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SUMMARY:Venerdì al cinema: Sorry we missed you
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SUMMARY:Cinema Columbia: Serpenti
DESCRIPTION:SERPENTI \n\nVenerdì 9 ottobre – ore 21:15\nDomenica 11 ottobre – ore 17:30\n\nVi aspettiamo! \nVi ricordiamo che è possibile prenotare online il proprio posto in sala \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/ \nPRENOTA I TUOI POSTI SUL SITO\, PAGA IN CASSA ! \nPREZZI BIGLIETTI: \nINTERO: 6\,00 EURO \nRIDOTTO: 5\,00 EURO (dai 5 ai 12 anni/over 65) \n\n\nCinema Columbia\nVia Vittorio Veneto\, 1\n16019 Ronco Scrivia GE\nTel. 010 965 7020 \n \n\n\nSONO APERTE LE PRENOTAZIONI ONLINE \n\nSegui le istruzioni e prenota il tuo posto al cinema \n1) Vai sul sito www.cinemacolumbia.it oppure inquadra il codice QR \n2) Scegli i tuoi posti (max 10 a persona) \n3) Presenta la prenotazione e paga alla cassa \nRICORDA che la prenotazione deve essere convalidata in cassa entro 15 minuti dall’inizio del film. \nVi aspettiamo \nLink sito: http://www.cinemacolumbia.it/
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: Serpenti
DESCRIPTION:ALLORA BALLIAMO \nIn programmazione venerdì 9 ottobre ore 15:30 “Al cinema con tè” e ore 21:00 \nBiglietto € 6\,00 \nRegia di Amélie Bonnin con Juliette Armanet\, Bastien Bouillon\, François Rollin\, Tewfik Jallab\, Dominique Blanc. Genere Drammatico\, – Francia\, 2025\, durata 94’ \nMentre Cécile sta per realizzare il suo sogno\, aprire il suo ristorante gourmet\, deve tornare al villaggio della sua infanzia in seguito all’infarto del padre. Lontana dal fermento parigino\, ritrova il suo amore di gioventù. I ricordi riaffiorano e le sue certezze vacillano… \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=fWYMLzPBGsI \nCinema Teatro Arlecchino \nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Serpenti
DESCRIPTION:SERPENTI\nSabato 3 e domenica 4 ore 18\,30\nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. Tragicomico e kafkiano\, Serpenti affronta il tema della violenza di genere evitando un approccio facile e retorico. Il commissariato diventa una sorta di modellino della società\, dove\, nell’arco di un’unica giornata\, un uomo che ha ucciso sua moglie prova invano a costituirsi. Il suo percorso si sviluppa attraverso una serie di incontri con personaggi che\, per ragioni diverse\, si dimostrano incapaci di dare il giusto peso alla sua vicenda e alla gravità di ciò che ha commesso\, trasformando la sua ricerca di una punizione in un paradosso sempre più grottesco e drammaticamente credibile. \nEd è esattamente così. \nUn’Italia in miniatura dove persino l’orrore deve mettersi in fila. \nIl tema è drammatico\, ma le situazioni possono essere genuinamente esilaranti. \nEd è proprio qui che il film rischia di più. \nSi può ridere dentro una storia che nasce da un femminicidio? \nSì\, se l’oggetto del riso non è mai la donna assassinata. \nSerpenti non ride della vittima. Ride dell’inadeguatezza degli altri\, della nostra capacità di trasformare persino l’orrore in routine\, del linguaggio amministrativo che anestetizza ciò che tocca\, della società che trova sempre una formula per evitare di guardare frontalmente la violenza. \nPresentato in anteprima alla 83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nella sezione Venezia Spotlight. Serpenti è diretto da Roberto De Paolis Maino\, già autore di Cuori puri e Princess\, e nasce da un soggetto di Damiano e Fabio D’Innocenzo\, che firmano la sceneggiatura insieme al regista. \nGenere:Commedia Nera \nRegia: Roberto De Paolis \nAttori: Leonardo Lidi\, Alessandro Borghi\, Pietro Castellitto\, Valeria Golino \nDurata:93 min \nCritica: Un’opera efficace che\, nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento. e va dritto al cuore delle cose. \nPaolo Marra ha ucciso sua moglie\, senza un perché. Divorato dal senso di colpa\, decide di costituirsi: vuole pagare\, scontare la pena\, ridare dignità alla donna che ha ucciso e a sé stesso. Tra poliziotti distratti\, avvocati zelanti\, cartomanti e complicati cavilli burocratici\, nessuno lo prende sul serio. L’uomo si scopre vittima di un paradosso kafkiano: per quanto lo desideri\, non riesce a farsi arrestare. Il perfetto capro