Caricamento Eventi

« Tutti gli Eventi

  • Questo evento è passato.

Giornate FAI: Abbazia Santa Maria di Rivalta Scrivia

16 Ottobre @ 10:00 - 17:00

Abbazia Santa Maria di Rivalta Scrivia

APERTURA A CURA DI

Gruppo FAI Giovani di Tortona

ORARIO

Sabato: 10:00 – 17:00

Domenica: 00:00 – 00:00 / 14:00 – 17:00

NOTE PER LA VISITA

La località di Rivalta Scrivia è a pochi chilometri da Tortona (AL), facilmente raggiungibile dall’uscita autostradale della A7.

A CURA DI GRUPPO FAI GIOVANI DI TORTONA

L’ABBAZIA CISTERCENSE. Il complesso monumentale di Rivalta Scrivia al quale appartiene l’Abbazia Cistercence di Santa Maria è situato a pochi chilometri da Tortona sulla riva sinistra del torrente Scrivia, nei pressi dell’incrocio delle antiche strade romane Via AEmilia Scauri e Via Postumia, divenute poi nel Medioevo importanti vie di transito commerciale e di pellegrinaggio, soprattutto per chi, proveniente dalla Spagna e dalla Francia meridionale, si recava verso Roma. Rivalta ha la sua origine da un insediamento monastico attestato nel 1151 e raccolto intorno ad una chiesa intitolata a San Giovanni. In quell’anno, una piccola comunità monastica presente a Goide, nel territorio di Castelnuovo Scrivia, fu unita al priorato di Rivalta; sotto la guida dell’abate Ascherio e grazie a donazioni, estese la proprietà fintanto che il notevole sviluppo indusse l’abate Ascherio a legarsi al potente ordine cistercense, fondato nel 1098 in Borgogna.

LE ORIGINI DELL’ABBAZIA. Si hanno notizie a Rivalta Scrivia di una chiesa dedicata a San Giovanni e di una piccola comunità monastica già nel 1151. In quell’anno il Vescovo di Tortona, Guglielmo, faceva dono a Guido, priore della chiesa di Rivalta, del luogo di Goide, nel territorio di Castelnuovo Scrivia, dove l’anno precedente si era insediata una comunità di fratres guidati da un sacerdote chiamato Bartolomeo. Il domino Ascherio, un laico che abbracciò la vita comunitaria, fece crescere la piccola comunità monastica composta in questa prima fase sia da laici che da religiosi. Dopo il 1170 si accentuarono i contrasti tra San Giovanni e la Chiesa tortonese, Ascherio fu indotto a collegare Rivalta ai monaci cistercensi vercellesi di Lucedio. Nel suo testamento del 1185 l’abate Ascherio rinuncia a tutti i diritti che vantava sulla chiesa di san Giovanni a favore del monastero cistercense. LA FONDAZIONE DELL’ABBAZIA DI SANTA MARIA. L’abate Pietro subentrò ad Ascherio nel 1180 e fu allora che vennero avviati i lavori per l’edificazione della nuova abbazia dedicata a Santa Maria. A partire dal 1183 il titolo di san Giovanni si affiancò alla dedicazione di Santa Maria, obbligatoria per le chiese abbaziali cistercensi. L’inizio della costruzione dell’attuale edificio è dunque da collocarsi tra il gennaio del 1180 ed il febbraio del 1183. Il primo segno documentato dell’insediamento del potente ordine cistercense, fondato nel 1098 in Borgogna, è l’atto di acquisto di una pezza di terra aratoria posta presso la chiesa, stipulato dal nuovo abate Pietro il 26 aprile 1184. Nel primo ventennio di lavori venne costruita la zona absidale. I lavori proseguirono sul lato destro del transetto dove venne eretta la parte dei monaci. Verso la fine del XII secolo pare avesse già preso forma la parte dei conversi, parallela a quella dei monaci sul lato opposto del chiostro. Agli inizi del XIII secolo un secondo progetto sostituisce quello originario, portando a termine la costruzione del transetto e delle navate. La decorazione della chiesa segue fermamente le indicazioni della regola di Bernardo di Chiaravalle che prevedeva una ampia austerità e pulizia. L’ornamento era completamente subordinato alla funzione statica dell’edificio. Rigore formale, soggetti vegetali o geometrici stilizzati, e solo nel XV secolo ci sarà spazio per l’apparato pittorico quando le strette regole cistercensi si erano ormai affievolite. Si presume che entro il 1260 la chiesa dovesse essere completata, nonostante le varie fasi intermedie del cantiere, testimoniate dall’estrema varietà dei pilastri (cruciformi, circolari, ottagonali). Nei secoli XIV e XV la vita spirituale e monastica decadde insieme agli edifici: l’abbazia fu concessa in commenda il 23 dicembre 1478 da Papa Sisto IV a Guidone de Torelli, chierico di Parma. Con bolla del 12 novembre 1538 Papa Paolo III unì l’abbazia di Rivalta alla Congregazione cassinese di Santa Giustina, consegnando il monastero ai monaci benedettini di San Nicolò del Boschetto di Genova. Il 30 gennaio 1546 i monaci del Boschetto, succeduti ai cistercensi nella proprietà del monastero rivaltese, vendettero la maggior parte dei terreni di Rivalta al genovese Adamo Centurione. Dalla metà del XVI secolo l’abbazia divenne chiesa parrocchiale. I monaci benedettini abbandonarono il monastero alla fine del XVII secolo, lasciando un parroco secolare a garantire la cura delle anime.

