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SUMMARY:Visite guidate al Castello di Rivalta
DESCRIPTION:Immerso nel verde lungo le rive del fiume Trebbia il Castello di Rivalta fu\, nei tempi passati\, uno dei più importanti baluardi militari dell’Emilia occidentale.\nRacchiuso tra antiche mura è uno dei pochissimi esempi di manieri circondati da un antico borgo medioevale.\nAttualmente il Castello si compone di circa cinquanta ambienti alcuni dei quali aperti alle visite guidate\, altri destinati ad abitazione privata.\nSono visitabili il salone d’onore\, la sala da pranzo\, la cucina\, le cantine\, le prigioni\, le camere da letto\, la torre\, il Museo del costume militare che conserva numerose testimonianze storiche di eventi quali la battaglia di Lepanto e il Risorgimento italiano\, e si sviluppa in diverse sezioni. \nVISITE GUIDATE AL CASTELLO DI RIVALTA: \nLe visite sono solo guidate in quanto il castello é una casa privata. \nOrari di visite e tariffe  \nIl Castello é aperto tutto l’anno da Gennaio a Dicembre. Vi sono solo visite guidate in quanto il Castello è una casa privata. \nORARI 2025/2026  \nLunedì\, Martedì\, Mercoledì\, Giovedì: visite alle ore 11.00 15:30 \nVenerdì: visite alle ore 11:00 e 15:30 \nSabato: visite alle ore 11:00\, 14:00\, 15:20\, 16:40\, 18:00* \nDomeniche e tutti i festivi: visite alle ore 10:30\, 12:00\, 14:00\, 15:20\, 16:40\, 18:00*   \n*inizio ultima visita guidata   \nLa prenotazione è obbligatoria per tutte le visite  \nIn ottemperanza alla normativa anti COVID 19 le visite si svolgeranno con gruppi contingentati composti da massimo 30 persone.  \nAttualmente il Castello di Rivalta si compone di circa cinquanta ambienti\, dei quali parte è aperta a visite guidate\, parte è destinata ad abitazione privata.  Il Castello di Rivalta è aperto per visite guidate tutti i giorni dell’anno ad eccezione del 25 dicembre.  \nSI COMUNICA CHE \nil Castello rimarrà chiuso al pubblico il 17 e il 23 MAGGIO\, il 4 LUGLIO\, 22 AGOSTO\, il 5 e 12 SETTEMBRE\, e il 25 DICEMBRE\, 2026  \nIl 26 DICEMBRE le visite saranno possibili solamente alle ore 11:00 \nLe visite guidate saranno regolarmente disponibili\, secondo calendario\, in tutti gli altri giorni. \nVisite guidate disponibili per un minimo di 2 persone.  \nSI COMUNICA CHE \nper le visite durante la settimana (da Ottobre a Febbraio)  è richiesta prenotazione ed è previsto un supplemento di 35€\, incluso il venerdì \n \nDal mese di Ottobre al mese di Marzo non verranno effettuate visite guidate alle ore 18:00  \nVISITE GUIDATE AL CASTELLO DI RIVALTA:  \n    \nL’accesso alle visite guidate è contingentato.  \nLa prenotazione è obbligatoria e cortesemente consigliata per evitare attese. A causa dei limiti di capienza e del maggiore afflusso\, il sabato\, la domenica e nei festivi l’ingresso ai visitatori non prenotati non può essere garantito.  \nLa biglietteria in sede é attive negli orari di apertura.  \nChiediamo quindi prenotare sempre tramite mail (tour@castellodirivalta.it)\, verificando preventivamente la disponibilità degli orari (cell: +39 339 298 7892). Portate con voi la prenotazione\, stampata o in formato digitale a display: sarà nostra cura controllarla all’ingresso. È importante presentarsi puntuali e comunque con non più di 5 minuti d’anticipo rispetto all’orario di prenotazione (per evitare assembramenti)  \nL’accesso ai gruppi è consentito con limitazioni di numero dei componenti e obbligo di prenotazione    \nIl servizio di guardaroba è sospeso. Vi raccomandiamo di portare con voi solo piccole borse perché non sarà possibile accedere con caschi\, zaini o borse voluminose. Si raccomanda di rispettare il distanziamento (almeno 1 metro dalle altre persone) nelle aree di sosta e nel percorso di visita\, di seguire i percorsi indicati dalla segnaletica e le indicazioni fornite dal nostro personale. I visitatori sono invitati a igienizzare le mani anche per l’uso delle toilette.   \nLe visite durante i giorni e gli orari di apertura\, si svolgono in lingua italiana.  \nSono possibili Visite Individuali e di Gruppo in altre lingue\, con orario di inizio a Vostra discrezione\, su prenotazione (preavviso di almeno 24 ore per la lingua inglese e di almeno una settimana per le altre lingue) e tramite il pagamento di un supplemento di 40 Euro. \nL’accesso ai cani è consentito\, previo l’utilizzo di guinzaglio e museruola per i cani di taglia grande. \nDato l’elevato numero di scale\, i passeggini e le carrozzine devono essere lasciati in biglietteria.  \nIl parco non è visitabile liberamente.  \nTIPOLOGIA VISITA  \nAES VISITA  \nPercorso guidato (gruppi di al massimo 30 persone) che comprende la facciata\, il cortile\, il salone d’onore\, la sala da pranzo\, la cucina\, la cantina e le prigioni – 30 minuti  \nARGENTUM VISITA  \nPercorso guidato ( gruppi di al massimo 30 persone) che comprende la facciata\, il cortile\, il salone d’onore\, la sala da pranzo\, la cucina\, la cantina\, le prigioni\, mostra di Vedute Ottiche\, le camere da letto\, la torre\, l’area museale\, la galleria con fuga dei salotti e sala da biliardo.  circa 1ora e 20 minuti  \n AURUM VISITA  \nPercorso identico all’ argentum visita (comprendente la facciata\, il cortile\, il salone d’onore\, la sala da pranzo\, la cucina\, la cantina\, le prigioni\, le camere da letto\, la torre\, l’area museale\, la galleria con fuga dei salotti e sala da biliardo) con guida personale dedicata esclusivamente ai partecipanti della visita aurum. circa 2 ore   \nSI COMUNICA CHE \n1) per le visite durante la settimana (da Ottobre a Febbraio)  è richiesta prenotazione ed è previsto un supplemento di 35€\, incluso il venerdì  \n2) il prezzo intero della vista argentum prevede un supplemento di 3€ \ndal 14 Febbraio al 10 Maggio con accesso alla mostra “Tavole di un antica Famiglia Piacentina | Castello di Rivalta”  \nVISITA DIDATTICA \nPer le visite didattiche è richiesta la prenotazione con un preavviso di almeno una settimana.  \nInfo e prenotazioni: info@castellodirivalta.it \nLa prenotazione è obbligatoria per tutte le visite – tour@castellodirivalta.it – 339 2987892\nInfo: https://www.castellodirivalta.it/castello-visite-guidate 
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Il silenzio degli altri
DESCRIPTION:IL SILENZIO DEGLI ALTRI Venerdì 29: ore 21\,00 Sabato 30: ore 21\,00 Domenica 31: ore 17\,00 – 19\,0 Lunedì 1: ore 19\,00 Martedì 2: ore 17\,00 – 19\,00 Un film di EVA LIBERTAD  Spagna – Drammatico – 100′  Il film è sottotitolato anche in Versione Doppiata per le Persone non-udenti Miglior film nella Sezione ‘Panorama’ al festival di Berlino  Candidato a 7 Premi Goya Vincitore di 3 Premi Goya La TRAMA : Il film diretto da Eva Libertad\, racconta la storia di Ángela (Miriam Garlo)\, una donna sorda che aspetta una figlia dal compagno Héctor (Álvaro Cervantes). La gravidanza porta con sé non solo l’attesa e la gioia\, ma anche una serie di interrogativi sul futuro rapporto con la bambina e sulla possibilità di crescerla in un mondo pensato quasi esclusivamente per chi sente. La quotidianità della coppia è fatta di un fragile equilibrio\, una rete di relazioni tra cui amici in gran parte sordi\, e dai genitori udenti di Ángela\, che faticano a comprendere davvero