espiatorio di una società grottesca che ignora chi vuole redimersi. \nNell’interessante percorso di Roberto De Paolis Maino di osservazione della realtà\, dopo Cuori puri e Princess\, ecco Serpenti solo apparentemente slegato dal mondo reale ma che\, proprio nella cifra del grottesco\, crea un ribaltamento profondo che va al cuore delle cose. \nMerito sicuramente della sceneggiatura\, scritta dai Fratelli D’Innocenzo insieme al regista\, che costruisce sapientemente l’assurdità della vicenda di un uomo che si costituisce alla Polizia reo confesso dell’omicidio della moglie ma che entra all’interno di un iter burocratico kafkiano in cui non riesce ad affermare la sua colpevolezza. Naturalmente l’utilizzo del tono grottesco è paradossale per cercare di raccontare come la violenza sulle donne faccia magari più fatica a essere immediatamente percepita come tale. \nEcco allora il primo essere umano con il quale si confronta il protagonista del film – uno straordinario Leonardo Lidi (ma è proprio la scelta e la direzione di tutti gli attori uno degli aspetti più apprezzabili) – ossia il piantone di Polizia interpretato da Daniele Parisi\, a circoscrivere il perimetro di azione del reo confesso che\, da quel momento in poi\, non riuscirà più a esercitare la sua volontà di scontare la sua pena per il reato che ha commesso. Ci sono prima le carte da compilare e poi bisogna convincere il dirigente di Polizia «perché sa quante persone vengono qui ogni giorno a dire di aver fatto questo o quello?»\, dice il personaggio interpretato da Alessandro Borghi. A lui il compito di rallentare ancora di più il processo di verifica della situazione raccontata dall’omicida che\, sempre in maniera paradossale\, inizia a dubitare di essere stato veramente lui il colpevole. \nIn questo ribaltamento della realtà\, il carico\, diciamo così\, da novanta lo butta giù il suo avvocato d’ufficio (Pietro Castellitto) che\, per mestiere\, è già convinto di poter dimostrare l’innocenza del suo assistito e quindi di poterlo scagionare dando tutte le colpe delle motivazioni e addirittura della azione omicida alla moglie stessa. Anche la misteriosa figura della cartomante (Valeria Golino) lavora per instillare nel protagonista l’idea di reiterare il suo delitto per liberarsene. Siamo lontani da quello che era più un giallo dell’anima\, il capolavoro di Giuseppe Tornatore Una pura formalità girato all’interno di un commissariato\, ma\, anche in Serpenti\, il meccanismo paradossale inserito in testa al film e portato avanti per tutta la sua durata curiosamente non stanca perché la sceneggiatura e la regia hanno la capacità di lavorare su piccoli detour narrativi e su scelte formali (grazie anche al montaggio di Paola Freddi) che accompagnano con forza l’idea iniziale. \nMolto efficace è anche la scenografia\, per esempio quella del commissariato\, che rende assolutamente realistico e riconoscibile il mondo in cui il protagonista si muove e che\, ognuno di noi\, anche solo per aver fatto il passaporto\, ha in un certo qual modo lambito. Ecco è proprio questa restituzione di una vicinanza dei meccanismi burocratici dello Stato a rendere il film molto più inquietante di quello che potrebbe sembrare perché il grottesco\, alla fine\, si trasforma in realismo. \n Cinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Digger
DESCRIPTION:DIGGER\nDa giovedì 1 a domenica 4 ore 21\,00\nSabato 10 e domenica 11 ore 18\,30 \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un eccentrico e potentissimo magnate del petrolio\, invecchiato\, sovrappeso\, e con un marcato accento texano nella versione originale. Il personaggio è al centro di quella che Warner Bros descrive come una “commedia di proporzioni catastrofiche”: dopo aver contribuito a provocare una crisi globale\, Digger intraprende una disperata corsa contro il tempo per convincere il mondo di esserne il salvatore. \nLe brevi sequenze mostrate anticipano un film dai toni surreali e caotici\, tra folle inferocite\, incendi\, aerei da combattimento e momenti di comicità grottesca\, confermando la natura decisamente insolita del progetto rispetto alla filmografia recente sia di Cruise sia dello stesso Iñárritu. \nGenere: Commedia\, Avventura\nRegia: Alejandro González