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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Il silenzio degli altri
DESCRIPTION:IL SILENZIO DEGLI ALTRI Venerdì 29: ore 21\,00 Sabato 30: ore 21\,00 Domenica 31: ore 17\,00 – 19\,0 Lunedì 1: ore 19\,00 Martedì 2: ore 17\,00 – 19\,00 Un film di EVA LIBERTAD  Spagna – Drammatico – 100′  Il film è sottotitolato anche in Versione Doppiata per le Persone non-udenti Miglior film nella Sezione ‘Panorama’ al festival di Berlino  Candidato a 7 Premi Goya Vincitore di 3 Premi Goya La TRAMA : Il film diretto da Eva Libertad\, racconta la storia di Ángela (Miriam Garlo)\, una donna sorda che aspetta una figlia dal compagno Héctor (Álvaro Cervantes). La gravidanza porta con sé non solo l’attesa e la gioia\, ma anche una serie di interrogativi sul futuro rapporto con la bambina e sulla possibilità di crescerla in un mondo pensato quasi esclusivamente per chi sente. La quotidianità della coppia è fatta di un fragile equilibrio\, una rete di relazioni tra cui amici in gran parte sordi\, e dai genitori udenti di Ángela\, che faticano a comprendere davvero la prospettiva della figlia e insistono perché si adatti a una normalità che non le appartiene. Con la nascita della bambina\, la bolla protettiva in cui la coppia viveva si incrina. Emergono paure\, incomprensioni e dubbi. Ángela teme di non riuscire a entrare in sintonia con la figlia e con il mondo che la circonda\, mentre il rapporto con Héctor è costretto a ridefinirsi in una nuova e complessa dimensione. Affrontando la maternità\, Ángela si confronta con un senso di inadeguatezza che non nasce da lei\, ma da una società incapace di offrire reali strumenti di inclusione. Héctor è un compagno amorevole e solidale\, e le resta sempre accanto in questo percorso di trasformazione. Un ritratto intimo e potente di una donna che rivendica il diritto di essere madre alle proprie condizioni\, e una riflessione sensibile sulle dinamiche di coppia\, sulla disabilità e sull’urgenza di ripensare il mondo da prospettive troppo a lungo ignorate.  La RECENSIONE : Oltre La famiglia Beliér – e il relativo remake\, il fortunato CODA: I segni del cuore – c’è Sorda (Il silenzio degli altri nell’edizione italiana) lungometraggio d’esordio della spagnola Eva Libertad\, presentato nella sezione Panorama di Berlino 75. Che sin dal titolo si prende carico della disabilità e non solo la fa vedere ma anche “sentire”. Il tasso di verità più che di realismo è garantito dall’interpretazione di Miriam Garlo\, sorella della regista e attrice non udente che al suo personaggio\, Ángela\, porta in dote l’esperienza personale: quella della maternità\, qui raccontata attraverso lo spettro di chi deve fare i conti con un mondo che non sintonizzato sulle onde di chi non sente. Con leggerezza e serietà\, Sorda affronta l’ansia di due genitori (il compagno della protagonista è udente) che non sanno ancora se la bambina in arrivo ci sentirà o meno. È un travaglio emotivo che anticipa quella fisiologico e che si prolunga anche dopo il parto\, poiché per capire il destino della neonata bisogna aspettare qualche mese. Così l’avventura della gravidanza procede di pari passo con quella di una coppia alle prese con una società che non è su misura di tutti. Sorda germoglia dal cortometraggio omonimo\, con l’obiettivo di abbracciare con maggiore intensità la condizione di Ángela – e\, va da sé\, di Garlo – e studiare la complessità del rapporto tra udenti e non udenti\, sospeso tra adesione emotiva\, involontario pietismo e sottovalutazione del disagio. Libertad si incarica della sfida e scandaglia il mistero individuando nel silenzio stesso un rumore di fondo che crea straniamento e dolore\, trovando nel “coro” che si muove attorno ad Ángela la chiave d’accesso a una bolla altrimenti inscalfibile. Ed è il rapporto tra Gallo e Libertad a contribuire a un disegno dei comprimari così preciso\, dall’empatico partner (Álvaro Cervantes) ai genitori\, costruendo uno spaccato familiare che non ha la pretesa di dare voce a una comunità ma di restituire un’esperienza particolare nonché personale\, senza ricorrere ai cliché del sordo funzionale alla storia e alla retorica della privazione come ricchezza. In questo senso Sorda è un film accessibile e caldo\, davvero comprensibile a ogni latitudine\, che sbroglia la matassa senza enfatizzare il dramma\, arrivando infine a un epilogo dilaniante e non privo di angoscia perché in ascolto dell’alienante panorama sonoro della protagonista. (di Lorenzo Ciofani – Cinematografo)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541 \n \n 
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Il cinema ritrovato - Gli spostati
DESCRIPTION:GLI SPOSTATI \nLunedì 1: ore 21\,00 In versione originale sottotitolata \n(The Misfits\, USA/1961) di John Huston (124′) \nCelebriamo il 100° anniversario della nascita di Marilyn Monroe (1° giugno 1926) mettendo a disposizione dall’11 maggio – per tutta l’estate e oltre – 4 capolavori che la vedono protagonista  \nRestaurato da Academy Film Archive e The Film Foundation\, grazie al sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation  \nSi ucciderebbero così anche i cavalli\, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada\, troppe anime scorticate\, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità\, qui\, è l’impossibilità di futuro\, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller\, preludio della sua tragica fine” (Morandini). (Paola Cristalli)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541 \n \n 
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SUMMARY:Cinema in piazzetta: Moulin Rouge!
DESCRIPTION:Cinema in piazzetta \nSan Sebastiano Curone | Spettacolo \nNel suggestivo borgo di San Sebastiano Curone\, torna Cinema in Piazzetta\, la rassegna di cinema all’aperto inserita nel programma di Sconfinamenti Sonori – Musica\, parole e immagini sulle vie del sale. \nNella cornice di Piazzetta Solferino\, due serate estive dedicate al grande cinema\, da vivere sotto le stelle in un’atmosfera intima e coinvolgente. \nData:12 Agosto 2026 \nDescrizione \nNel suggestivo borgo di San Sebastiano Curone\, torna Cinema in Piazzetta\, la rassegna di cinema all’aperto inserita nel programma di Sconfinamenti Sonori – Musica\, parole e immagini sulle vie del sale. \nNella cornice di Piazzetta Solferino\, due serate estive dedicate al grande cinema\, da vivere sotto le stelle in un’atmosfera intima e coinvolgente. \nInfo \n– Mercoledì 12 agosto\, ore 21.15 – Moulin Rouge! (Baz Luhrmann\, 2001)\, uno spettacolare musical tra amore\, musica e passione. \nNell’ambito della rassegna è inoltre prevista una proiezione speciale di Fantasia (1940)\, dedicata agli ospiti della Casa di Riposo San Giuseppe. \nIngresso a offerta libera \nIndirizzo e contatti \npiazzetta Solferino – 15056 San Sebastiano Curone
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SUMMARY:Blue Bridge - Cinema & Pic-Nic sotto le stelle: Checco Zalone
DESCRIPTION:Blue Bridge – Cinema & Pic-Nic sotto le stelle.\nImmagina questo: \nIl fresco ritassante del torrente \nUn pic-nic steso sul greto in una cornice insolita e incredibilmente affascinante Un bel film sotto la volta celeste \nLa nostra birra artigianale\, ghiacciata al punto giusto \nPer la serata forniremo la nostra speciale Pic-Nic Bag: un cestino goloso pronto per gustarvi la cena direttamente sul greto del torrente\, abbinato ovviamente alle nostre birre. \nZero pensieri\, solo relax e magia. \nUn’atmosfera unica\, buon cibo e la compagnia perfetta. Che modo migliore per iniziare agosto? \nQuando: Giovedì 6 Agosto \nDove: Al Birrificio (sul greto del torrente) \nI posti e le Pic-Nic Bag sono limitati! La prenotazione è obbligatoria per assicurarvi il vostro cestino al 335-5700629 – INGRESSO LIBERO CON CONSUMAZIONE PIC NIC
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SUMMARY:Concorto Film Festival
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SUMMARY:Cinema sotto le stelle: Le assaggiatrici
DESCRIPTION:21.15  \ningresso gratuito 
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SUMMARY:"Ritorno al tratturo" Proiezione e Tavola rotonda sulle Aree Interne
