Il Santuario di Nostra Signora di Montebruno PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di oggi - Val Trebbia di oggi
Scritto da Marco Gallione   
Domenica 01 Febbraio 2004 01:00
Il Santuario di Nostra Signora di Montebruno
Il Santuario di Nostra Signora di Montebruno è il monumento storico artistico più significativo di Montebruno e di tutta l'Alta Val Trebbia ligure.
Fu costruito nel 1486 sulla sponda di destra del fiume su iniziativa del frate agostiniano Battista Poggi a ricordo della miracolosa apparizione della Vergine avvenuta nel 1478 ad un pastorello muto: questi, riacquistata la parola, annunciò il prodigio richiamando sul luogo la popolazione che trovò su un tronco di faggio una statua della Vergine che la tradizione vuole sia oggi collocata sull'altare maggiore. Della presenza del Santuario ci ha lasciato un ricordo anche il Giustiniani: "E passato il giogo quale è distante dal mare quindeci miglia, si trova di là al piede di quello Montebruno, col Monastero dei soccolanti di S. Agostino, monastero di gran devotione, vicino al quale ha origine il fiume Trebia."
La chiesa, a tre navate, rivela nelle arcate ogivali l'origine tardo-quattrocentesca con uno stile di stampo gotico, ma la ridondante decorazione in stucchi dorati e la sostituzione dei pilastri alle colonne, il grandioso altare in marmi policromi lasciano trasparire gli apporti dello stile barocco.
La facciata fu ricostruita in stile neoclassico, con lesene e timpano in cotto, nel 1897.
Al suo interno troviamo un antico Crocifisso in legno databile al 1600, una tela di Scuola Ligure del 1600, una tela di Agostino Ratti del 1750 e un antico confessionale del 1600.Al centro del presbiterio s'innalza la nicchia in cui è custodita l'immagine venerata, un'arcaica statua lignea. Sul lato di sinistra un affresco di Giovanni Quinzio (1832-1918) racconta la storia del fatto prodigioso all'origine della nascita del Santuario. Nel coro, dove sono stalli lignei del secolo XVII, si trova un riquadro ad affresco raffigurante il Battesimo di Sant'Agostino, attribuito a Ottavio Semino (1520-1604).
Nel convento degli Agostiniani è interessante la sala del refettorio, oggi trasformata in cappella, con l'affresco dell'Ultima Cena sulla parete di fondo, di autore ignoto del '500 (ultimamente è stata avanzata l'ipotesi che l'affresco possa essere opera di Leonardo da Vinci per via delle molte similitudini con l'Ultima Cena che si può ammirare a Milano), e un episodio della vita di Sant'Agostino sulla parete opposta.
L'Apparizione della Vergine di Giovanni Quinzio
 
La sala del refettorio L'Ultima Cena
Dal granaio del convento del Santuario è stato ricavato la spazio dove è allestito il Museo di cultura contadina dell'Alta Val Trebbia. Il museo è articolato in diverse sezioni: artigianato del passato, cicli lavorativi in campagna, stalla tipica della zona, cucina arredata in stile contadino, attrezzi e mezzi di trasporto agricoli, antico mulino, mostra fotografica del Sacro in Val Trebbia, esposizione di arredi sacri. Il museo è un esempio di recupero estremo della memoria di ciò che fu una cultura poichè in Val Trebbia, più che in altre regioni dell'entroterra ligure, stanno scomparendo quei valori di "cultura della fatica" che hanno permesso di accumulare nei secoli tesori di esperienze, inventare e fabbricare attrezzi da lavoro, trasmettere consuetudini e ritualità, tenere sotto controllo i versanti della montagna, curare i boschi e i pascoli.
Il museo è visitabile nei seguenti periodi:
Da Ottobre ad Aprile:
Sabato - dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 17,00
Domenica - dalle 15,00 alle 17,00
Da Maggio a Settembre:
Orario feriale : dalle 9,00 alle 12,00 e dalle 15,00 alle 18,30
Orario festivo : dalle 15,00 alle 18,30.
 

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