Val Trebbia, palestra ideale per gli appassionati di arrampicate, canyoning, mountain bike e trekking PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di oggi - Val Trebbia di oggi
Scritto da Il Secolo XIX   
Mercoledì 02 Luglio 2003 01:00
E' un vero paradiso per chi ama la tranquillità della campagna e le passeggiate nei boschi, ma forse non tutti sanno che la Val Trebbia è anche la palestra ideale per tutti coloro che si dilettano in sport tutt'altro che quieti, e che presuppongono sangue freddo, spirito di sacrificio e un pizzico di passione per il brivido. Si spazia dall'arrampicata su roccia al canyoning, dal trekking più duro alle salite feroci in mountain bike, fino ad arrivare all'ebbrezza del volo libero in parapendio. Poi, certo, c'è anche abbondante spazio per chi ama la pesca nei torrenti, ma questo è tutto un altro discorso...
Parliamo subito del canyoning, per i non esterofili torrentismo, che spericolati sportivi amano praticare gettandosi giù da torrenti e rivi scoscesi, con l'aiuto di bastoni e corde, in una appassionante discesa da brividi. In Val Trebbia ci sono diversi torrenti, nascosti da una fittissima vegetazione, di faggi e castagni che scorrono tra rocce di arenaria, lasciando filtrare una splendida luce, ideale per poter ammirare la bellezza della natura circostante. Sono sei i torrenti "navigabili" che propongono anche discese in kayak, ma che sono perfetti per il canyoning, e presentano difficoltà graduali: dal più facile, due ore con una sola calata e il resto del percorso fatto di scivoli, toboga e tuffi, al più complesso, che dura 5/6 ore ed è caratterizzato da tunnel, scivoli e cascatelle. Passaggi spettacolari nel Rio Grande, con un salto di 18 metri, e nel torrente Orezzoli, che propone uno scivolo ad "S" di 30 metri.
C'è spazio anche per gli emuli di Icaro, che si lanciano con parapendio e deltaplano. Per gli uomini volanti in parapendio c'è il pianoro di Zeppado, a due passi da Montebruno, una piana splendida. Per gli appassionati di deltaplanismo, il Delta Club Piacenza raccomanda in particolare il Monte Penice verso Bobbio, con atterraggio in località Fornace.
Per le palestre di roccia, è necessario allontanarsi appena fuori Liguria, ma restando pur sempre in Val Trebbia, a Ponte Barberino. Siamo sempre sulla statale 45, sulla strada che da Piacenza va verso Bobbio, e che si arrampica su roccia nera levigata dall'acqua, con itinerari di arrampicata in forte strapiombo. Una esposizione al sole particolarmente favorevole permette l'arrampicata in ogni periodo dell'anno.
Lo sport più popolare, comunque, forse perché è anche il meno pericoloso, resta il trekking, che in tutta la vallata si può praticare su sentieri e sentierini meravigliosi, in mezzo a un panorama mozzafiato, sia per gli espertissimi che per i neofiti. Solo qualche suggerimento, in mezzo a centinaia di percorsi sul territorio: tra i più facili, la traccia che porta a Bosco, una frazione di Fontanarossa quasi completamente disabitata, 30 minuti di cammino; tra i più complessi la salita a Monte Alfeo, 15 chilometri piuttosto impegnativi da percorrere in circa 5 ore.
Largo spazio anche alla mountain bike, con percorsi di vario genere. I più gettonati sono quello che porta la due ruote da Montebruno a Barbagelata, quello tra Torriglia e il monte Lavagnola e la bellissima salita al monte Antola da Capanne di Carrega. Via la pigrizia, dunque, e in Val Trebbia si potrà tornare in forma.

Mara Queirolo

(Questo articolo è stato tratto dal "Secolo XIX del 02/07/03)
 

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