DESCRIPTION:“Ritorno al tratturo” Proiezione e Tavola rotonda sulle Aree Interne \nCosta Vescovato | Culturale \n4 Settembre 2026 \nDescrizione \nIn seguito alla proiezione del recente documentario Ritorno al tratturo (2026)\, stiamo organizzando una tavola rotonda aperta a cittadinanza\, organizzazioni del territorio ed istituzioni per parlare di sfide\, bisogni e opportunità per chi decide di vivere e lavorare nelle aree interne. \nIl docufilm ripercorre gli antichi percorsi della transumanza nell’entroterra molisano incontrando persone che hanno scelto di restare\, tornare o avviare nuove attività nei territori rurali. Da questi incontri emerge uno scenario molto vicino al nostro territorio appenninico: queste esperienze affrontano infatti sfide comuni come lo spopolamento\, la progressiva perdita dei servizi e la difficoltà di rendere stabili iniziative spesso fragili e isolate. \nIn seguito alla proiezione\, che vedrà presenti il regista Francesco Cordio e il ricercatore e membro della rete Riabitare l’Italia Filippo Tantillo\, vogliamo aprire un confronto informale e moderato su come rendere realmente abitabili e vitali i territori interni\, quali sfide è necessario affrontare e quali ruoli possono assumere i diversi attori presenti sul territorio. \nCi interessa dare spazio sia al punto di vista delle istituzioni\, che a quello delle varie reti e organizzazioni sociali nate direttamente dalle comunità. La domanda che vorremmo porre al centro dell’incontro è proprio questa: \nIn che modo la politica locale può intervenire e attraverso quali reti e alleanze è possibile trasformare esperienze ancora isolate in una reale possibilità di futuro? \nInfo \n– ore 20:30 proiezione\n– ore 21.30: tavola rotonda – interverranno il regista Francesco Cordio e il ricercatore territorialista Filippo Tantillo. \nIndirizzo e contatti \nvia Sarizzola La Campeggia – 15050 Costa Vescovato \nTelefono: +39 379 297.8231\nE-mail: lacampeggia@unatresca.it
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: Francesco Guccini - Fra la Via Emilia e il West
DESCRIPTION:Francesco Guccini – Fra la Via Emilia e il West \nIn programmazione giovedì 1 ottobre – ore 21:00 \nBiglietto € 6\,00 \nRegia di Giuliano Nicastro con Francesco Guccini. Genere Concerto – Italia\, 2024\, durata 90′ \nFrancesco Guccini: fra la Via Emilia e il West porta sul grande schermo la versione completamente restaurata del concerto di Francesco Guccini del 21 giugno 1984\, filmato a Bologna. Una serata emozionante e straordinari che può far rivivere ai fan con la magia del cinema le stesse sensazioni provate decenni prima \nIn quel 21 giugno Bologna venne invasa dai fan di Guccini\, oltre 160 mila\, tutti accorsi per il concerto\, divenuto un evento musicale senza precedenti. Sul Palco di Piazza Maggiore\, insieme a lui\, si esibirono suoi amici e colleghi\, come Lucio Dalla\, Paolo Conte\, I Nomadi e tantissimi altri artisti. \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BLS4NcTmNk8 \nCinema Teatro Arlecchino \nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Digger
DESCRIPTION:DIGGER\nDa giovedì 1 a domenica 4 ore 21\,00\nSabato 10 e domenica 11 ore 18\,30 \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un eccentrico e potentissimo magnate del petrolio\, invecchiato\, sovrappeso\, e con un marcato accento texano nella versione originale. Il personaggio è al centro di quella che Warner Bros descrive come una “commedia di proporzioni catastrofiche”: dopo aver contribuito a provocare una crisi globale\, Digger intraprende una disperata corsa contro il tempo per convincere il mondo di esserne il salvatore. \nLe brevi sequenze mostrate anticipano un film dai toni surreali e caotici\, tra folle inferocite\, incendi\, aerei da combattimento e momenti di comicità grottesca\, confermando la natura decisamente insolita del progetto rispetto alla filmografia recente sia di Cruise sia dello stesso Iñárritu. \nGenere: Commedia\, Avventura\nRegia: Alejandro González Iñárrit\nAttori: Tom Cruise\, Jesse Plemons\, John Goodman\, Sandra Hüller\, Michael Stuhlbarg\, Sophie Wilde\, Emma D’Arcy\, Riz Ahmed\, Pip Torrens\, Corey Johnson\, Cullen Moss\, Joe Hurst\nDurata: 128 min \nCritica: Digger\, il nuovo film del premio Oscar Alejandro Iñárritu\, offre lo sguardo all’incredibile trasformazione di Tom Cruise in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più insoliti e ambiziosi della sua carriera. \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un ex magnate petrolifero texano\, trasformato in un uomo corpulento\, con capelli radi\, un marcato accento del Sud degli Stati Uniti e un pesante trucco prostetico che lo rende quasi irriconoscibile. È probabilmente il ruolo meno “tomcruisiano” dai tempi dell’indimenticabile Les Grossman di Tropic Thunder. \nLa trama segue l’uomo più potente del mondo\, convinto di essere l’unico in grado di salvare l’umanità dopo aver provocato lui stesso una devastante catastrofe ecologica globale. Quando il disastro minaccia di distruggere il pianeta\, Rockwell viene incaricato di trovare una soluzione impossibile\, trasformando la propria ossessione salvifica in una missione disperata. \nIl trailer conferma le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi e lascia intuire una miscela di satira politica\, commedia nera e disaster movie\, con un tono che richiama inevitabilmente Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Le immagini\, caratterizzate da una composizione fortemente simmetrica e da un’estetica volutamente eccentrica\, ricordano inoltre il cinema di Roy Andersson. \nTra le sorprese spicca anche John Goodman\, che interpreta il Presidente degli Stati Uniti\, descritto come un comandante in capo che si addormenta nei momenti meno opportuni e affida proprio a Digger il compito di salvare il mondo. \nDurante la presentazione del trailer\, Tom Cruise ha commentato con una frase destinata a far discutere: “Mi ci sono voluti 40 anni per diventare questo personaggio.” Un’affermazione che sembra già alimentare le prime speculazioni su una possibile corsa agli Oscar per un’interpretazione completamente agli antipodi rispetto ai ruoli action che hanno reso celebre l’attore. \nIl film è scritto da Alejandro Iñárritu insieme ai premi Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone\, oltre a Sabina Berman\, sulla base di una storia sviluppata dallo stesso regista con la scrittrice messicana. \nDietro la macchina da presa torna anche gran parte della squadra creativa che ha accompagnato Iñárritu nei suoi lavori più celebrati: il tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki firma la fotografia\, realizzata interamente in VistaVision (formato cinematografico introdotto negli anni 50\, con pellicola in 35 mm a scorrimento orizzontale\, da non confondere con l’IMAX in 65 mm\, ndr)\, mentre il trucco su Tom Cruise è affidato all’altro premio Oscar Kazu Hiro. \nSecondo le prime impressioni\, Digger potrebbe rivelarsi tanto un capolavoro quanto un clamoroso azzardo creativo\, ma una cosa appare già certa: sarà uno dei film più discussi della stagione cinematografica autunnale. \nStella Delmattino\, ilcineocchio.it \n“Non c’è niente di meglio che trovarsi fisicamente e metaforicamente sull’orlo di un precipizio e dire: ‘Facciamolo’”\, ha dichiarato Tom Cruise\, parlando con un gruppo di giornalisti internazionali durante l’evento stampa di presentazione del trailer ufficiale di Digger. “Mi fido di te\, e qualunque cosa faremo\, so che sarà un’esperienza incredibile. Uniamoci e facciamolo. Facciamolo tutti insieme.” \n“Non ho mai avuto qualcosa che potesse mettermi alla prova in questo modo”\, spiega. “E nemmeno Alejandro quando abbiamo iniziato\, mai. Quando vedrete questo film\, vi renderete conto che è totalmente originale.” \nMatteo Regoli\, cinema.everyeye.it \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Serpenti
DESCRIPTION:SERPENTI\nSabato 3 e domenica 4 ore 18\,30\nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. Tragicomico e kafkiano\, Serpenti affronta il tema della violenza di genere evitando un approccio facile e retorico. Il commissariato diventa una sorta di modellino della società\, dove\, nell’arco di un’unica giornata\, un uomo che ha ucciso sua moglie prova invano a costituirsi. Il suo percorso si sviluppa attraverso una serie di incontri con personaggi che\, per ragioni diverse\, si dimostrano incapaci di dare il giusto peso alla sua vicenda e alla gravità di ciò che ha commesso\, trasformando la sua ricerca di una punizione in un paradosso sempre più grottesco e drammaticamente credibile. \nEd è esattamente così. \nUn’Italia in miniatura dove persino l’orrore deve mettersi in fila. \nIl tema è drammatico\, ma le situazioni possono essere genuinamente esilaranti. \nEd è proprio qui che il film rischia di più. \nSi può ridere dentro una storia che nasce da un femminicidio? \nSì\, se l’oggetto del riso non è mai la donna assassinata. \nSerpenti non ride della vittima. Ride dell’inadeguatezza degli altri\, della nostra capacità di trasformare persino l’orrore in routine\, del linguaggio amministrativo che anestetizza ciò che tocca\, della società che trova sempre una formula per evitare di guardare frontalmente la violenza. \nPresentato in anteprima alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Venezia Spotlight. Serpenti è diretto da Roberto De Paolis Maino\, già autore di Cuori puri e Princess\, e nasce da un soggetto di Damiano e Fabio D’Innocenzo\, che firmano la sceneggiatura insieme al regista. \nGenere:Commedia Nera \nRegia: Roberto De Paolis \nAttori: Leonardo Lidi\, Alessandro