Iñárrit\nAttori: Tom Cruise\, Jesse Plemons\, John Goodman\, Sandra Hüller\, Michael Stuhlbarg\, Sophie Wilde\, Emma D’Arcy\, Riz Ahmed\, Pip Torrens\, Corey Johnson\, Cullen Moss\, Joe Hurst\nDurata: 128 min \nCritica: Digger\, il nuovo film del premio Oscar Alejandro Iñárritu\, offre lo sguardo all’incredibile trasformazione di Tom Cruise in quello che si preannuncia come uno dei ruoli più insoliti e ambiziosi della sua carriera. \nIn Digger\, Cruise interpreta Digger Rockwell\, un ex magnate petrolifero texano\, trasformato in un uomo corpulento\, con capelli radi\, un marcato accento del Sud degli Stati Uniti e un pesante trucco prostetico che lo rende quasi irriconoscibile. È probabilmente il ruolo meno “tomcruisiano” dai tempi dell’indimenticabile Les Grossman di Tropic Thunder. \nLa trama segue l’uomo più potente del mondo\, convinto di essere l’unico in grado di salvare l’umanità dopo aver provocato lui stesso una devastante catastrofe ecologica globale. Quando il disastro minaccia di distruggere il pianeta\, Rockwell viene incaricato di trovare una soluzione impossibile\, trasformando la propria ossessione salvifica in una missione disperata. \nIl trailer conferma le indiscrezioni circolate negli ultimi mesi e lascia intuire una miscela di satira politica\, commedia nera e disaster movie\, con un tono che richiama inevitabilmente Il dottor Stranamore di Stanley Kubrick. Le immagini\, caratterizzate da una composizione fortemente simmetrica e da un’estetica volutamente eccentrica\, ricordano inoltre il cinema di Roy Andersson. \nTra le sorprese spicca anche John Goodman\, che interpreta il Presidente degli Stati Uniti\, descritto come un comandante in capo che si addormenta nei momenti meno opportuni e affida proprio a Digger il compito di salvare il mondo. \nDurante la presentazione del trailer\, Tom Cruise ha commentato con una frase destinata a far discutere: “Mi ci sono voluti 40 anni per diventare questo personaggio.” Un’affermazione che sembra già alimentare le prime speculazioni su una possibile corsa agli Oscar per un’interpretazione completamente agli antipodi rispetto ai ruoli action che hanno reso celebre l’attore. \nIl film è scritto da Alejandro Iñárritu insieme ai premi Oscar Alexander Dinelaris e Nicolás Giacobone\, oltre a Sabina Berman\, sulla base di una storia sviluppata dallo stesso regista con la scrittrice messicana. \nDietro la macchina da presa torna anche gran parte della squadra creativa che ha accompagnato Iñárritu nei suoi lavori più celebrati: il tre volte premio Oscar Emmanuel Lubezki firma la fotografia\, realizzata interamente in VistaVision (formato cinematografico introdotto negli anni 50\, con pellicola in 35 mm a scorrimento orizzontale\, da non confondere con l’IMAX in 65 mm\, ndr)\, mentre il trucco su Tom Cruise è affidato all’altro premio Oscar Kazu Hiro. \nSecondo le prime impressioni\, Digger potrebbe rivelarsi tanto un capolavoro quanto un clamoroso azzardo creativo\, ma una cosa appare già certa: sarà uno dei film più discussi della stagione cinematografica autunnale. \nStella Delmattino\, ilcineocchio.it \n“Non c’è niente di meglio che trovarsi fisicamente e metaforicamente sull’orlo di un precipizio e dire: ‘Facciamolo’”\, ha dichiarato Tom Cruise\, parlando con un gruppo di giornalisti internazionali durante l’evento stampa di presentazione del trailer ufficiale di Digger. “Mi fido di te\, e qualunque cosa faremo\, so che sarà un’esperienza incredibile. Uniamoci e facciamolo. Facciamolo tutti insieme.” \n“Non ho mai avuto qualcosa che potesse mettermi alla prova in questo modo”\, spiega. “E nemmeno Alejandro quando abbiamo iniziato\, mai. Quando vedrete questo film\, vi renderete conto che è totalmente originale.” \nMatteo Regoli\, cinema.everyeye.it \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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SUMMARY:Cinema Teatro Arlecchino: Francesco Guccini - Fra la Via Emilia e il West