LA CHIESA. La chiesa fu costruita seguendo fedelmente i dettami dell’architettura cistercense sanciti da San Bernardo, che prevedeva estrema semplicità e linearità delle forme. La pianta è a croce latina con abside e cappelle laterali quadrangolari con volte a botte archiacuta. Si tratta di un edificio di notevoli dimensioni, nonostante l’abbattimento di una – la prima – delle quattro campate verso la metà del XVII secolo: misura complessivamente 40 metri di lunghezza e 16 di larghezza in navata. Le tre campate sopravvissute sono coperte da volte a crociera costolonate, nella navata centrale e nel transetto, mentre le navate laterali sono coperte da volte a crociera semplice. Le navate sono scandite dall’alternanza di pilastri forti e pilastri deboli, caratterizzati da una notevole varietà morfologica (poligonali, circolari e a fascio), costruiti in pietra e in mattone. I capitelli pensili dei pilastri forti sono cubici ad angoli smussati. I sostegni deboli hanno capitelli decorati con motivi vegetali stilizzati. Nel XVII secolo la chiesa fu arricchita da otto altari: oggi ne rimangono due in mattoni (in stile barocco) e altri quattro in legno dorato acquistati nel 1864, provenienti dal Duomo di Tortona. Nel XVIII secolo la chiesa fu intonacata e nel 1773 rifatto il pavimento in cotto. Nel transetto di sinistra fu costruito da Carlo Vegezzi Bossi nel biennio 1893-1894 un organo a due tastiere di 38 registri e 27 pedali. Lo strumento fu collaudato nel novembre 1894 da Giuseppe Perosi, maestro di cappella del duomo di Tortona, padre del più noto Lorenzo. IL MONASTERO. Quando la chiesa fu terminata, gli edifici monastici erano già stati in gran parte completati nei primi decenni del XIII secolo. Del monastero sopravvive solo la sala capitolare in stile gotico-cistercense, che prendeva luce dal chiostro per mezzo di due trifore a piccole colonne binate con capitelli. La sala, situata ad un livello inferiore rispetto al piano del corridoio che risale a quello di un chiostro molto più tardo (XVI-XVII secolo), è suddivisa in nove campate coperte da volte a crociera archiacute con ogive in cotto, sorrette da quattro colonne lapidee con capitelli a fasci circolari.

COSA SCOPRIRETE DURANTE LE GIORNATE FAI?