Borghi\, Pietro Castellitto\, Valeria Golino \nDurata:93 min \nCritica: Un’opera efficace che\, nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento. e va dritto al cuore delle cose. \nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. \nNell’interessante percorso di Roberto De Paolis Maino di osservazione della realtà\, dopo Cuori puri e Princess\, ecco Serpenti solo apparentemente slegato dal mondo reale ma che\, proprio nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento profondo che va al cuore delle cose. \nMerito sicuramente della sceneggiatura\, scritta dai Fratelli D’Innocenzo insieme al regista\, che costruisce sapientemente l’assurdità della vicenda di un uomo che si costituisce alla Polizia reo confesso dell’omicidio della moglie ma che entra all’interno di un iter burocratico kafkiano in cui non riesce ad affermare la sua colpevolezza. Naturalmente l’utilizzo del tono grottesco è paradossale per cercare di raccontare come la violenza sulle donne faccia magari più fatica a essere immediatamente percepita come tale. \nEcco allora il primo essere umano con il quale si confronta il protagonista del film – uno straordinario Leonardo Lidi (ma è proprio la scelta e la direzione di tutti gli attori uno degli aspetti più apprezzabili) – ossia il piantone di Polizia interpretato da Daniele Parisi\, a circoscrivere il perimetro di azione del reo confesso che\, da quel momento in poi\, non riuscirà più a esercitare la sua volontà di scontare la sua pena per il reato che ha commesso. Ci sono prima le carte da compilare e poi bisogna convincere il dirigente di Polizia «perché sa quante persone vengono qui ogni giorno a dire di aver fatto questo o quello?»\, dice il personaggio interpretato da Alessandro Borghi. A lui il compito di rallentare ancora di più il processo di verifica della situazione raccontata dall’omicida che\, sempre in maniera paradossale\, inizia a dubitare di essere stato veramente lui il colpevole. \nIn questo ribaltamento della realtà\, il carico\, diciamo così\, da novanta lo butta giù il suo avvocato d’ufficio (Pietro Castellitto) che\, per mestiere\, è già convinto di poter dimostrare l’innocenza del suo assistito e quindi di poterlo scagionare dando tutte le colpe delle motivazioni e addirittura della azione omicida alla moglie stessa. Anche la misteriosa figura della cartomante (Valeria Golino) lavora per instillare nel protagonista l’idea di reiterare il suo delitto per liberarsene. Siamo lontani da quello che era più un giallo dell’anima\, il capolavoro di Giuseppe Tornatore Una pura formalità girato all’interno di un commissariato\, ma\, anche in Serpenti\, il meccanismo paradossale inserito in testa al film e portato avanti per tutta la sua durata curiosamente non stanca perché la sceneggiatura e la regia hanno la capacità di lavorare su piccoli detour narrativi e su scelte formali (grazie anche al montaggio di Paola Freddi) che accompagnano con forza l’idea iniziale. \nMolto efficace è anche la scenografia\, per esempio quella del commissariato\, che rende assolutamente realistico e riconoscibile il mondo in cui il protagonista si muove e che\, ognuno di noi\, anche solo per aver fatto il passaporto\, ha in un certo qual modo lambito. Ecco è proprio questa restituzione di una vicinanza dei meccanismi burocratici dello Stato a rendere il film molto più inquietante di quello che potrebbe sembrare perché il grottesco\, alla fine\, si trasforma in realismo. \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: L'estranea
DESCRIPTION:L’ESTRANEA\nPrima Nazionale\nDa giovedì 8 a domenica 11\, ore 21\,00\nSabato 17 e domenica 18\, ore 18\,30 \n#LEstranea \nL’Estranea\, il film diretto da Paolo Strippoli\, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca)\, una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare\, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni\, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze. \nLa donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che\, come in una sorta di maledizione\, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione\, nata dall’urgenza di rimediare ai danni\, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma. \nAlice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale\, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile. \nGenere: Drammatico\, Thriller \nRegia: Paolo Strippoli \nAttori: Valeria Bruni Tedeschi\, Jasmine Trinca\, Adriano Giannini\, Romana Maggiora Vergano\, Marina Limosani\, Raffaele Braia \nDurata:115 min \nCritica: Il regista racconta: “L’Estranea è una saga familiare sulla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese\, nella quale I Buddenbrook incontrano Faust. È una tragedia pop spietata e viscerale. Ogni essere umano si nutre dell’illusione di poter esercitare un reale controllo sulla propria vita e sul destino. L’Estranea è un’indagine su che cosa – e chi – siamo disposti a sacrificare per mantenere viva questa illusione.” \nPresentato in anteprima in Concorso alla 83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Festival di Venezia 2026) e scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. \nUn thriller psicologico a tinte oscure\, sulle scelte da prendere e i “sacrifici” da compiere \nOgni famiglia è (in)felice a modo suo. \nLo scenario parte da una famiglia borghese\, normale\, per quanto il termine in certi casi sia un nascondiglio da altre verità\, in cui tutto sembra funzionare bene\, alla perfezione. Una bellissima abitazione\, a Bari\, la sicurezza di una vita rispettata e invidiata\, due genitori (interpretati da Jasmine Trinca e Adriano Giannini) che sognano per i propri figli un futuro roseo e di successo\, chi nel calcio\, chi come attrice. \nMa il dispositivo funziona finché un giorno si rompe: la bambina piccola viene morsa ferocemente dal cane\, sanguina copiosamente\, rischia di perdere una gamba. Ed è lì che l’Estranea (Valeria Bruni Tedeschi)\, una via di mezzo tra un angelo demoniaco e un grillo parlante bisognoso di anime\, interviene. \nÈ lei a porre i dilemmi\, le scelte da fare\, ogni parola è posta con cinismo\, e un tocco di ironia (il film ha pure questo tono). \nPropone alla madre uno scambio: si potrà salvare\, a patto che il figlio più grande inizi a ingrassare senza limiti\, perdendo di vista il suo obiettivo di calciatore\, scardinando così una prima possibile certezza e mettendo in crisi tutti. \nInizia un domino narrativo: perché per salvare oltremodo il ragazzo\, vicino alla morte a causa di un infarto\, la madre deve oltremodo scegliere chi sacrificare\, e in questo caso dovrà pescare da qualcuno ancora vicino. Ma ancora non sa che degli sconosciuti\, prossimi a diventare persone importanti\, saranno i prossimi a soccombere. \nSembra pura follia\, ma è un racconto a cui credere. La figlia\, Alice\, ormai adulta (Romana Maggiora Vergano)\, forse la più lucida dei personaggi\, deve dunque sapere\, anche se non sa ancora cosa l’attende sentire e provare. \nIl film alterna proprio attimi\, dove ogni passaggio\, ogni\, appunto\, sacrificio condiviso\, è destinato a mettere insieme quel puzzle frammentato e oscuro. La tempesta incombe: è la resa dei conti\, costi quello che costi. \nStrippoli – che durante la presentazione stampa ha dichiarato: «Questo film nasce dalla mia paura più grande: perdere il controllo» – evolve così il suo sguardo\, puntando anche sulle relazioni genitori-figli\, tema portante\, sottolineando gli sbagli e le imperfezioni degli adulti: il padre non sa leggere le fragilità degli altri\, e non sa controllare le sue\, la madre è una donna lontana da uno stereotipo di rigore materno. I più piccoli\, alla fine\, sono i soli a rimanere\, seppur a caro prezzo. \nViene in mente Il sacrificio del cervo sacro di Lanthimos\, anche se lì qualcuno doveva però espiare le proprie colpe Le scelte producono sempre un effetto. Qui nessuno si può sottrarre\, a decidere è l’Estranea\, o forse siamo solo noi? \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: Serpenti
DESCRIPTION:ALLORA BALLIAMO \nIn programmazione venerdì 9 ottobre ore 15:30 “Al cinema con tè” e ore 21:00 \nBiglietto € 6\,00 \nRegia di Amélie Bonnin con Juliette Armanet\, Bastien Bouillon\, François Rollin\, Tewfik Jallab\, Dominique Blanc. Genere Drammatico\, – Francia\, 2025\, durata 94’ \nMentre Cécile sta per realizzare il suo sogno\, aprire il suo ristorante gourmet\, deve tornare al villaggio della sua infanzia in seguito all’infarto del padre. Lontana dal fermento parigino\, ritrova il suo amore di gioventù. I ricordi riaffiorano e le sue certezze vacillano… \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=fWYMLzPBGsI \nCinema Teatro Arlecchino \nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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DESCRIPTION:SERPENTI \n\nVenerdì 9 ottobre – ore 21:15\nDomenica 11 ottobre – ore 17:30\n\nVi aspettiamo! \nVi ricordiamo che è possibile prenotare online il proprio posto in sala \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/ \nPRENOTA I TUOI POSTI SUL SITO\, PAGA IN CASSA ! \nPREZZI BIGLIETTI: \nINTERO: 6\,00 EURO \nRIDOTTO: 5\,00 EURO (dai 5 ai 12 anni/over 65) \n\n\nCinema Columbia\nVia Vittorio Veneto\, 1\n16019 Ronco Scrivia GE\nTel. 010 965 7020 \n \n\n\nSONO APERTE LE PRENOTAZIONI ONLINE \n\nSegui le istruzioni e prenota il tuo posto al cinema \n1) Vai sul sito www.cinemacolumbia.it oppure inquadra il codice QR \n2) Scegli i tuoi posti (max 10 a persona) \n3) Presenta la prenotazione e paga alla cassa \nRICORDA che la prenotazione deve essere convalidata in cassa entro 15 minuti dall’inizio del film. \nVi aspettiamo \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/
