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Rinnovato il voto del luglio 1836 presso la cappella dedicata a San Rocco

Anche quest' anno la gente di Fascia ha rinnovato, la seconda domenica di luglio, il voto fatto l'11 luglio del 1836 quando anche il paese di Fascia fu colpito dall'epidemia di colera.
Il Rettore di allora, il Canonico Queirolo, annotò diligentemente, negli atti della Parrocchia ben ventiquattro decessi, tra cui tre bambini, nel giro di circa un mese, a causa del "cholera morbus".
Tra il 1836 e il 1837 venne perciò edificata presso la Casa del Romano, sulla strada per Carrega, una cappella dedicata a San Rocco e da allora, ogni anno, si ripete puntualmente la celebrazione della festa, che, in tempi passati, comprendeva un pic-nic sui prati con le famiglie che si riunivano sotto i faggi, ognuna sempre nello stesso posto.
Il tempo trascorre e così nel 1932 il parroco di allora, Don Pietro Bava, del cui attivismo ancor oggi si conserva la memoria e la cui opera di formazione religiosa e civile ha lasciato in paese una impronta indelebile, provvide a restaurare completamente la cappella.
Don Pietro Cazzulo, il parroco di oggi, restauratore provvidenziale di tutte le nostre chiese e cappelle, non poteva essere da meno anche perché ormai, con il trascorrere degli anni il fabbricato aveva necessità di urgenti restauri. E così lo scorso anno, sotto l'impulso di un altro Don Pietro, i lavori sono iniziati e si sono conclusi con generale soddisfazione, restituendo alla gente di Fascia e ai turisti che frequentano la catena dell'Antola, una cappella completamente restaurata.
Il tutto grazie all'entusiasmo e allo zelo di Don Pietro, a un contributo della Comunità Montana, alla generosità della gente di Fascia e soprattutto alla munificenza della signora Gabriella Filippini.

Elvio Varni

(Questo articolo è stato tratto dal N° 30 del 26/08/04 del settimanale "La Trebbia")

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