La vegetazione dell'Alta Val Trebbia PDF Stampa E-mail
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Scritto da Marco Gallione   
Martedì 20 Gennaio 2009 06:44
La vegetazione dell'alta val Trebbia, piuttosto ricca e varia, comprende in prevalenza formazioni di tipo boschivo, tra cui spiccano le faggete e i castagneti. Ma sono altrettanto abbondanti le altre formazioni vegetali, come i prati, i cespugliati, le vegetazioni di roccia o quelle di zone umide: ciascuna di esse possiede sue caratteristiche, è ciascuna di esse ci può dare delle utili indicazioni sugli ambienti della val Trebbia, la loro storia, il loro sfruttamento.
VEGETAZIONE A CESPUGLI
Di notevole estensione sono le lande basse a brugo ed erica carnea, che costituiscono un tipo frequente di vegetazione delle zone più elevate, legato anche alla presenza di cespugli di ginepro e di mirtillo.
Tra i tipi di vegetazione arbustiva, assumono particolare importanza, per la loro frequenza, le lande alte dominate dalla ginestra dei carbonai, piuttosto diffuse su suoli argillosi, e le frequenti boscaglie di prugnolo selvatico.
VEGETAZIONE PREVALENTEMENTE ERBACEA
Le formazioni erbacee sono in realtà fra loro diverse per la composizione delle specie, il tipo di suolo e la roccia sottostante, le condizioni climatiche e l'uso che ne fa l'uomo. Quasi sempre infatti derivano da boschi di querce o di faggio, che per motivi economici sono stati trasformati in prati e pascoli.
Le praterie delle quote più elevate sono spesso caratterizzate da una flora ricca in specie alpino-appenniniche (arnica, genziana...) e comunque specie perenni che sopravvivono all'inverno per mezzo di bulbi e tuberi; vi abbondano graminacee, orchidee e liliacee.
Nelle aree eccessivamente soggette al pascolo aumenta il numero delle specie non appetite dal bestiame, come i cardi, le carline, il nardo.
Nelle aree più pianeggianti del territorio, che si estendono a quote inferiori, su terreni alluvionali o in fasce ottenute mediante opere di terrazzamento di pendii più o meno acclivi, sono presenti i prati periodicamente sfalciati.
Questi prati risentono nel tempo delle condizioni ambientali di clima, terreno, tipo di utilizzo; perciò possono dare un ottimo foraggio, oppure pessimo perché sono reinvasi dagli arbusti ricostruttori del bosco; nei prati meglio curati, più ricchi di foraggere, abbondano l'avena altissima, la paglietta odorosa, l'erba mazzolina, il ginestrino, il trifoglio rosso e il tarassaco.
Dove il terreno è più scarso, le rocce affiorano con maggiore frequenza e le condizioni sono più aride: su pendii caldi e assolati, incontriamo pascoli magri dominati da bromo, brachipodio, festuche, salvia dei prati ed eliantemi.
VEGETAZIONE DELLE RUPI E DEGLI SFATTICCI
La vegetazione rupestre vera e propria è costituita da specie pioniere che colonizzano le fessure, gli anfratti delle rocce ove è presente scarsissimo deposito di terriccio.
Negli ambienti dove l'erosione del suolo è intensa e i tratti di rocce affioranti sono estesi, la copertura vegetale è discontinua e la vegetazione è costituita dal bromo, dal brachipodio, dal risino, dalla ginestra di Salzmann, dal garofano silvestre.
La vegetazione che popola questi tipi di ambienti comprende specie dalla elevata capacità di trattenere terreno e detriti, preparando in tal modo un ambiente favorevole a vegetazioni più complesse ed evolute.
VEGETAZIONE DELLE ZONE UMIDE
Le zone umide non sono frequenti nel territorio, ed anzi, forse proprio per questa ragione, vale la pena di accennare agli aspetti vegetazionali che vi si osservano.
L'area più interessante è la conca di lago Marcotto, una piccola torbiera, dove dominano fitti popolamenti a cannuccia di palude e trifoglio fibrino dove l'acqua permane più a lungo; ai margini si sviluppano estesi cuscini di muschi e sfagni sui quali si instaurano la rosolida, diverse carici e il piumino.
VEGETAZIONE DEI SENTIERI E DEI MURETTI
Nelle zone di passaggio quali strade, sentieri, mulattiere, vi sono numerose specie caratterizzate soprattutto da forte resistenza al calpestamento, alla polvere, alla esposizione al sole. La vegetazione si presenta tipicamente a chiazze, dove dominano il loglio, la piantaggine, la paglietta e il tarassaco.
Sui muri a secco a delimitazione di poderi, a sostegno per terrazzamenti e bordura per mulattiere, le pietre sono ricoperte da licheni e da muschi, mentre nelle fessure si insediano l'erba ruggine, l'asplenio, la falsa liquirizia e piante superiori come le sassifraghe, la meringia, l'edera e diverse graminacee. Nei tratti più soleggiati si incontra frequentemente il timo.

(Articolo tratto dalla pubblicazione "Itinerari naturalistici" della Comunità Montana Alta Val Trebbia)
 

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