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SUMMARY:Cinema Columbia: L'Isola dei ricordi
DESCRIPTION:L’ISOLA DEI RICORDI \n\nSabato 10 ottobre – ore 16:30\nDomenica 11 ottobre – ore 15:30\n\nVi aspettiamo! \nVi ricordiamo che è possibile prenotare online il proprio posto in sala \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/ \nPRENOTA I TUOI POSTI SUL SITO\, PAGA IN CASSA ! \nPREZZI BIGLIETTI: \nINTERO: 6\,00 EURO \nRIDOTTO: 5\,00 EURO (dai 5 ai 12 anni/over 65) \n\n\nCinema Columbia\nVia Vittorio Veneto\, 1\n16019 Ronco Scrivia GE\nTel. 010 965 7020 \n \n\n\nSONO APERTE LE PRENOTAZIONI ONLINE \n\nSegui le istruzioni e prenota il tuo posto al cinema \n1) Vai sul sito www.cinemacolumbia.it oppure inquadra il codice QR \n2) Scegli i tuoi posti (max 10 a persona) \n3) Presenta la prenotazione e paga alla cassa \nRICORDA che la prenotazione deve essere convalidata in cassa entro 15 minuti dall’inizio del film. \nVi aspettiamo \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Digger
DESCRIPTION:DIGGER\nSabato 10 e domenica 11 ore 18\,30 \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un eccentrico e potentissimo magnate del petrolio\, invecchiato\, sovrappeso\, e con un marcato accento texano nella versione originale. Il personaggio è al centro di quella che Warner Bros descrive come una “commedia di proporzioni catastrofiche”: dopo aver contribuito a provocare una crisi globale\, Digger intraprende una disperata corsa contro il tempo per convincere il mondo di esserne il salvatore. \nLe brevi sequenze mostrate anticipano un film dai toni surreali e caotici\, tra folle inferocite\, incendi\, aerei da combattimento e momenti di comicità grottesca\, confermando la natura decisamente insolita del progetto rispetto alla filmografia recente sia di Cruise sia dello stesso Iñárritu. \nGenere: Commedia\, Avventura\nRegia: Alejandro González Iñárrit\nAttori: Tom Cruise\, Jesse Plemons\, John Goodman\, Sandra Hüller\, Michael Stuhlbarg\, Sophie Wilde\, Emma D’Arcy\, Riz Ahmed\, Pip Torrens\, Corey Johnson\, Cullen Moss\, Joe Hurst\nDurata: 128 min \nCritica: Digger\, il nuovo film del premio Oscar Alejandro Iñárritu\, offre lo sguardo all’incredibile trasformazione di Tom Cruise in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più insoliti e ambiziosi della sua carriera. \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un ex magnate petrolifero texano\, trasformato in un uomo corpulento\, con capelli radi\, un marcato accento del Sud degli Stati Uniti e un pesante trucco prostetico che lo rende quasi irriconoscibile. È probabilmente il ruolo meno “tomcruisiano” dai tempi dell’indimenticabile Les Grossman di Tropic Thunder. \nLa trama segue l’uomo più potente del mondo\, convinto di essere l’unico in grado di salvare l’umanità dopo aver provocato lui stesso una devastante catastrofe ecologica globale. Quando il disastro minaccia di distruggere il pianeta\, Rockwell viene incaricato di trovare una soluzione impossibile\, trasformando la propria ossessione salvifica in una missione disperata. \nIl trailer conferma le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi e lascia intuire una miscela di satira politica\, commedia nera e disaster movie\, con un tono che richiama inevitabilmente Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Le immagini\, caratterizzate da una composizione fortemente simmetrica e da un’estetica volutamente eccentrica\, ricordano inoltre il cinema di Roy Andersson. \nTra le sorprese spicca anche John Goodman\, che interpreta il Presidente degli Stati Uniti\, descritto come un comandante in capo che si addormenta nei momenti meno opportuni e affida proprio a Digger il compito di salvare il mondo. \nDurante la presentazione del trailer\, Tom Cruise ha commentato con una frase destinata a far discutere: “Mi ci sono voluti 40 anni per diventare questo personaggio.” Un’affermazione che sembra già alimentare le prime speculazioni su una possibile corsa agli Oscar per un’interpretazione completamente agli antipodi rispetto ai ruoli action che hanno reso celebre l’attore. \nIl film è scritto da Alejandro Iñárritu insieme ai premi Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone\, oltre a Sabina Berman\, sulla base di una storia sviluppata dallo stesso regista con la scrittrice messicana. \nDietro la macchina da presa torna anche gran parte della squadra creativa che ha accompagnato Iñárritu nei suoi lavori più celebrati: il tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki firma la fotografia\, realizzata interamente in VistaVision (formato cinematografico introdotto negli anni 50\, con pellicola in 35 mm a scorrimento orizzontale\, da non confondere con l’IMAX in 65 mm\, ndr)\, mentre il trucco su Tom Cruise è affidato all’altro premio Oscar Kazu Hiro. \nSecondo le prime impressioni\, Digger potrebbe rivelarsi tanto un capolavoro quanto un clamoroso azzardo creativo\, ma una cosa appare già certa: sarà uno dei film più discussi della stagione cinematografica autunnale. \nStella Delmattino\, ilcineocchio.it \n“Non c’è niente di meglio che trovarsi fisicamente e metaforicamente sull’orlo di un precipizio e dire: ‘Facciamolo’”\, ha dichiarato Tom Cruise\, parlando con un gruppo di giornalisti internazionali durante l’evento stampa di presentazione del trailer ufficiale di Digger. “Mi fido di te\, e qualunque cosa faremo\, so che sarà un’esperienza incredibile. Uniamoci e facciamolo. Facciamolo tutti insieme.” \n“Non ho mai avuto qualcosa che potesse mettermi alla prova in questo modo”\, spiega. “E nemmeno Alejandro quando abbiamo iniziato\, mai. Quando vedrete questo film\, vi renderete conto che è totalmente originale.” \nMatteo Regoli\, cinema.everyeye.it \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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DESCRIPTION:DIGGER \n\nSabato 10 ottobre – ore 21:15\nDomenica 11 ottobre – ore 21:00\n\nVi aspettiamo! \nVi ricordiamo che è possibile prenotare online il proprio posto in sala \nCosto biglietti \nIntero 10€ \nRidotto 5€ \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/ \nCinema Columbia \n\n\nVia Vittorio Veneto\, 1\n16019 Ronco Scrivia GE\nTel. 010 965 7020 \n \n\n\nSONO APERTE LE PRENOTAZIONI ONLINE \n\nSegui le istruzioni e prenota il tuo posto al cinema \n1) Vai sul sito www.cinemacolumbia.it oppure inquadra il codice QR \n2) Scegli i tuoi posti (max 10 a persona) \n3) Presenta la prenotazione e paga alla cassa \nRICORDA che la prenotazione deve essere convalidata in cassa entro 15 minuti dall’inizio del film. \nVi aspettiamo \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: La città dei vivi
DESCRIPTION:LA CITTA’ DEI VIVI \nIn programmazione sabato 10\, domenica 11 e lunedì 12 ottobre ore 21:00 \nBiglietto sabato e domenica (e festivi) intyero € 8\,00 (ridotto € 7\,00); lunedì € 6\,00 \nRegia di Edoardo Gabbriellini con Emanuele Maria Di Stefano\, Valerio Mastandrea\, Gaia Merlonghi\, Simona Senzacqua. Genere Drammatico – Italia\, 2026\, durata 104’ \nLuca ha ventitré anni. Vive in una famiglia che lo ha adottato e che lo ama. Si muove con i suoi amici tra la periferia e il centro e ha una fidanzata con cui vive un amore giovane ma importante per entrambi. Luca sta cercando la sua strada\, in un’età in cui tutto sembra ancora possibile e al tempo stesso già perduto\, e in questa ricerca vive una doppia vita. Una notte\, dopo un incontro apparentemente casuale\, la traiettoria della vita di Luca si spezza\, infrangendosi contro una violenza cieca e insensata. \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=Y-0Hs73X23Q \nCinema Teatro Arlecchino \nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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DESCRIPTION:SERPENTI \n\nDomenica 11 ottobre – ore 17:30\n\nVi aspettiamo! \nVi ricordiamo che è possibile prenotare online il proprio posto in sala \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/ \nPRENOTA I TUOI POSTI SUL SITO\, PAGA IN CASSA ! \nPREZZI BIGLIETTI: \nINTERO: 6\,00 EURO \nRIDOTTO: 5\,00 EURO (dai 5 ai 12 anni/over 65) \n\n\nCinema Columbia\nVia Vittorio Veneto\, 1\n16019 Ronco Scrivia GE\nTel. 010 965 7020 \n \n\n\nSONO APERTE LE PRENOTAZIONI ONLINE \n\nSegui le istruzioni e prenota il tuo posto al cinema \n1) Vai sul sito www.cinemacolumbia.it oppure inquadra il codice QR \n2) Scegli i tuoi posti (max 10 a persona) \n3) Presenta la prenotazione e paga alla cassa \nRICORDA che la prenotazione deve essere convalidata in cassa entro 15 minuti dall’inizio del film. \nVi aspettiamo \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: Tranquility Base