La chiesa di Rivalta è quanto resta del complesso abbaziale dei monaci cistercensi, insediatesi in questa località. L’edificio presenta la caratteristica architettura cistercense tra il romanico lombardo e il gotico francese. A fianco dell’abbazia fu edificata una imponente residenza nobiliare di cui si possono ammirare gli ampi loggiati. Chi oggi visita quanto resta dell’Abbazia di Rivalta Scrivia non può valutarne l’importanza storica, né, d’altra parte, può comprendere tutta l’influenza economica che la stessa esercitò, soprattutto nei secoli XII e XIII, su tutta la regione che si estende tra Tortona e Novi. Il manufatto architettonico di Rivalta acquista ulteriore valore storico-artistico grazie alla presenza di un ricco apparato pittorico che orna pareti interne, pilastri ed alcuni altari. La decorazione ad affresco iniziata verso la metà del secolo XV proseguì sino agli inizi del secolo successivo. Si notano quindi le diverse connotazioni stilistiche che distinguono le opere. Una matrice tardo-gotico rivolta al valore decorativo è presente negli affreschi più antichi (San Bernardo, San Benedetto e la Madonna con il Bambino), visibili nell’abside, mentre una volontà improntata ad un più preciso realismo di forme si osserva nelle figurazioni con santi, alcune datate e firmate da Franceschino Boxilio (San Cristoforo e Vergine con il Bambino). Il confronto stilistico e l’analisi critica consentono di proporre l’attribuzione al Boxilio sia delle due cappelle destre del transetto con figure di santi, sia della “Lactatio Virginis” che orna il secondo altare destro. L’artista, insieme al padre Manfredino, sembra aver contribuito alla realizzazione di un linguaggio pittorico di modi e formule che caratterizzò gran parte della produzione locale nell’arco di tempo tra il XV e il XVI secolo. La gran parte degli affreschi paiono influenzati dal modello artistico prettamente lombardo. La pittura si presenta con una connotazione votiva con forti accentuazioni popolari, mediate da scelte compositive semplici ed immediate attraverso un reperto iconografico vario ed elaborato. L’apertura dell’Abbazia di Rivalta Scrivia (AL) non è una novità, ma lo sarà il modo in cui verrà mostrata. Già una volta, in altri eventi/manifestazioni, il FAI Giovani ha stravolto le aspettative mostrando un luogo da un’altra prospettiva. Le visite guidate saranno organizzate secondo un approccio diverso, mantenendo però lo spirito didattico e appassionato. Il percorso prevederà una “Caccia all’ opera” (all’entrata saranno consegnate ai visitatore delle fotografie di opere d’arte sparse all’interno dell’Abbazia e, durante la narrazione, saranno chiamati a cercare la loro opera: una volta identificata, potranno scansionare un qr code per scoprire alcune curiosità in più e una video-installazione in onore di Dante (una video-art con, in sottofondo, la lettura dei canti della Divina Commedia da parte di noti attori del territorio). Durante le due giornate, inoltre, l’Abbazia sarà popolata dagli allievi della Civica Accademia di Musica Lorenzo Perosi, delle Officine Perduca, di Danzarte, dell’Alfredo Casella di Novi Ligure che eseguiranno alcuni celebri brani del repertorio classico. L’intenzione è quella di rendere piacevole la cultura, adattandola anche ad un pubblico di più giovani, senza mancare però di sostanza. Il tutto sarà coordinato dai ragazzi del FAI Giovani e dagli Apprendisti Ciceroni del Liceo G. Peano, che accompagneranno con fervore i gruppi. Insomma: cosa c’è di diverso rispetto alle consuete visite guidate domenicali? Tutto. Le persone e il modo di vivere questo luogo splendido. L’ unica cosa che rimarrà invariata sarà la volontà di far comprendere al meglio l’unicità e la bellezza dell’Abbazia di Rivalta.

TESTO SCRITTO DA GRUPPO FAI GIOVANI DI TORTONA

VISITE A CURA DI

Apprendisti Ciceroni Liceo Scientifico Statale “G. Peano” di Tortona; Gruppo Amici dell’Abbazia di Rivalta Scrivia

https://www.fondoambiente.it/luoghi/abbazia-santa-maria-di-rivalta?gfa

Dettagli

Data:
16 Ottobre
Ora:
10:00 - 17:00
Categoria Evento:

Luogo

Rivalta Scrivia
Rivalta Scrivia AL, 15057 + Google Maps