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Cinema Le Grazie di Bobbio: Primavera
PRIMAVERA
Prima Nazionale
Sabato 27, lunedì 29: ore 21,00
Domenica 28, martedì 30, venerdì 2, domenica 4: ore 18,30
Martedì 6: ore 16,30
#primaverailfilm
Un film che racconta la forza e la libertà delle donne. Primavera è la storia di Cecilia, giovane violinista che trova nella musica la via per affermare sé stessa e oltrepassare i confini imposti dalla sua condizione.
Primi del Settecento. L’Ospedale della Pietà è il più grande orfanotrofio di Venezia, ma è anche un’istituzione che avvia le orfane più brillanti allo studio della musica. La sua orchestra è una delle più apprezzate al mondo. Cecilia ha vent’anni, vive da sempre alla Pietà ed è una straordinaria violinista. L’arte ha dischiuso la sua mente ma non le porte dell’orfanotrofio; può esibirsi solo lì dentro, dietro una grata, per ricchi mecenati. Questo fino a che un vento di primavera scuote improvvisamente la sua vita. Tutto cambia con l’arrivo del nuovo insegnante di violino. Il suo nome è Antonio Vivaldi.
Genere: Storico, Musicale
Regia: Damiano Michieletto
Attori: Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi, Fabrizia Sacchi, Valentina Bellè, Stefano Accorsi
Durata:110 min
Critica: Il film, liberamente tratto dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa (Premio Strega 2009, edito da Einaudi).
Venezia. 1716. L’orfanotrofio dell’Ospedale della Pietà, il più grande della città, è una formidabile palestra di giovani musiciste. Tra loro spicca la ventenne Cecilia, una “putta”, che di giorno strabilia con il violino e di notte, scrive lettere alla madre mai conosciuta. Nel frattempo, sciupa il suo talento esibendosi da dietro una grata con una maschera in volto per ricchi mecenati. La sua grigia quotidianità è stravolta, però, dall’avvento di don Antonio Vivaldi, nuovo insegnante di violino della struttura che ne diventa subito confidente e protettore, rendendola anche il primo violino dei suoi concerti, a patto che lei rinunci a sposarsi. Questa e altre imposizioni spingeranno via via Cecilia a ribellarsi per cercare la sua libertà senza abbandonare la musica.
Innestando l’Amadeus di Forman nella sensibilità femminista della cultura contemporanea, Damiano Michieletto firma la sua seconda regia dopo una fulgida carriera di opere liriche che lo ha portato a dirigere, tra i tanti teatri, alla Scala di Milano, alla Royal Opera House di Londra, all’Opera di Parigi e alla Staatsoper di Berlino.
Contrariamente a quanto si è scritto, infatti, Primavera è stato preceduto da Gianni Schicchi, esordio cinematografico del 2021 ispirato all’omonima opera comica di Puccini, in cui diresse Giancarlo Giannini insieme a cantanti di opera lirica.
Il regista – nato a circa trenta chilometri da quella Venezia dove si ambienta la storia e dove ha diretto sin dal 2009 molte opere liriche presso il Teatro La Fenice – guida un’ambiziosa operazione industriale: il film, girato tra la laguna e Roma, è una coproduzione italo-francese.
Sceneggiata dello stesso operista con Ludovica Rampoldi, l’opera è fotografata da Daria D’Antonio, ormai fida collaboratrice di Sorrentino, che ha attinto a fonti pittoriche del Settecento per illuminare gli ambienti quasi esclusivamente con delle candele. L’emergente Walter Fasano lo ha montato, Gaspare De Pascali, dopo Duse, altro biopic “veneziano”, ha scenografato gli ambienti oscuri e opprimenti dell’orfanotrofio, mentre i costumi d’epoca sono cuciti dalla decana Maria Rita Barbera che vanta collaborazioni pluriennali, tra gli altri, con Bellocchio, Andò, Moretti e Mazzacurati.
Primavera, scommette sulla capacità di richiamo internazionale del regista combinata alla notorietà globale di cui gode ancora oggi Antonio Vivaldi tra gli appassionati di musica. Tuttavia, nonostante l’allusività polisemantica del titolo, “non è assolutamente un biopic del compositore, anche se la parte musicale è ovviamente molto forte” ha chiarito Michieletto che ha affidato a Michele Riondino la parte del violinista veneziano. L’astro nascente del nostro cinema Tecla Insolia, invece, conclude un intenso biennio recitativo con il romanzo di formazione della protagonista Cecilia: dopo L’arte della gioia che gli è valso il David come miglior attrice protagonista del 2025 e ha propiziato il David Rivelazioni italiane, dal 2024 è apparsa in Familia (film che rappresenterà l’Italia nella corsa all’Oscar per il miglior film in lingua straniera), L’albero e Amata. Il duo principale è affiancato dalla sempre ottima Valentina Bellè e dal padovano Andea Pennacchi, senza dimenticare Fabrizia Sacchi e Stefano Accorsi.
Il rapporto esclusivo e ambivalente tra Cecilia e il suo maestro catalizzerà una trama che verosimilmente evidenzierà il coraggio, il talento e la spregiudicatezza di una giovane donna chiamata a liberarsi ad imposizioni e soprusi di una società profondamente patriarcale, simboleggiata tanto dal rigido microcosmo dell’orfanotrofio quanto da un Vivaldi dominante e ambiguo, alle prese con un momento di appannamento creativo.
Cinema Le Grazie
Contrada dell’Ospedale, 2
29022 Bobbio
Tel. : 346 878 2077