DESCRIPTION:Francesco Guccini – Fra la Via Emilia e il West \nIn programmazione giovedì 1 ottobre – ore 21:00 \nBiglietto € 6\,00 \nRegia di Giuliano Nicastro con Francesco Guccini. Genere Concerto – Italia\, 2024\, durata 90′ \nFrancesco Guccini: fra la Via Emilia e il West porta sul grande schermo la versione completamente restaurata del concerto di Francesco Guccini del 21 giugno 1984\, filmato a Bologna. Una serata emozionante e straordinari che può far rivivere ai fan con la magia del cinema le stesse sensazioni provate decenni prima \nIn quel 21 giugno Bologna venne invasa dai fan di Guccini\, oltre 160 mila\, tutti accorsi per il concerto\, divenuto un evento musicale senza precedenti. Sul Palco di Piazza Maggiore\, insieme a lui\, si esibirono suoi amici e colleghi\, come Lucio Dalla\, Paolo Conte\, I Nomadi e tantissimi altri artisti. \nGUARDA IL TRAILER: https://www.youtube.com/watch?v=BLS4NcTmNk8 \nCinema Teatro Arlecchino \nVia XX Settembre\, 92\, 27058 Voghera PV\nTel: 0383 645149\nE-mail : cinema.arlecchino@gmail.com \nORARI DI APERTURA:\n-venerdì\,sabato e lunedì dalle 20.30 alle 23.00\n-domenica dalle 17.00 alle 23.00
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SUMMARY:"Ritorno al tratturo" Proiezione e Tavola rotonda sulle Aree Interne
DESCRIPTION:“Ritorno al tratturo” Proiezione e Tavola rotonda sulle Aree Interne \nCosta Vescovato | Culturale \n4 Settembre 2026 \nDescrizione \nIn seguito alla proiezione del recente documentario Ritorno al tratturo (2026)\, stiamo organizzando una tavola rotonda aperta a cittadinanza\, organizzazioni del territorio ed istituzioni per parlare di sfide\, bisogni e opportunità per chi decide di vivere e lavorare nelle aree interne. \nIl docufilm ripercorre gli antichi percorsi della transumanza nell’entroterra molisano incontrando persone che hanno scelto di restare\, tornare o avviare nuove attività nei territori rurali. Da questi incontri emerge uno scenario molto vicino al nostro territorio appenninico: queste esperienze affrontano infatti sfide comuni come lo spopolamento\, la progressiva perdita dei servizi e la difficoltà di rendere stabili iniziative spesso fragili e isolate. \nIn seguito alla proiezione\, che vedrà presenti il regista Francesco Cordio e il ricercatore e membro della rete Riabitare l’Italia Filippo Tantillo\, vogliamo aprire un confronto informale e moderato su come rendere realmente abitabili e vitali i territori interni\, quali sfide è necessario affrontare e quali ruoli possono assumere i diversi attori presenti sul territorio. \nCi interessa dare spazio sia al punto di vista delle istituzioni\, che a quello delle varie reti e organizzazioni sociali nate direttamente dalle comunità. La domanda che vorremmo porre al centro dell’incontro è proprio questa: \nIn che modo la politica locale può intervenire e attraverso quali reti e alleanze è possibile trasformare esperienze ancora isolate in una reale possibilità di futuro? \nInfo \n– ore 20:30 proiezione\n– ore 21.30: tavola rotonda – interverranno il regista Francesco Cordio e il ricercatore territorialista Filippo Tantillo. \nIndirizzo e contatti \nvia Sarizzola La Campeggia – 15050 Costa Vescovato \nTelefono: +39 379 297.8231\nE-mail: lacampeggia@unatresca.it
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SUMMARY:Cinema sotto le stelle: Le assaggiatrici
DESCRIPTION:21.15  \ningresso gratuito 
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SUMMARY:Concorto Film Festival
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SUMMARY:Blue Bridge - Cinema & Pic-Nic sotto le stelle: Checco Zalone
DESCRIPTION:Blue Bridge – Cinema & Pic-Nic sotto le stelle.\nImmagina questo: \nIl fresco ritassante del torrente \nUn pic-nic steso sul greto in una cornice insolita e incredibilmente affascinante Un bel film sotto la volta celeste \nLa nostra birra artigianale\, ghiacciata al punto giusto \nPer la serata forniremo la nostra speciale Pic-Nic Bag: un cestino goloso pronto per gustarvi la cena direttamente sul greto del torrente\, abbinato ovviamente alle nostre birre. \nZero pensieri\, solo relax e magia. \nUn’atmosfera unica\, buon cibo e la compagnia perfetta. Che modo migliore per iniziare agosto? \nQuando: Giovedì 6 Agosto \nDove: Al Birrificio (sul greto del torrente) \nI posti e le Pic-Nic Bag sono limitati! La prenotazione è obbligatoria per assicurarvi il vostro cestino al 335-5700629 – INGRESSO LIBERO CON CONSUMAZIONE PIC NIC
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SUMMARY:Cinema in piazzetta: Moulin Rouge!