la prospettiva della figlia e insistono perché si adatti a una normalità che non le appartiene. Con la nascita della bambina\, la bolla protettiva in cui la coppia viveva si incrina. Emergono paure\, incomprensioni e dubbi. Ángela teme di non riuscire a entrare in sintonia con la figlia e con il mondo che la circonda\, mentre il rapporto con Héctor è costretto a ridefinirsi in una nuova e complessa dimensione. Affrontando la maternità\, Ángela si confronta con un senso di inadeguatezza che non nasce da lei\, ma da una società incapace di offrire reali strumenti di inclusione. Héctor è un compagno amorevole e solidale\, e le resta sempre accanto in questo percorso di trasformazione. Un ritratto intimo e potente di una donna che rivendica il diritto di essere madre alle proprie condizioni\, e una riflessione sensibile sulle dinamiche di coppia\, sulla disabilità e sull’urgenza di ripensare il mondo da prospettive troppo a lungo ignorate.  La RECENSIONE : Oltre La famiglia Beliér – e il relativo remake\, il fortunato CODA: I segni del cuore – c’è Sorda (Il silenzio degli altri nell’edizione italiana) lungometraggio d’esordio della spagnola Eva Libertad\, presentato nella sezione Panorama di Berlino 75. Che sin dal titolo si prende carico della disabilità e non solo la fa vedere ma anche “sentire”. Il tasso di verità più che di realismo è garantito dall’interpretazione di Miriam Garlo\, sorella della regista e attrice non udente che al suo personaggio\, Ángela\, porta in dote l’esperienza personale: quella della maternità\, qui raccontata attraverso lo spettro di chi deve fare i conti con un mondo che non sintonizzato sulle onde di chi non sente. Con leggerezza e serietà\, Sorda affronta l’ansia di due genitori (il compagno della protagonista è udente) che non sanno ancora se la bambina in arrivo ci sentirà o meno. È un travaglio emotivo che anticipa quella fisiologico e che si prolunga anche dopo il parto\, poiché per capire il destino della neonata bisogna aspettare qualche mese. Così l’avventura della gravidanza procede di pari passo con quella di una coppia alle prese con una società che non è su misura di tutti. Sorda germoglia dal cortometraggio omonimo\, con l’obiettivo di abbracciare con maggiore intensità la condizione di Ángela – e\, va da sé\, di Garlo – e studiare la complessità del rapporto tra udenti e non udenti\, sospeso tra adesione emotiva\, involontario pietismo e sottovalutazione del disagio. Libertad si incarica della sfida e scandaglia il mistero individuando nel silenzio stesso un rumore di fondo che crea straniamento e dolore\, trovando nel “coro” che si muove attorno ad Ángela la chiave d’accesso a una bolla altrimenti inscalfibile. Ed è il rapporto tra Gallo e Libertad a contribuire a un disegno dei comprimari così preciso\, dall’empatico partner (Álvaro Cervantes) ai genitori\, costruendo uno spaccato familiare che non ha la pretesa di dare voce a una comunità ma di restituire un’esperienza particolare nonché personale\, senza ricorrere ai cliché del sordo funzionale alla storia e alla retorica della privazione come ricchezza. In questo senso Sorda è un film accessibile e caldo\, davvero comprensibile a ogni latitudine\, che sbroglia la matassa senza enfatizzare il dramma\, arrivando infine a un epilogo dilaniante e non privo di angoscia perché in ascolto dell’alienante panorama sonoro della protagonista. (di Lorenzo Ciofani – Cinematografo)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541 \n \n 
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SUMMARY:Corso tecnico pratico di costruzione di muretti a secco
