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La ruota delle stagioni
(di Giampiero Zanardi) |
Il campo verde prima terreno di battaglia
ora palcoscenico
per i vincitori si accosta bene al campo di terra e sabbia
che incorona il miglior bocciatore, la miglior coppia nel
gioco delle carte riceve i giusti onori da un’agguerrita
ciurma di giocatori bruciati nelle prime tappe di tornei
che hanno visto ancora una volta una selva di partecipanti:
finisce sempre nell’alto di un podio, l’estiva
e sana competizione dei nostri conterranei vogliosi di vivere
l’estate.
Con il solito rituale e con novizi e stagionati Valtrebbini,
quando arriva il momento delle medaglie arriva anche il segnale
del tempo che sigilla la fine del mese di Agosto: mese ricco
e prolifico, mese in cui la Valle offre il meglio di se stessa,
mese del riposo e delle pazzie, mese delle cene all’aria
aperta e delle orchestrine che intonano il lasciamoci un
po’ andare.
Festeggi la vittoria o la semplice partecipazione e già ti
accorgi che il sole, questa estate una vera chimera, ha attenuato
la sua luce e le giornate danno segni di cedimento: festeggia
il bosco regalando i suoi frutti migliori ed ambiti, a centinaia
di acerrimi funaioli, che, fanno a gara nel riempirne ceste
e mostrarne poi nelle aie il trofeo tagliato e ripulito,
pronto per ricevere dalla luce e dai raggi del sole il tagliando
dell’essiccazione.
Fungaioli come cacciatori, una gara all’ultima preda
e forse anche all’ennesima bugia, fungaioli pronti
alla tortura pur di non rivelare percorsi fruttiferi, fungaioli
nemici e misteriosi di giorno, pronti a regalarti il miglior
ingrediente per il sugo di sera; ma il giorno dopo si ricomincia
e riprendono i misteri con uscite mattutine nell’oscurità per
non lasciare tracce e seminare eventuali invidiosi concorrenti.
E mentre già scalpitano i cani ed i cacciatori lucidano
gli arnesi per il loro agognato round, mi preparo a sentirne
raccontare di belle anche se sono certo, che, come sempre,
nel tempo a venire, un bicchiere di vino svelerà la
santa verità…
Un estate funestata dal tempo inclemente, ma un estate viva
e solida che ha visto Gorreto celebrare con polenta e cinghiale
l’impegno ed il presidio che i volontari del soccorso
sanno garantire, un estate in cui gli amici di Fontanarossa
tengono alto il tono con l’accorta, sapiente e capace
regia dell’amico Marco Gallione, vero fulcro della
manifestazione celebrativa della Valle di ieri e di oggi.
Fontanarossa, che, accompagnata dalle note soavi e d’altri tempi
lanciate dalla “Rionda”non dimentica la solidarietà e l’Associazione
Gigi Ghirotti, non si scorda di Rovegno e della sua Casa di Riposo Felice Conio,
proponendosi audacemente, e poi giustamente gratificata, in nuove iniziative
di carattere culturale.
Il nuovo che avanza è anche esplorare nuovi percorsi:
anche in queste nuove iniziative i fatti hanno dimostrato
che il Valtrebbino valorizza tutto ciò che è spontaneo
e ricco di contenuto, l’uomo della Valle danza e cerca
funghi, sorride e non disdegna il sano bicchiere di vino,
caccia il cinghiale e la lepre ma riesce, poi, nella
quiete della sera, ad ascoltare e leggere racconti e poesie.
Poliedrico e curioso, arguto e spontaneo, ribelle e riflessivo,
l’uomo della nostra terra vive il suo tempo con totale
ardore e frenesia rifiutandosi di scendere anche solo un
minuto da questa straordinaria giostra che si chiama vita.
La Valle, stupenda cornice, osserva sorniona preparandosi
alla nuova stagione che sarà ancora ricca di
nuove iniziative; gli orti, anoressici per la troppa pioggia
ricevuta regalano pochi sorrisi, ma ancora una volta sarà il
bosco a compensare donandoci i frutti per le migliori castagnate.
Le stagioni che corrono come motociclette regalano e rubano,
portano sorrisi e pianti, acqua e sole, ma quando con serenità proviamo
a fare un consuntivo, ci accorgiamo che un disegno più alto
e più oggettivo del nostro egoismo e del nostro “tutto
e subito”, prende sempre forma, lasciandoci con
tanto di naso: la natura, come una ruota, gira e colora la
nostra vita secondo trame che spesso, nell’immediato,
appaiono incomprensibili, ma che nel tempo hanno sempre una
ragione ben precisa scritta da uno sceneggiatore sopra le
righe.
Lascia correre le stagioni e sali sulla giostra, questa è la
vita.
Un caro saluto.
Giovanni Zanardi (Giampiero)
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