DESCRIPTION:Cinema in piazzetta \nSan Sebastiano Curone | Spettacolo \nNel suggestivo borgo di San Sebastiano Curone\, torna Cinema in Piazzetta\, la rassegna di cinema all’aperto inserita nel programma di Sconfinamenti Sonori – Musica\, parole e immagini sulle vie del sale. \nNella cornice di Piazzetta Solferino\, due serate estive dedicate al grande cinema\, da vivere sotto le stelle in un’atmosfera intima e coinvolgente. \nData:12 Agosto 2026 \nDescrizione \nNel suggestivo borgo di San Sebastiano Curone\, torna Cinema in Piazzetta\, la rassegna di cinema all’aperto inserita nel programma di Sconfinamenti Sonori – Musica\, parole e immagini sulle vie del sale. \nNella cornice di Piazzetta Solferino\, due serate estive dedicate al grande cinema\, da vivere sotto le stelle in un’atmosfera intima e coinvolgente. \nInfo \n– Mercoledì 12 agosto\, ore 21.15 – Moulin Rouge! (Baz Luhrmann\, 2001)\, uno spettacolare musical tra amore\, musica e passione. \nNell’ambito della rassegna è inoltre prevista una proiezione speciale di Fantasia (1940)\, dedicata agli ospiti della Casa di Riposo San Giuseppe. \nIngresso a offerta libera \nIndirizzo e contatti \npiazzetta Solferino – 15056 San Sebastiano Curone
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Il cinema ritrovato - Gli spostati
DESCRIPTION:GLI SPOSTATI \nLunedì 1: ore 21\,00 In versione originale sottotitolata \n(The Misfits\, USA/1961) di John Huston (124′) \nCelebriamo il 100° anniversario della nascita di Marilyn Monroe (1° giugno 1926) mettendo a disposizione dall’11 maggio – per tutta l’estate e oltre – 4 capolavori che la vedono protagonista  \nRestaurato da Academy Film Archive e The Film Foundation\, grazie al sostegno di Hobson/Lucas Family Foundation  \nSi ucciderebbero così anche i cavalli\, se non fosse per gli occhi malinconici d’una bionda. Troppe nuvole in viaggio nei cieli del Nevada\, troppe anime scorticate\, troppa Marilyn in declino psichiatrico. L’impossibilità\, qui\, è l’impossibilità di futuro\, il senso incombente della fine: “Un gioco della verità in cui è difficile discernere il confine tra vita e rappresentazione: è l’apoteosi di Gable che morì undici giorni dopo la fine delle riprese; la separazione di Marilyn Monroe da Miller\, preludio della sua tragica fine” (Morandini). (Paola Cristalli)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541 \n \n 
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Le città di pianura
DESCRIPTION:LE CITTA’ DI PIANURA Sabato 30: ore 19\,00 Domenica 31: ore 21\,00 Martedì 2: ore 21\,00\nUn film di FRANCESCO SOSSAI \nItalia/Germania – Commedia/Drammatico – 100′ \n \nUn road movie che riesce a raccontare un’Italia vera con una sua energia lenta /e sul finale commovente \nIl film di Francesco Sossai è una canzone triste\, stonata e meravigliosa. Scapigliato e avvinazzato\, tra Bukowski e la pianura Veneta. \nUn atto d’amore in cui funziona tutto  \nLa TRAMA : Le Città di Pianura\, il film diretto da Francesco Sossai\, si svolge in Veneto e segue la storia di Carlobianchi e Doriano (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla)\, due amici che hanno passato i cinquanta ma che si sentono ancora ragazzini\, ostinatamente aggrappati a un’eterna adolescenza. \nLa loro vita è fatta di bevute e di notti interminabili in cui fanno immancabilmente le ore piccole\, inseguendo sogni sfocati. Senza un soldo e senza una meta precisa\, hanno un solo rituale sacro: l’ultimo giro da un bar all’altro\, come se nel fondo di un bicchiere potessero ancora trovare un senso. Durante una di queste serate storte\, incrociano per caso Giulio (Filippo Scotti)\, un giovane studente di architettura dall’animo gentile e lo sguardo sognatore. \nQuello che doveva essere solo un incontro bizzarro si trasforma in un viaggio surreale attraverso la piatta vastità della pianura veneta\, tra rotonde deserte\, luci al neon e silenzi interrotti dal rombo del motore. A bordo di un’auto sgangherata e con due compagni improbabili al fianco\, Giulio si ritrova a scoprire un altro modo di guardare al mondo\, all’amore e al suo futuro. Un road movie malinconico e ironico\, che si muove al ritmo lento di una sbornia che passa\, lasciando il retrogusto dolceamaro della verità… \n \nLa RECENSIONE :  Pensavo spesso\, guardandolo\, che Le città di pianura