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SUMMARY:Auditorium “Giovanni Azzaretti”: Fortunago in scena- "Caveman" con Maurizio Colombi
DESCRIPTION:Informazioni e prenotazioni: Auditorium Azzaretti – Fortunago  \nsegreteria@auditoriumfortunago.com +39 320 8718324 – 347 2533550  \nInfo: 333 – 2567937  \nAuditorium Giovanni Azzaretti – Via Roma\, 8 – 27040 Fortunago (PV)  \n \n \n  \n 
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SUMMARY:Cinema Jolly 2: Le città di pianura
DESCRIPTION:LE CITTA’ DI PIANURA Sabato 30: ore 19\,00 Domenica 31: ore 21\,00 Martedì 2: ore 21\,00\nUn film di FRANCESCO SOSSAI \nItalia/Germania – Commedia/Drammatico – 100′ \n \nUn road movie che riesce a raccontare un’Italia vera con una sua energia lenta /e sul finale commovente \nIl film di Francesco Sossai è una canzone triste\, stonata e meravigliosa. Scapigliato e avvinazzato\, tra Bukowski e la pianura Veneta. \nUn atto d’amore in cui funziona tutto  \nLa TRAMA : Le Città di Pianura\, il film diretto da Francesco Sossai\, si svolge in Veneto e segue la storia di Carlobianchi e Doriano (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla)\, due amici che hanno passato i cinquanta ma che si sentono ancora ragazzini\, ostinatamente aggrappati a un’eterna adolescenza. \nLa loro vita è fatta di bevute e di notti interminabili in cui fanno immancabilmente le ore piccole\, inseguendo sogni sfocati. Senza un soldo e senza una meta precisa\, hanno un solo rituale sacro: l’ultimo giro da un bar all’altro\, come se nel fondo di un bicchiere potessero ancora trovare un senso. Durante una di queste serate storte\, incrociano per caso Giulio (Filippo Scotti)\, un giovane studente di architettura dall’animo gentile e lo sguardo sognatore. \nQuello che doveva essere solo un incontro bizzarro si trasforma in un viaggio surreale attraverso la piatta vastità della pianura veneta\, tra rotonde deserte\, luci al neon e silenzi interrotti dal rombo del motore. A bordo di un’auto sgangherata e con due compagni improbabili al fianco\, Giulio si ritrova a scoprire un altro modo di guardare al mondo\, all’amore e al suo futuro. Un road movie malinconico e ironico\, che si muove al ritmo lento di una sbornia che passa\, lasciando il retrogusto dolceamaro della verità… \n \nLa RECENSIONE :  Pensavo spesso\, guardandolo\, che Le città di pianura è l’unica parafrasi italiana possibile di uno dei film sull’uso e abuso di alcool più belli di sempre\, Withnail & I\, uscito in Italia con l’improbabile titolo di Shakespeare a colazione. Lo intendo come un grande complimento\, avendo una venerazione per quel film diretto da Bruce Robinson\, e rimanendo commosso ogni volta dalla malinconia struggente che sta sotto alle vicende esilaranti dei suoi protagonisti. \nCerto\, Le città di pianura è solo in parte assimilabile a Withnail & I\, perché Francesco Sossai – che lo ha scritto con Adriano Candiago e l’ha diretto – dentro ci ha messo tanto altro. E però\, è proprio in virtù del divertimento\, ancora più della malinconia mai nichilista ma sempre vitale (e certo\, anche della sbronza perenne che qui dura una notte e un giorno e un’altra notte ancora) che emerge dal film\, che ho sentito molto questa vicinanza. \nSossai\, nel suo film\, in questa storia che vede protagonisti due cinquantenni in bisboccia perenne e in perenne rimpianto del passato\, che poi trascinano con loro un ventenne ingenuo e inesperto \, ha messo dentro tanto\, dicevamo. Ha messo dentro\, appunto\, una sorta di coming of age tardivo\, tanto per dirne una. Girovagando di bar in bar a bordo della loro Jaguar attraverso la provincia