DESCRIPTION:TRANQUILITY BASE \nIn proghrammazione giovedì 15 ottobre – ore 21:00 \nBiglietto € 6\,00 \nOspite in sala il regista vogherese Lorenzo Pedrotti che dialogherà con il pubblico \nEdo è un aspirante attore di 34 anni che vive in una piccola città di provincia nel nord Italia. \nLavora principalmente come fattorino e le poche audizioni che riesce a ottenere lo lasciano insoddisfatto. Un giorno viene a conoscenza del “caso Trotta”\, la storia di un uomo che afferma di essere stato rapito dagli alieni negli anni ’70 e che sembra aver vissuto gli stessi incubi che hanno recentemente tormentato Edo. \nIncoraggiato dall’amica Eli\, Edo si mette in viaggio per trovare l’uomo\, intervistarlo e scoprire il significato degli strani sogni che lo tormentano. \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=AYRxAejFlVU \nCinema Teatro Arlecchino\nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: The Bibi files
DESCRIPTION:THE BIBI FILES\nGiovedì 15\, domenica 18 ore 21\,00\nDomenica 25 ore 18\,30 \n#thebibifiles \nIl film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni. \nA poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu\, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES\, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu\, alla moglie Sara\, al figlio Yair\, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese\, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano. \nCentinaia di ore di materiale riservato\, trapelato fuori da Israele\, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi\, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere\, ma l’uomo interrogato dalla polizia\, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica. Sigari\, champagne\, regali di lusso\, favori\, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione. Ma THE BIBI FILES va molto oltre l’inchiesta giudiziaria. \nAttraverso testimonianze\, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti\, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader? \nIl documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione\, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana\, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele\, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza. \nNon è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere\, giustizia e sopravvivenza politica\, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese. \nGenere: Documentario \nRegia: Alexis Bloom \nDurata: 83 min \nCritica: Il potere logora anche chi ce l’ha. Benjamin Netanyahu primo ministro di Israele dal 1996 a 46 anni\, ha attraversato un trentennio mantenendo il comando ma subendo una serie di indagini e accusa che ne hanno minato la credibilità e modificato la sua politica che si è spostata in tempi recenti verso l’ala ultradestra del parlamento. \nIl documentario della regista sudafricana Alexis Bloom ( Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg \, Divide et Impera: La vera storia di Roger Alies\, Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds ) mostra gli interrogatori di Netanyahu (dagli amici soprannominato “Bibi”) negli uffici della polizia israeliana tra il 2016 e il 2018. Non si sa come questo materiale sia pervenuto al produttore Alex Gibney\, ma quello che si vede e si sente è perturbante. Vengono mostrate le prove di regali (sigari di marca/champagne/gioielli di lusso)\, vengono sospettati favoritismi al produttore cinematografico americano Arnon Milchan ( Revenant \, LA Confidential )\, viene formulata l’accusa di tentativo di orientare l’opinione pubblica con l’aiuto dell’editore Arnon Mozes (presidente del quotidiano Yedioth Ahronoth) e l’appoggio di Shaul Elovitch proprietario di Bezeq ed Eurocomgroup la principale compagnia di telecomunicazioni in Israele (il sito Walla ! è sotto il suo controllo). \nA questo incandescente materiale di repertorio si inframezzano le interviste del giornalista Raviv Drucker ai più fidati collaboratori di Bibi tra i quali spicca l’ex ministro delle finanze Yair Lapid che denuncia il conflitto di interessi. Nel frattempo\, montano le proteste di gran parte dell’opinione pubblica che scende in piazza a manifestare: l’immagine più significativa è quella ripresa dall’alto di un’enorme bandiera israeliana con scritto SOS\, in un assembramento di decine di migliaia di persone. Formalizzate le accuse nel 2019\, il processo ha inizio nel marzo 2020 ma tra l’epidemia del Covid e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese che si è inasprito dal 7 ottobre 2023 per l’attacco terroristico di Hamas\, non è tuttora arrivato a un primo grado di giudizio. Mentre Benjamin Netanyahu si dichiara innocente e risponde alle domande degli investigatori con grande sicurezza e amnesie improvvise\, la moglie Sara e il figlio oltranzista Yair reagiscono verbalmente in maniera accesa\, accusando la polizia di volere complottare per fare crollare la leadership del primo ministro. Il documentario prende una piega preoccupante quando osserviamo la comparsa nei quadri dirigenziali apicali di personaggi ultranazionalisti come Bezalel Smotrich (Ministro delle Finanze) e Itamar Ben-Gvir (Ministro per la Sicurezza Nazionale) che non hanno alcuna remora in Parlamento a negare l’esistenza dello stato palestinese. Alcune battute del premier (“fatti più vicini i nemici” citazione da Il Padrino. Parte II ) e alcune operazioni finanziarie canalizzate attraverso il Qatar\, suggeriscono l’ipotesi che la forza distruttiva di Hamas possa essere stata alimentata proprio dalla parte israeliana. \nVietato in Israele dove circola attraverso lo streaming illegale\, The Bibi Files è un documentario sconvolgente che suggerisce che l’inasprimento del conflitto tra Israele e Palestina sembra sia scaturito dal tentativo del premier Benjamin Netanyahu di spostare l’attenzione dalle inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto\, inasprendo i livelli di violenza e provocando\, con indiscriminati bombardamenti a tappeto\, un enorme lascito di morte e distruzione (oltre 72000 palestinesi deceduti nella Striscia di Gaza). La sensazione\, guardando queste immagini terribili e sentendo le testimonianze di chi ha subito la violenza nei territori occupati\, è che si sia varcato un punto di non ritorno. “Il tempo passa velocemente quando ci si diverte” (è la frase raggelante con cui si chiude il Found Footage degli interrogatori della polizia) ma per tanti bambini e civili innocenti il tempo si è fermato e non si può che piangere il loro cielo scomparso. Come dice Wajdi Mouawad nel suo celebre romanzo Anima: “Il cielo non ha mai visto niente di più bestiale dell’uomo”. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Palestina 36 - Quando tutto ebbe inizio
DESCRIPTION:PALESTINA 36 – QUANDO TUTTO EBBE INIZIO\nVenerdì 16\, sabato 17\, ore 21\,00\nSabato 24 ore 18\,30 \n#palestina36 \nPalestina 36 – Quando tutto ebbe inizio\, il film diretto da Annemarie Jacir\, è ambientato in Palestina nel 1936\, sotto il dominio coloniale britannico. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti\, seguiamo la storia di Yusuf (Karim Daoud Anaya)\, un giovane che si muove tra la calma apparente del suo villaggio rurale e la tensione caotica della Gerusalemme mandataria. Yusuf sogna un futuro diverso\, ma si trova presto coinvolto in un mondo in rapida trasformazione. Con lo sfondo della rivolta araba del 1936\, la più lunga e significativa insurrezione palestinese contro il dominio britannico\, il film intreccia storie personali con eventi politici. L’arrivo di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo\, il tramonto dell’Impero Ottomano e la crescente tensione tra sogni di autodeterminazione e imposizione coloniale. \nOltre a Yusuf\, c’è anche Afra (Wardi Eilabouni)\, giovane donna che affronta il cambiamento con la guida amorevole della nonna Hanan (Hiam Abbass). Poi incontriamo Khalid (Saleh Bakri)\, un lavoratore portuale disilluso trascinato suo malgrado nel cuore della ribellione e infine l’algido funzionario britannico (Jeremy Irons)\, simbolo di un impero in declino che fatica a contenere il fermento popolare. \nNon è solo il racconto di un’epoca\, ma anche una riflessione sul presente\, un’opera visivamente potente che illumina un nodo fondamentale della storia contemporanea con uno sguardo umano e profondamente empatico. \nGenere: Drammatico\, Storico \nRegia: Anne-Marie Jacir \nAttori: Jeremy Irons\, Liam Cunningham\, Billy Howle\, Robert Aramayo\, Hiam Abbass\, Christopher Villiers\, Sam Hoare\, Yumna Marwan\, Yasmine Al Massri\, Saleh Bakri\, Dhaffer L’Abidine\, Sofia Asir\, Adam Lawrence \nDurata: 118 min \nCritica: Palestina 36. Quando tutto ebbe inizio non è solo una rievocazione storica ma una lezione sul senso di appartenenza e l’obbligo della memoria. Bisogna partire dal presente per guardare il film di Annemarie Jacir. Racconta l’inizio della prima grande rivolta palestinese di massa contro l’occupazione britannica e il movimento sionista\, avvenuto nel 1936 e che ha portato alla condizione attuale\, al presente. \nYusuf è un giovane palestinese diviso tra il suo villaggio e il lavoro a Gerusalemme: emblema della frattura tra il mondo rurale dedito alla tradizione e alla comunità e quello raffinato sotto l’autorità del governo britannico. La sua figura lega tutti i personaggi della storia: le persone del suo villaggio\, schiacciati\, piedi in testa\, dal colonialismo britannico\, intensificato dall’arrivo dei rifugiati ebrei\, e chi perpetra questo sopruso con ferocia e arroganza\, tra cui c’è Jeremy Irons nel ruolo dell’Alto Commissario Arthur Wauchope. \nMolti sono i fili del racconto ed è avvincente perdersi tra i personaggi. Il valore è duplice: oltre ad accrescere una trama speziata e stimolante\, i personaggi offrono la possibilità di ampliare lo sguardo storico. Così\, tra chi imbraccia fucili\, chi indice scioperi e chi si prende cura dei rivoluzionari si percepisce che non c’è alternativa alla resistenza. Emerge anche la figura di Khouloud\, coraggiosa giornalista\, parte della resistenza palestinese non armata e moglie di un ricco palestinese che non disdegna di mantenere contatti con i colonizzatori. Khouloud oppone la penna alle violenze britanniche e risveglia un senso di appartenenza forse perduto. Di fronte agli orrori compiuti dall’esercito\, l’indifferenza diventa un lusso inaccettabile e la sua lotta un monitor universale. \nL’ultima scena è un atto di appartenenza e un invito al tempo stesso. Mentre sfila un corteo di protesta\, Khouloud risponde al marito\, che propone di tornare a casa per pranzo\, lasciandogli la fede tra le mani e raggiungendo il corteo. L’invito a sentire ed appartenere ad un ideale al punto da mettere in discussione tutto il resto è commuovente e forse irripetibile. E in questo punto il film apre nuovamente al presente. È possibile oggi avere un senso di appartenenza simile verso qualcosa? \nPalestina 36. Quando tutto ebbe inizio è efficace nelll’alternare le immagini di repertorio e le riprese di Jacir\, che ha molto insistito per tornare in Palestina\, ritenendo importante l’autenticità dei luoghi. Questo perché anche la realizzazione del film si è confrontata con il presente. Dopo gli avvenimenti del 7 ottobre 2023\, la produzione è prima stata sospesa e poi trasferita in Giordania. Nonostante le difficoltà e le pressioni per filmare altrove (come Cipro o Malta)\, Jacir è voluta tornare in Palestina dove per quattro volte ancora le riprese sono state interrotte\, ma dove infine ha ritrovando i colori e il calore di un paese sano ed autentico. Questa condizione ha portato la regista ad interrogarsi circa l’importanza di questo film di cui\, afferma\, se ne sia accorta una volta finito\, quando ha realizzato che per capire il presente bisogna conoscere il passato. Palestina 36 racconta il passato\, il finale è qui ed ora. \nDiretto da Annemarie Jacir\, una delle voci più importanti del cinema palestinese contemporaneo\, il film racconta la Grande Rivolta del 1936 contro il Mandato britannico\, un momento decisivo nella storia della regione e alle origini della resistenza palestinese moderna. \nPALESTINA 36 – Quando tutto ebbe inizio è un film fondamentale perché ci ricorda che il presente non nasce dal nulla\, ma affonda le sue radici nella storia. Solo attraverso la conoscenza e la memoria possiamo provare a comprendere la complessità del mondo che ci circonda. \nGrazie a chi sceglierà di accompagnarci in questo percorso. \nPerché alcuni film non si limitano a essere visti: hanno bisogno di essere condivisi\, discussi e vissuti insieme. \nVogliamo ringraziare di cuore tutte le persone e le realtà che hanno scelto di sostenere questo percorso e di dare voce al film: Fabrizio Gifuni\, Francesca Albanese\, Luisa Morgantini\, Riccardo Noury\, Amnesty International Italia\, Nazra Palestine Short Film Festival\, Assopace Palestina\, Cultura è Libertà e tutti coloro che\, con le loro parole e il loro impegno\, hanno contribuito a far arrivare questa storia a un numero sempre maggiore di persone. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: L'estranea
DESCRIPTION:L’ESTRANEA\nPrima Nazionale\nSabato 17 e domenica 18\, ore 18\,30 \n#LEstranea \nL’Estranea\, il film diretto da Paolo Strippoli\, racconta la storia di Anna (Jasmine Trinca)\, una donna che durante un temporale si presenta senza preavviso all’appartamento romano della figlia Alice (Romana Maggiora Vergano). Non può più aspettare\, deve confessarle una verità tenuta nascosta per vent’anni\, una bugia che ha sorretto l’intera storia della loro famiglia e che ora sta crollando sotto il peso delle conseguenze. \nLa donna rivela di aver stretto un patto con una misteriosa Estranea per salvare la vita di Alice dopo un grave incidente avvenuto quando era bambina. Un patto che\, come in una sorta di maledizione\, ha generato una lunga catena di eventi oscuri e dolorosi. Questa confessione\, nata dall’urgenza di rimediare ai danni\, non ricuce il loro rapporto ma lo frantuma. \nAlice si ritrova improvvisamente immersa in una realtà dove la sua stessa esistenza è il risultato di un accordo innaturale\, e solo lei può contribuire a sciogliere il nodo creato da sua madre. Ma farlo significa accettare un prezzo che potrebbe essere insostenibile. \nGenere: Drammatico\, Thriller \nRegia: Paolo Strippoli \nAttori: Valeria Bruni Tedeschi\, Jasmine Trinca\, Adriano Giannini\, Romana Maggiora Vergano\, Marina Limosani\, Raffaele Braia \nDurata:115 min \nCritica: Il regista racconta: “L’Estranea è una saga familiare sulla caduta di una famiglia dell’imprenditoria barese\, nella quale I Buddenbrook incontrano Faust. È una tragedia pop spietata e viscerale. Ogni essere umano si nutre dell’illusione di poter esercitare un reale controllo sulla propria vita e sul destino. L’Estranea è un’indagine su che cosa – e chi – siamo disposti a sacrificare per mantenere viva questa illusione.” \nPresentato in anteprima in Concorso alla 83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Festival di Venezia 2026) e scelto per rappresentare l’Italia agli Oscar. \nUn thriller psicologico a tinte oscure\, sulle scelte da prendere e i “sacrifici” da compiere \nOgni famiglia è (in)felice a modo suo. \nLo scenario parte da una famiglia borghese\, normale\, per quanto il termine in certi casi sia un nascondiglio da altre verità\, in cui tutto sembra funzionare bene\, alla perfezione. Una bellissima abitazione\, a Bari\, la sicurezza di una vita rispettata e invidiata\, due genitori (interpretati da Jasmine Trinca e Adriano Giannini) che sognano per i propri figli un futuro roseo e di successo\, chi nel calcio\, chi come attrice. \nMa il dispositivo funziona finché un giorno si rompe: la bambina piccola viene morsa ferocemente dal cane\, sanguina copiosamente\, rischia di perdere una gamba. Ed è lì che l’Estranea (Valeria Bruni Tedeschi)\, una via di mezzo tra un angelo demoniaco e un grillo parlante bisognoso di anime\, interviene. \nÈ lei a porre i dilemmi\, le scelte da fare\, ogni parola è posta con cinismo\, e un tocco di ironia (il film ha pure questo tono). \nPropone alla madre uno scambio: si potrà salvare\, a patto che il figlio più grande inizi a ingrassare senza limiti\, perdendo di vista il suo obiettivo di calciatore\, scardinando così una prima possibile certezza e mettendo in crisi tutti. \nInizia un domino narrativo: perché per salvare oltremodo il ragazzo\, vicino alla morte a causa di un infarto\, la madre deve oltremodo scegliere chi sacrificare\, e in questo caso dovrà pescare da qualcuno ancora vicino. Ma ancora non sa che degli sconosciuti\, prossimi a diventare persone importanti\, saranno i prossimi a soccombere. \nSembra pura follia\, ma è un racconto a cui credere. La figlia\, Alice\, ormai adulta (Romana Maggiora Vergano)\, forse la più lucida dei personaggi\, deve dunque sapere\, anche se non sa ancora cosa l’attende sentire e provare. \nIl film alterna proprio attimi\, dove ogni passaggio\, ogni\, appunto\, sacrificio condiviso\, è destinato a mettere insieme quel puzzle frammentato e oscuro. La tempesta incombe: è la resa dei conti\, costi quello che costi. \nStrippoli – che durante la presentazione stampa ha dichiarato: «Questo film nasce dalla mia paura più grande: perdere il controllo» – evolve così il suo sguardo\, puntando