è l’unica parafrasi italiana possibile di uno dei film sull’uso e abuso di alcool più belli di sempre\, Withnail & I\, uscito in Italia con l’improbabile titolo di Shakespeare a colazione. Lo intendo come un grande complimento\, avendo una venerazione per quel film diretto da Bruce Robinson\, e rimanendo commosso ogni volta dalla malinconia struggente che sta sotto alle vicende esilaranti dei suoi protagonisti. \nCerto\, Le città di pianura è solo in parte assimilabile a Withnail & I\, perché Francesco Sossai – che lo ha scritto con Adriano Candiago e l’ha diretto – dentro ci ha messo tanto altro. E però\, è proprio in virtù del divertimento\, ancora più della malinconia mai nichilista ma sempre vitale (e certo\, anche della sbronza perenne che qui dura una notte e un giorno e un’altra notte ancora) che emerge dal film\, che ho sentito molto questa vicinanza. \nSossai\, nel suo film\, in questa storia che vede protagonisti due cinquantenni in bisboccia perenne e in perenne rimpianto del passato\, che poi trascinano con loro un ventenne ingenuo e inesperto \, ha messo dentro tanto\, dicevamo. Ha messo dentro\, appunto\, una sorta di coming of age tardivo\, tanto per dirne una. Girovagando di bar in bar a bordo della loro Jaguar attraverso la provincia veneta\, Carlobianchi e Dori (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori) individuano per caso Giulio (Filippo Scotti)\, classico bravo ragazzo con gli occhiali\, di quelli che si sta facendo soffiare la ragazza di cui è chiaramente innamorato perché è tardi e deve andare a dormire; e senza dirselo\, e forse nemmeno pensarlo\, decidono che è ora di iniziare il ragazzo a un modo diverso di vivere la vita. Il loro\, appunto. Non sono Lucignoli\, o cattivi maestri\, ma due adulti mai cresciuti che aiutano un ragazzo che non sa vivere la capire come si fa; ma non per questo il candore di Giulio non avrà un qualche effetto su di loro. \nDa Giulio\, come viene detto in qualche modo verso la fine del film\, quando i tre finiscono a visitare la Tomba Brion progettata da Carlo Scarpa\, impareranno forse a avere una diversa visione della pianura\, e quindi della loro vita. Di certo Giulio l’ha imparato da loro. \nMa nelle Città di pianura Sossai parla anche della sua terra\, del nord-est\, del Veneto\, delle sue trasformazioni. Della crisi economica e della cementificazione nel nome della sacra infrastruttura\, ma tratteggia anche un’antropologia più profonda\, che è quella della provincia\, la cui geografia – come insegnava Carlo Mazzacurati\, che di certo per Sossai è stato un riferimento inevitabile – ha una profonda influenza sulle psicologie umane. E allora il film attraversa strade\, autostrade\, rotonde. Fa pause in bar scalcinati\, bacari veneziani\, pub in stile western\, aeroporti di provincia. Osserva villette a schiera\, palazzine di cemento\, case infestate da alluminio anodizzato e ville settecentesche in mano a nobili decaduti che – non a torto – rimpiangono la devastazione di una terra (mica di un territorio). Racconta esseri umani che non sembrano più in grado di avere un’identità\, una vista su un futuro\, nemmeno prossimo\, prossimissimo\, e galleggiano in un presente eterno e inevitabilmente alcolico. \nWithnail & I e Mazzacurati\, dicevamo\, ma nella risata e nel vitalismo che cercano di reprimere amarezze e malinconie Sossai prende qualcosa dalla migliore commedia all’italiana così come da personaggi come Jarmusch e Kaurismaki. Le città di pianura è un film imbevuto di ribellismo rock – e in questo senso la scelta azzeccatissima di Capovilla non pare casuale – e di irriverenza quasi punk\, senza però spigoli\, senza ritmi indiavolati. Perché i ritmi e lo spirito\, semmai\, sono quelli delle ballate folk\, delle struggenti canzoni del primo Tom Waits\, o di certo cantautorato di casa nostra. \nGrazie a questi umori e a queste sensibilità spesso così diverse\, grazie alla gestione di Sossai che non dimentica mai né dove mettere la macchina da presa né come muoverla\, che è attentissimo e affettuoso coi suoi attori/personaggi anche nel modo in cui vengono ripresi\, alla voglia che questo giovane regista ha di dire senza mai ostentare\, Le città di pianura diventa un piccolo grande film. \nE quell’ultimo bicchiere che non è mai davvero l’ultimo il segnale non di una resa o di una sconfitta – l’unico vero sconfitto del film\, interpretato da Andrea Pennacchi\, non beve mai\, nel presente – ma al contrario la ricerca di qualcosa di più\, il segnale di chi non rinuncia\, ma continua\, un bicchiere dopo l’altro\, con tutta la testardaggine e la sventatezza di cui si è capaci\, a voler vivere una vita il cui segreto\, per non parlare del senso\, sfuggono costantemente.  (di Federico Gironi – da ComingSoon)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Il silenzio degli altri
