltre il cinema di Roy Andersson. \nTra le sorprese spicca anche John Goodman\, che interpreta il Presidente degli Stati Uniti\, descritto come un comandante in capo che si addormenta nei momenti meno opportuni e affida proprio a Digger il compito di salvare il mondo. \nDurante la presentazione del trailer\, Tom Cruise ha commentato con una frase destinata a far discutere: “Mi ci sono voluti 40 anni per diventare questo personaggio.” Un’affermazione che sembra già alimentare le prime speculazioni su una possibile corsa agli Oscar per un’interpretazione completamente agli antipodi rispetto ai ruoli action che hanno reso celebre l’attore. \nIl film è scritto da Alejandro Iñárritu insieme ai premi Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone\, oltre a Sabina Berman\, sulla base di una storia sviluppata dallo stesso regista con la scrittrice messicana. \nDietro la macchina da presa torna anche gran parte della squadra creativa che ha accompagnato Iñárritu nei suoi lavori più celebrati: il tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki firma la fotografia\, realizzata interamente in VistaVision (formato cinematografico introdotto negli anni 50\, con pellicola in 35 mm a scorrimento orizzontale\, da non confondere con l’IMAX in 65 mm\, ndr)\, mentre il trucco su Tom Cruise è affidato all’altro premio Oscar Kazu Hiro. \nSecondo le prime impressioni\, Digger potrebbe rivelarsi tanto un capolavoro quanto un clamoroso azzardo creativo\, ma una cosa appare già certa: sarà uno dei film più discussi della stagione cinematografica autunnale. \nStella Delmattino\, ilcineocchio.it \n“Non c’è niente di meglio che trovarsi fisicamente e metaforicamente sull’orlo di un precipizio e dire: ‘Facciamolo’”\, ha dichiarato Tom Cruise\, parlando con un gruppo di giornalisti internazionali durante l’evento stampa di presentazione del trailer ufficiale di Digger. “Mi fido di te\, e qualunque cosa faremo\, so che sarà un’esperienza incredibile. Uniamoci e facciamolo. Facciamolo tutti insieme.” \n“Non ho mai avuto qualcosa che potesse mettermi alla prova in questo modo”\, spiega. “E nemmeno Alejandro quando abbiamo iniziato\, mai. Quando vedrete questo film\, vi renderete conto che è totalmente originale.” \nMatteo Regoli\, cinema.everyeye.it \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Serpenti
DESCRIPTION:SERPENTI\nSabato 3 e domenica 4 ore 18\,30\nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. Tragicomico e kafkiano\, Serpenti affronta il tema della violenza di genere evitando un approccio facile e retorico. Il commissariato diventa una sorta di modellino della società\, dove\, nell’arco di un’unica giornata\, un uomo che ha ucciso sua moglie prova invano a costituirsi. Il suo percorso si sviluppa attraverso una serie di incontri con personaggi che\, per ragioni diverse\, si dimostrano incapaci di dare il giusto peso alla sua vicenda e alla gravità di ciò che ha commesso\, trasformando la sua ricerca di una punizione in un paradosso sempre più grottesco e drammaticamente credibile. \nEd è esattamente così. \nUn’Italia in miniatura dove persino l’orrore deve mettersi in fila. \nIl tema è drammatico\, ma le situazioni possono essere genuinamente esilaranti. \nEd è proprio qui che il film rischia di più. \nSi può ridere dentro una storia che nasce da un femminicidio? \nSì\, se l’oggetto del riso non è mai la donna assassinata. \nSerpenti non ride della vittima. Ride dell’inadeguatezza degli altri\, della nostra capacità di trasformare persino l’orrore in routine\, del linguaggio amministrativo che anestetizza ciò che tocca\, della società che trova sempre una formula per evitare di guardare frontalmente la violenza. \nPresentato in anteprima alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Venezia Spotlight. Serpenti è diretto da Roberto De Paolis Maino\, già autore di Cuori puri e Princess\, e nasce da un soggetto di Damiano e Fabio D’Innocenzo\, che firmano la sceneggiatura insieme al regista. \nGenere:Commedia Nera \nRegia: Roberto De Paolis \nAttori: Leonardo Lidi\, Alessandro Borghi\, Pietro Castellitto\, Valeria Golino \nDurata:93 min \nCritica: Un’opera efficace che\, nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento. e va dritto al cuore delle cose. \nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. \nNell’interessante percorso di Roberto De Paolis Maino di osservazione della realtà\, dopo Cuori puri e Princess\, ecco Serpenti solo apparentemente slegato dal mondo reale ma che\, proprio nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento profondo che va al cuore delle cose. \nMerito sicuramente della sceneggiatura\, scritta dai Fratelli D’Innocenzo insieme al regista\, che costruisce sapientemente l’assurdità della vicenda di un uomo che si costituisce alla Polizia reo confesso dell’omicidio della moglie ma che entra all’interno di un iter burocratico kafkiano in cui non riesce ad affermare la sua colpevolezza. Naturalmente l’utilizzo del tono grottesco è paradossale per cercare di raccontare come la violenza sulle donne faccia magari più fatica a essere immediatamente percepita come tale. \nEcco allora il primo essere umano con il quale si confronta il protagonista del film – uno straordinario Leonardo Lidi (ma è proprio la scelta e la direzione di tutti gli attori uno degli aspetti più apprezzabili) – ossia il piantone di Polizia interpretato da Daniele Parisi\, a circoscrivere il perimetro di azione del reo confesso che\, da quel momento in poi\, non riuscirà più a esercitare la sua volontà di scontare la sua pena per il reato che ha commesso. Ci sono prima le carte da compilare e poi bisogna convincere il dirigente di Polizia «perché sa quante persone vengono qui ogni giorno a dire di aver fatto questo o quello?»\, dice il personaggio interpretato da Alessandro Borghi. A lui il compito di rallentare ancora di più il processo di verifica della situazione raccontata dall’omicida che\, sempre in maniera paradossale\, inizia a dubitare di essere stato veramente lui il colpevole. \nIn questo ribaltamento della realtà\, il carico\, diciamo così\, da novanta lo butta giù il suo avvocato d’ufficio (Pietro Castellitto) che\, per mestiere\, è già convinto di poter dimostrare l’innocenza del suo assistito e quindi di poterlo scagionare dando tutte le colpe delle motivazioni e addirittura della azione omicida alla moglie stessa. Anche la misteriosa figura della cartomante (Valeria Golino) lavora per instillare nel protagonista l’idea di reiterare il suo delitto per liberarsene. Siamo lontani da quello che era più un giallo dell’anima\, il capolavoro di Giuseppe Tornatore Una pura formalità girato all’interno di un commissariato\, ma\, anche in Serpenti\, il meccanismo paradossale inserito in testa al film e portato avanti per tutta la sua durata curiosamente non stanca perché la sceneggiatura e la regia hanno la capacità di lavorare su piccoli detour narrativi e su scelte formali (grazie anche al montaggio di Paola Freddi) che accompagnano con forza l’idea iniziale. \nMolto efficace è anche la scenografia\, per esempio quella del commissariato\, che rende assolutamente realistico e riconoscibile il mondo in cui il protagonista si muove e che\, ognuno di noi\, anche solo per aver fatto il passaporto\, ha in un certo qual modo lambito. Ecco è proprio questa restituzione di una vicinanza dei meccanismi burocratici dello Stato a rendere il film molto più inquietante di quello che potrebbe sembrare perché il grottesco\, alla fine\, si trasforma in realismo. \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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