anche sulle relazioni genitori-figli\, tema portante\, sottolineando gli sbagli e le imperfezioni degli adulti: il padre non sa leggere le fragilità degli altri\, e non sa controllare le sue\, la madre è una donna lontana da uno stereotipo di rigore materno. I più piccoli\, alla fine\, sono i soli a rimanere\, seppur a caro prezzo. \nViene in mente Il sacrificio del cervo sacro di Lanthimos\, anche se lì qualcuno doveva però espiare le proprie colpe Le scelte producono sempre un effetto. Qui nessuno si può sottrarre\, a decidere è l’Estranea\, o forse siamo solo noi? \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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Ma THE BIBI FILES va molto oltre l’inchiesta giudiziaria. \nAttraverso testimonianze\, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti\, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader? \nIl documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione\, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana\, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele\, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza. \nNon è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere\, giustizia e sopravvivenza politica\, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese. \nGenere: Documentario \nRegia: Alexis Bloom \nDurata: 83 min \nCritica: Il potere logora anche chi ce l’ha. Benjamin Netanyahu primo ministro di Israele dal 1996 a 46 anni\, ha attraversato un trentennio mantenendo il comando ma subendo una serie di indagini e accusa che ne hanno minato la credibilità e modificato la sua politica che si è spostata in tempi recenti verso l’ala ultradestra del parlamento. \nIl documentario della regista sudafricana Alexis Bloom ( Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg \, Divide et Impera: La vera storia di Roger Alies\, Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds ) mostra gli interrogatori di Netanyahu (dagli amici soprannominato “Bibi”) negli uffici della polizia israeliana tra il 2016 e il 2018. Non si sa come questo materiale sia pervenuto al produttore Alex Gibney\, ma quello che si vede e si sente è perturbante. Vengono mostrate le prove di regali (sigari di marca/champagne/gioielli di lusso)\, vengono sospettati favoritismi al produttore cinematografico americano Arnon Milchan ( Revenant \, LA Confidential )\, viene formulata l’accusa di tentativo di orientare l’opinione pubblica con l’aiuto dell’editore Arnon Mozes (presidente del quotidiano Yedioth Ahronoth) e l’appoggio di Shaul Elovitch proprietario di Bezeq ed Eurocomgroup la principale compagnia di telecomunicazioni in Israele (il sito Walla ! è sotto il suo controllo). \nA questo incandescente materiale di repertorio si inframezzano le interviste del giornalista Raviv Drucker ai più fidati collaboratori di Bibi tra i quali spicca l’ex ministro delle finanze Yair Lapid che denuncia il conflitto di interessi. Nel frattempo\, montano le proteste di gran parte dell’opinione pubblica che scende in piazza a manifestare: l’immagine più significativa è quella ripresa dall’alto di un’enorme bandiera israeliana con scritto SOS\, in un assembramento di decine di migliaia di persone. Formalizzate le accuse nel 2019\, il processo ha inizio nel marzo 2020 ma tra l’epidemia del Covid e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese che si è inasprito dal 7 ottobre 2023 per l’attacco terroristico di Hamas\, non è tuttora arrivato a un primo grado di giudizio. Mentre Benjamin Netanyahu si dichiara innocente e risponde alle domande degli investigatori con grande sicurezza e amnesie improvvise\, la moglie Sara e il figlio oltranzista Yair reagiscono verbalmente in maniera accesa\, accusando la polizia di volere complottare per fare crollare la leadership del primo ministro. Il documentario prende una piega preoccupante quando osserviamo la comparsa nei quadri dirigenziali apicali di personaggi ultranazionalisti come Bezalel Smotrich (Ministro delle Finanze) e Itamar Ben-Gvir (Ministro per la Sicurezza Nazionale) che non hanno alcuna remora in Parlamento a negare l’esistenza dello stato palestinese. Alcune battute del premier (“fatti più vicini i nemici” citazione da Il Padrino. 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La sensazione\, guardando queste immagini terribili e sentendo le testimonianze di chi ha subito la violenza nei territori occupati\, è che si sia varcato un punto di non ritorno. “Il tempo passa velocemente quando ci si diverte” (è la frase raggelante con cui si chiude il Found Footage degli interrogatori della polizia) ma per tanti bambini e civili innocenti il tempo si è fermato e non si può che piangere il loro cielo scomparso. Come dice Wajdi Mouawad nel suo celebre romanzo Anima: “Il cielo non ha mai visto niente di più bestiale dell’uomo”. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Palestina 36 – Quando tutto ebbe inizio
DESCRIPTION:PALESTINA 36 – QUANDO TUTTO EBBE INIZIO\nSabato 24 ore 18\,30 \n#palestina36 \nPalestina 36 – Quando tutto ebbe inizio\, il film diretto da Annemarie Jacir\, è ambientato in Palestina nel 1936\, sotto il dominio coloniale britannico. In un’epoca segnata da profondi cambiamenti\, seguiamo la storia di Yusuf (Karim Daoud Anaya)\, un giovane che si muove tra la calma apparente del suo villaggio rurale e la tensione caotica della Gerusalemme mandataria. Yusuf sogna un futuro diverso\, ma si trova presto coinvolto in un mondo in rapida trasformazione. Con lo sfondo della rivolta araba del 1936\, la più lunga e significativa insurrezione palestinese contro il dominio britannico\, il film intreccia storie personali con eventi politici. L’arrivo di immigrati ebrei in fuga dall’antisemitismo europeo\, il tramonto dell’Impero Ottomano e la crescente tensione tra sogni di autodeterminazione e imposizione coloniale. \nOltre a Yusuf\, c’è anche Afra (Wardi Eilabouni)\, giovane donna che affronta il cambiamento con la guida amorevole della nonna Hanan (Hiam Abbass). Poi incontriamo Khalid (Saleh Bakri)\, un lavoratore portuale disilluso trascinato suo malgrado nel cuore della ribellione e infine l’algido funzionario britannico (Jeremy Irons)\, simbolo di un impero in declino che fatica a contenere il fermento popolare. \nNon è solo il racconto di un’epoca\, ma anche una riflessione sul presente\, un’opera visivamente potente che illumina un nodo fondamentale della storia contemporanea con uno sguardo umano e profondamente empatico. \nGenere: Drammatico\, Storico \nRegia: Anne-Marie Jacir \nAttori: Jeremy Irons\, Liam Cunningham\, Billy Howle\, Robert Aramayo\, Hiam Abbass\, Christopher Villiers\, Sam Hoare\, Yumna Marwan\, Yasmine Al Massri\, Saleh Bakri\, Dhaffer L’Abidine\, Sofia Asir\, Adam Lawrence \nDurata: 118 min \nCritica: Palestina 36. Quando tutto ebbe inizio non è solo una rievocazione storica ma una lezione sul senso di appartenenza e l’obbligo della memoria. Bisogna partire dal presente per guardare il film di Annemarie Jacir. Racconta l’inizio della prima grande rivolta palestinese di massa contro l’occupazione britannica e il movimento sionista\, avvenuto nel 1936 e che ha portato alla condizione attuale\, al presente. \nYusuf è un giovane palestinese diviso tra il suo villaggio e il lavoro a Gerusalemme: emblema della frattura tra il mondo rurale dedito alla tradizione e alla comunità e quello raffinato sotto l’autorità del governo britannico. La sua figura lega tutti i personaggi della storia: le persone del suo villaggio\, schiacciati\, piedi in testa\, dal colonialismo britannico\, intensificato dall’arrivo dei rifugiati ebrei\, e chi perpetra questo sopruso con ferocia e arroganza\, tra cui c’è Jeremy Irons nel ruolo dell’Alto Commissario Arthur Wauchope. \nMolti sono i fili del racconto ed è avvincente perdersi tra i personaggi. Il valore è duplice: oltre ad accrescere una trama speziata e stimolante\, i personaggi offrono la possibilità di ampliare lo sguardo storico. Così\, tra chi imbraccia fucili\, chi indice scioperi e chi si prende cura dei rivoluzionari si percepisce che non c’è alternativa alla resistenza. Emerge anche la figura di Khouloud\, coraggiosa giornalista\, parte della resistenza palestinese non armata e moglie di un ricco palestinese che non disdegna di mantenere contatti con i colonizzatori. Khouloud oppone la penna alle violenze britanniche e risveglia un senso di appartenenza forse perduto. Di fronte agli orrori compiuti dall’esercito\, l’indifferenza diventa un lusso inaccettabile e la sua lotta un monitor universale. \nL’ultima scena è un atto di appartenenza e un invito al tempo stesso. Mentre sfila un corteo di protesta\, Khouloud risponde al marito\, che propone di tornare a casa per pranzo\, lasciandogli la fede tra le mani e raggiungendo il corteo. L’invito a sentire ed appartenere ad un ideale al punto da mettere in discussione tutto il resto è commuovente e