DESCRIPTION:IL SILENZIO DEGLI ALTRI Venerdì 29: ore 21\,00 Sabato 30: ore 21\,00 Domenica 31: ore 17\,00 – 19\,0 Lunedì 1: ore 19\,00 Martedì 2: ore 17\,00 – 19\,00 Un film di EVA LIBERTAD  Spagna – Drammatico – 100′  Il film è sottotitolato anche in Versione Doppiata per le Persone non-udenti Miglior film nella Sezione ‘Panorama’ al festival di Berlino  Candidato a 7 Premi Goya Vincitore di 3 Premi Goya La TRAMA : Il film diretto da Eva Libertad\, racconta la storia di Ángela (Miriam Garlo)\, una donna sorda che aspetta una figlia dal compagno Héctor (Álvaro Cervantes). La gravidanza porta con sé non solo l’attesa e la gioia\, ma anche una serie di interrogativi sul futuro rapporto con la bambina e sulla possibilità di crescerla in un mondo pensato quasi esclusivamente per chi sente. La quotidianità della coppia è fatta di un fragile equilibrio\, una rete di relazioni tra cui amici in gran parte sordi\, e dai genitori udenti di Ángela\, che faticano a comprendere davvero la prospettiva della figlia e insistono perché si adatti a una normalità che non le appartiene. Con la nascita della bambina\, la bolla protettiva in cui la coppia viveva si incrina. Emergono paure\, incomprensioni e dubbi. Ángela teme di non riuscire a entrare in sintonia con la figlia e con il mondo che la circonda\, mentre il rapporto con Héctor è costretto a ridefinirsi in una nuova e complessa dimensione. Affrontando la maternità\, Ángela si confronta con un senso di inadeguatezza che non nasce da lei\, ma da una società incapace di offrire reali strumenti di inclusione. Héctor è un compagno amorevole e solidale\, e le resta sempre accanto in questo percorso di trasformazione. Un ritratto intimo e potente di una donna che rivendica il diritto di essere madre alle proprie condizioni\, e una riflessione sensibile sulle dinamiche di coppia\, sulla disabilità e sull’urgenza di ripensare il mondo da prospettive troppo a lungo ignorate.  La RECENSIONE : Oltre La famiglia Beliér – e il relativo remake\, il fortunato CODA: I segni del cuore – c’è Sorda (Il silenzio degli altri nell’edizione italiana) lungometraggio d’esordio della spagnola Eva Libertad\, presentato nella sezione Panorama di Berlino 75. Che sin dal titolo si prende carico della disabilità e non solo la fa vedere ma anche “sentire”. Il tasso di verità più che di realismo è garantito dall’interpretazione di Miriam Garlo\, sorella della regista e attrice non udente che al suo personaggio\, Ángela\, porta in dote l’esperienza personale: quella della maternità\, qui raccontata attraverso lo spettro di chi deve fare i conti con un mondo che non sintonizzato sulle onde di chi non sente. Con leggerezza e serietà\, Sorda affronta l’ansia di due genitori (il compagno della protagonista è udente) che non sanno ancora se la bambina in arrivo ci sentirà o meno. È un travaglio emotivo che anticipa quella fisiologico e che si prolunga anche dopo il parto\, poiché per capire il destino della neonata bisogna aspettare qualche mese. Così l’avventura della gravidanza procede di pari passo con quella di una coppia alle prese con una società che non è su misura di tutti. Sorda germoglia dal cortometraggio omonimo\, con l’obiettivo di abbracciare con maggiore intensità la condizione di Ángela – e\, va da sé\, di Garlo – e studiare la complessità del rapporto tra udenti e non udenti\, sospeso tra adesione emotiva\, involontario pietismo e sottovalutazione del disagio. Libertad si incarica della sfida e scandaglia il mistero individuando nel silenzio stesso un rumore di fondo che crea straniamento e dolore\, trovando nel “coro” che si muove attorno ad Ángela la chiave d’accesso a una bolla altrimenti inscalfibile. Ed è il rapporto tra Gallo e Libertad a contribuire a un disegno dei comprimari così preciso\, dall’empatico