veneta\, Carlobianchi e Dori (Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla del Teatro degli Orrori) individuano per caso Giulio (Filippo Scotti)\, classico bravo ragazzo con gli occhiali\, di quelli che si sta facendo soffiare la ragazza di cui è chiaramente innamorato perché è tardi e deve andare a dormire; e senza dirselo\, e forse nemmeno pensarlo\, decidono che è ora di iniziare il ragazzo a un modo diverso di vivere la vita. Il loro\, appunto. Non sono Lucignoli\, o cattivi maestri\, ma due adulti mai cresciuti che aiutano un ragazzo che non sa vivere la capire come si fa; ma non per questo il candore di Giulio non avrà un qualche effetto su di loro. \nDa Giulio\, come viene detto in qualche modo verso la fine del film\, quando i tre finiscono a visitare la Tomba Brion progettata da Carlo Scarpa\, impareranno forse a avere una diversa visione della pianura\, e quindi della loro vita. Di certo Giulio l’ha imparato da loro. \nMa nelle Città di pianura Sossai parla anche della sua terra\, del nord-est\, del Veneto\, delle sue trasformazioni. Della crisi economica e della cementificazione nel nome della sacra infrastruttura\, ma tratteggia anche un’antropologia più profonda\, che è quella della provincia\, la cui geografia – come insegnava Carlo Mazzacurati\, che di certo per Sossai è stato un riferimento inevitabile – ha una profonda influenza sulle psicologie umane. E allora il film attraversa strade\, autostrade\, rotonde. Fa pause in bar scalcinati\, bacari veneziani\, pub in stile western\, aeroporti di provincia. Osserva villette a schiera\, palazzine di cemento\, case infestate da alluminio anodizzato e ville settecentesche in mano a nobili decaduti che – non a torto – rimpiangono la devastazione di una terra (mica di un territorio). Racconta esseri umani che non sembrano più in grado di avere un’identità\, una vista su un futuro\, nemmeno prossimo\, prossimissimo\, e galleggiano in un presente eterno e inevitabilmente alcolico. \nWithnail & I e Mazzacurati\, dicevamo\, ma nella risata e nel vitalismo che cercano di reprimere amarezze e malinconie Sossai prende qualcosa dalla migliore commedia all’italiana così come da personaggi come Jarmusch e Kaurismaki. Le città di pianura è un film imbevuto di ribellismo rock – e in questo senso la scelta azzeccatissima di Capovilla non pare casuale – e di irriverenza quasi punk\, senza però spigoli\, senza ritmi indiavolati. Perché i ritmi e lo spirito\, semmai\, sono quelli delle ballate folk\, delle struggenti canzoni del primo Tom Waits\, o di certo cantautorato di casa nostra. \nGrazie a questi umori e a queste sensibilità spesso così diverse\, grazie alla gestione di Sossai che non dimentica mai né dove mettere la macchina da presa né come muoverla\, che è attentissimo e affettuoso coi suoi attori/personaggi anche nel modo in cui vengono ripresi\, alla voglia che questo giovane regista ha di dire senza mai ostentare\, Le città di pianura diventa un piccolo grande film. \nE quell’ultimo bicchiere che non è mai davvero l’ultimo il segnale non di una resa o di una sconfitta – l’unico vero sconfitto del film\, interpretato da Andrea Pennacchi\, non beve mai\, nel presente – ma al contrario la ricerca di qualcosa di più\, il segnale di chi non rinuncia\, ma continua\, un bicchiere dopo l’altro\, con tutta la testardaggine e la sventatezza di cui si è capaci\, a voler vivere una vita il cui segreto\, per non parlare del senso\, sfuggono costantemente.  (di Federico Gironi – da ComingSoon)  \nCinema Jolly 2\nVia Emilia 7/A\nSan Nicolò (PC)\nTel. 0523/760541
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