Ampia Natura
Non so cos'altro mi rapisca il cuore
se non famiglia e questi monti miei,
e il lago, che sempre parla d'amore:
quanto vi scorgo! E mai io me n'andrei
da quel sito; vasta pace interiore
dona: fuor del tempo, vi resterei.
Ecco l'airone! E i chiari flutti; e l'ore
scorron leste, pesci guizzanti, rei
di rapire il mio intelletto. Che resta
del fuggiasco viaggio? Altra ventura
chiama, altro tempo è padre e s'appresta:
da queste fronde, scorgo una pianura
d'anima; nessun giammai mi ridesta:
lieto magnificar d'ampia Natura!
Lago
Onde vibratili
sfiorate.
E' silenzio vivo
(ciuffi d'acqua: animali madreterra).
Mi addentro.
Nel vento
(volatili)
echeggiano motivazioni del Qui.
(Da "Utopia di fine Novecento" -
Ibiskos Editrice, Empoli 1997)