forse irripetibile. E in questo punto il film apre nuovamente al presente. È possibile oggi avere un senso di appartenenza simile verso qualcosa? \nPalestina 36. Quando tutto ebbe inizio è efficace nelll’alternare le immagini di repertorio e le riprese di Jacir\, che ha molto insistito per tornare in Palestina\, ritenendo importante l’autenticità dei luoghi. Questo perché anche la realizzazione del film si è confrontata con il presente. Dopo gli avvenimenti del 7 ottobre 2023\, la produzione è prima stata sospesa e poi trasferita in Giordania. Nonostante le difficoltà e le pressioni per filmare altrove (come Cipro o Malta)\, Jacir è voluta tornare in Palestina dove per quattro volte ancora le riprese sono state interrotte\, ma dove infine ha ritrovando i colori e il calore di un paese sano ed autentico. Questa condizione ha portato la regista ad interrogarsi circa l’importanza di questo film di cui\, afferma\, se ne sia accorta una volta finito\, quando ha realizzato che per capire il presente bisogna conoscere il passato. Palestina 36 racconta il passato\, il finale è qui ed ora. \nDiretto da Annemarie Jacir\, una delle voci più importanti del cinema palestinese contemporaneo\, il film racconta la Grande Rivolta del 1936 contro il Mandato britannico\, un momento decisivo nella storia della regione e alle origini della resistenza palestinese moderna. \nPALESTINA 36 – Quando tutto ebbe inizio è un film fondamentale perché ci ricorda che il presente non nasce dal nulla\, ma affonda le sue radici nella storia. Solo attraverso la conoscenza e la memoria possiamo provare a comprendere la complessità del mondo che ci circonda. \nGrazie a chi sceglierà di accompagnarci in questo percorso. \nPerché alcuni film non si limitano a essere visti: hanno bisogno di essere condivisi\, discussi e vissuti insieme. \nVogliamo ringraziare di cuore tutte le persone e le realtà che hanno scelto di sostenere questo percorso e di dare voce al film: Fabrizio Gifuni\, Francesca Albanese\, Luisa Morgantini\, Riccardo Noury\, Amnesty International Italia\, Nazra Palestine Short Film Festival\, Assopace Palestina\, Cultura è Libertà e tutti coloro che\, con le loro parole e il loro impegno\, hanno contribuito a far arrivare questa storia a un numero sempre maggiore di persone. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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DESCRIPTION:THE BIBI FILES\nDomenica 25 ore 18\,30 \n#thebibifiles \nIl film vietato in Israele che Netanyahu ha cercato di fermare arriva in Italia alla vigilia delle elezioni. \nA poche settimane dalle elezioni che potrebbero decidere il futuro politico di Netanyahu\, arriva nei cinema italiani THE BIBI FILES\, l’esplosivo documentario diretto da Alexis Bloom e prodotto dal premio Oscar Alex Gibney. Al centro del film ci sono immagini straordinarie e mai viste prima: le registrazioni degli interrogatori della polizia israeliana a Benjamin Netanyahu\, alla moglie Sara\, al figlio Yair\, ai suoi collaboratori e ad alcuni dei più potenti uomini d’affari del Paese\, realizzate nell’ambito delle indagini per corruzione che hanno portato all’incriminazione del Primo Ministro israeliano. \nCentinaia di ore di materiale riservato\, trapelato fuori da Israele\, permettono per la prima volta di osservare Netanyahu lontano dai comizi\, dalle conferenze stampa e dalla comunicazione ufficiale: non il leader davanti alle telecamere\, ma l’uomo interrogato dalla polizia\, chiamato a rispondere delle accuse che da anni accompagnano la sua carriera politica. Sigari\, champagne\, regali di lusso\, favori\, rapporti con miliardari e pressioni sul sistema dell’informazione. Ma THE BIBI FILES va molto oltre l’inchiesta giudiziaria. \nAttraverso testimonianze\, materiali d’archivio e gli interrogatori segreti\, il film ricostruisce il sistema di potere costruito intorno alla famiglia Netanyahu e pone una domanda molto più inquietante: fino a che punto la necessità di sopravvivere politicamente e giudiziariamente può condizionare le decisioni di un leader? \nIl documentario segue così il filo che unisce le accuse di corruzione\, il progressivo avvicinamento di Netanyahu all’estrema destra israeliana\, lo scontro sul sistema giudiziario e la trasformazione politica di Israele\, fino alla tragedia del 7 ottobre e alla guerra a Gaza. \nNon è soltanto il ritratto di Benjamin Netanyahu. È un’indagine sul rapporto tra potere\, giustizia e sopravvivenza politica\, e su ciò che può accadere a una democrazia quando il destino personale di un leader finisce per intrecciarsi con quello di un intero Paese. \nGenere: Documentario \nRegia: Alexis Bloom \nDurata: 83 min \nCritica: Il potere logora anche chi ce l’ha. Benjamin Netanyahu primo ministro di Israele dal 1996 a 46 anni\, ha attraversato un trentennio mantenendo il comando ma subendo una serie di indagini e accusa che ne hanno minato la credibilità e modificato la sua politica che si è spostata in tempi recenti verso l’ala ultradestra del parlamento. \nIl documentario della regista sudafricana Alexis Bloom ( Catching Fire: The Story of Anita Pallenberg \, Divide et Impera: La vera storia di Roger Alies\, Bright Lights: Starring Carrie Fisher and Debbie Reynolds ) mostra gli interrogatori di Netanyahu (dagli amici soprannominato “Bibi”) negli uffici della polizia israeliana tra il 2016 e il 2018. Non si sa come questo materiale sia pervenuto al produttore Alex Gibney\, ma quello che si vede e si sente è perturbante. Vengono mostrate le prove di regali (sigari di marca/champagne/gioielli di lusso)\, vengono sospettati favoritismi al produttore cinematografico americano Arnon Milchan ( Revenant \, LA Confidential )\, viene formulata l’accusa di tentativo di orientare l’opinione pubblica con l’aiuto dell’editore Arnon Mozes (presidente del quotidiano Yedioth Ahronoth) e l’appoggio di Shaul Elovitch proprietario di Bezeq ed Eurocomgroup la principale compagnia di telecomunicazioni in Israele (il sito Walla ! è sotto il suo controllo). \nA questo incandescente materiale di repertorio si inframezzano le interviste del giornalista Raviv Drucker ai più fidati collaboratori di Bibi tra i quali spicca l’ex ministro delle finanze Yair Lapid che denuncia il conflitto di interessi. Nel frattempo\, montano le proteste di gran parte dell’opinione pubblica che scende in piazza a manifestare: l’immagine più significativa è quella ripresa dall’alto di un’enorme bandiera israeliana con scritto SOS\, in un assembramento di decine di migliaia di persone. Formalizzate le accuse nel 2019\, il processo ha inizio nel marzo 2020 ma tra l’epidemia del Covid e lo scoppio del conflitto israelo-palestinese che si è inasprito dal 7 ottobre 2023 per l’attacco terroristico di Hamas\, non è tuttora arrivato a un primo grado di giudizio. Mentre Benjamin Netanyahu si dichiara innocente e risponde alle domande degli investigatori con grande sicurezza e amnesie improvvise\, la moglie Sara e il figlio oltranzista Yair reagiscono verbalmente in maniera accesa\, accusando la polizia di volere complottare per fare crollare la leadership del primo ministro. Il documentario prende una piega preoccupante quando osserviamo la comparsa nei quadri dirigenziali apicali di personaggi ultranazionalisti come Bezalel Smotrich (Ministro delle Finanze) e Itamar Ben-Gvir (Ministro per la Sicurezza Nazionale) che non hanno alcuna remora in Parlamento a negare l’esistenza dello stato palestinese. Alcune battute del premier (“fatti più vicini i nemici” citazione da Il Padrino. Parte II ) e alcune operazioni finanziarie canalizzate attraverso il Qatar\, suggeriscono l’ipotesi che la forza distruttiva di Hamas possa essere stata alimentata proprio dalla parte israeliana. \nVietato in Israele dove circola attraverso lo streaming illegale\, The Bibi Files è un documentario sconvolgente che suggerisce che l’inasprimento del conflitto tra Israele e Palestina sembra sia scaturito dal tentativo del premier Benjamin Netanyahu di spostare l’attenzione dalle inchieste giudiziarie che lo vedono coinvolto\, inasprendo i livelli di violenza e provocando\, con indiscriminati bombardamenti a tappeto\, un enorme lascito di morte e distruzione (oltre 72000 palestinesi deceduti nella Striscia di Gaza). La sensazione\, guardando queste immagini terribili e sentendo le testimonianze di chi ha subito la violenza nei territori occupati\, è che si sia varcato un punto di non ritorno. “Il tempo passa velocemente quando ci si diverte” (è la frase raggelante con cui si chiude il Found Footage degli interrogatori della polizia) ma per tanti bambini e civili innocenti il tempo si è fermato e non si può che piangere il loro cielo scomparso. Come dice Wajdi Mouawad nel suo celebre romanzo Anima: “Il cielo non ha mai visto niente di più bestiale dell’uomo”. \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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