partner (Álvaro Cervantes) ai genitori\, costruendo uno spaccato familiare che non ha la pretesa di dare voce a una comunità ma di restituire un’esperienza particolare nonché personale\, senza ricorrere ai cliché del sordo funzionale alla storia e alla retorica della privazione come ricchezza. In questo senso Sorda è un film accessibile e caldo\, davvero comprensibile a ogni latitudine\, che sbroglia la matassa senza enfatizzare il dramma\, arrivando infine a un epilogo dilaniante e non privo di angoscia perché in ascolto dell’alienante panorama sonoro della protagonista. (di Lorenzo Ciofani – Cinematografo)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541 \n \n 
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SUMMARY:Cinema Teatro Moderno: Michael
DESCRIPTION:Cinema Teatro Moderno\nVia Albesani\, Castel San Giovanni\, Italy\n0523 842261\ncinema.moderno.csg@gmail.com \n \n 
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SUMMARY:Il Cirro Capriccioso: Una battaglia dopo l'altra
DESCRIPTION:UNA BATTAGLIA DOPO L’ALTRA  \nLeonardo di Caprio\, Sean Penn\, Benicio del Toro e Chase Infinity nel capolavoro di Paul Thomas Anderson\, vincitore di 6 premi Oscar.  \nIl film dell’anno sugli schermi del Cirro venerdì 15 maggio alle 20:45.  \n \n 
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SUMMARY:Cinema Le Grazie di Bobbio: Corto che passione 11
DESCRIPTION:CORTO CHE PASSIONE \nVenerdì 15: ore 18\,30 \nDurata: 71 min  \n\n BRATISKA\n\ndi Gregorio Mattiocco (Italia 2025\, 16’\, ucraino con sottotitoli e italiano)  \nSceneggiatura: Alessandro Cedola\, Agnese Lama\, Gregorio Mattiocco  \nInterpreti: Hlib Tovstoluh\, Ruslan Hurak\, Edoardo Pesce  \nHlib e il fratellino Vlad vivono da ucraini rifugiati in Italia\, in condizioni precarie e senza che il maggiore intenda integrarsi. Quando un professore di Vlad si presenta a casa per il calo del suo rendimento scolastico\, questi finge che si tratti di un assistente sociale…  \nPremio speciale Nastro d’Argento; Cortinametraggio: 4 premi\, tra cui miglior film e Premio ANEC-FICE; Miglior corto Panorama Italiano ad Alice nella Città; 3 Premi a Roma Creative Contest  \n\n LE FAREMO SAPERE\n\ndi Beppe Tufarulo (Italia 2025\, 11’)  \nInterpreti: Giorgio Marchesi\, Antonia Fotaras\, Greta Cappelletti  \nUn colloquio di lavoro apparentemente normale rivela la disillusione e l’ironia dell’universo professionale contemporaneo.  \nCandidato al Nastro d’Argento; 22 festival internazionali e 8 premi\, tra cui 2 a Cortinametraggio  \n\n (IM)PERFETTA\n\ndi Nicolò Bressan Degli Antoni (Italia 2025\, 18’40”)  \nInterpreti: Federica Francellitti\, Lisa Luchetta\, Luna Shirin Rasia\, Valeria Solarino  \nElena ha 19 anni\, il ragazzo l’ha lasciata e davanti allo specchio si sente brutta e inadeguata\, fino a chiudersi in casa. A consolarla è Marta\, il cui profilo on line l’affascina: bella\, sicura di sé e pronta ad ascoltarla: un modello di perfezione\, fino alle amare sorprese…  \nMenzione speciale Nastri d’Argento per l’impegno nel sociale; Eventi speciali Mostra di Venezia  \n\n RUKELI\n\ndi Alessandro Rak (Italia/Svezia 2025\, animazione\, 5’30”)  \nJohann Wilhelm Trollmann\, di etnia sinti\, diventa campione dei pesi medi nella Germania nazista. Con la promulgazione delle leggi razziali viene privato del titolo e finirà internato nei campi di concentramento dove\, ridotto a uno scheletro\, combatte per l’ultima volta con un kapò nazista\, che lo riconosce e lo sfida.  \nNastro d’Argento miglior corto d’animazione; Premi a Los Angeles Italia\, Piccolo Festival\, Rome Independent Film Festival; fuori concorso a Orizzonti Corti\, Mostra di Venezia  \n\n ARCA\n\ndi Lorenzo Quagliozzi (Italia 2025\, 20’\, inglese con sottotitoli)  \nInterpreti: Serena Zini\, Andrea Dante Benazzo  \nAl culmine della guerra fredda\, di fronte alla minaccia nucleare\, un gruppo di registi hollywoodiani reduci dalle atrocità del secondo conflitto mondiale si unisce in un programma segreto. Un secolo dopo\, la loro eredità è la nostra ultima speranza.  \nNastro d’Argento miglior corto; Premio FEDIC SIC@SIC Mostra di Venezia 2025\, Miglior film Cinema Italià a Barcellona  \nCinema Le Grazie\nContrada dell’Ospedale\, 2\n29022 Bobbio\nTel. : 346 878 2077
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