1859 - Ottone (Ottonum) PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di ieri - Val Trebbia di ieri
Scritto da Daniele Bertacchi   
Mercoledì 13 Gennaio 2010 22:41

È un considerabile Comune, capo-luogo di mandamento, 25,20 chilom. distante da Bobbio, al sud di esso, sulla destra sponda della Trebbia, ed alla falda settentrionale del monte chiamato Dego.
Giace in mezzo ad alte montagne, che ne restringono l'orizzonte e ne rendono alquanto spiacevole la posizione. Il borgo per se non è brutto come si potrebbe immaginare, avuto riguardo al suo alpestre isolamento: egli è piuttosto aperto, spazioso e provvisto di alcuni palazzotti e case civili intersecate da piazze e contrade. Sopra di questo sta un altro borgo consimile, al nord-est di quello, e viene controdistinto col nome di Ottone Soprano, ovvero Ottone Superiore, come sta scritto nella gran carta dello Stato Maggiore. Nel primo è la chiesa parrocchiale di moderna costruzione, d'ordine dorico, col titolo d'arcipretura, dedicata a S. Marziano: il secondo ha pure un'arcipretura sotto l'invocazione di S. Colombano.

Alla distanza d'un miglio dal paese vedesi un tempietto dedicato a N. S., oltre ad un'altra chiesuola consacrata a S. Rocco e fondata nel 1839.

V'ha pure in questo Capoluogo un Istituto di beneficenza, che si riduce a sovvenzioni domiciliari pei poveri infermi. La sua rendita è di lire 700, che verranno aumentate fra breve di L. 600 ; totale L. 1300, di cui 238 e 37 sono legate dal fondatore di esso Zonardi Domenico.

Il Cimitero sta nella prescritta distanza dall'abitato.

Ottone era altra volta una piazza fortificata, come lo attestano le cadenti vestigia di due antichissime rocche. Asseriscono alcuni storici che siano stati  costrutti  da un  qualche  feudatario nell'ottavo secolo per concessione e beneplacito di Ottone I figlio d'Enrico l'Uccellatore, Imperatore Germanico  e re dei Longobardi,  il quale pugnò in Italia, donde cacciò il Papa Gioanni XII, e morì nel 973.

Convien dire che Ottone fosse già un tempo residenza principesca, essendovi ancora di presente i molini, che ritengono il nome di Molini dei principi (1).

Compongono questo Comune quarantatrè borgate o frazioni, di cui le più ragguardevoli sono: Barchi, Belnome, Bertone, Bertassi, Bogli, Campi di qua, Campi di là, Campo dei Molini, Chiè, Connio della Cascina, Fabbrica, Gramizzola, Lozzo, Orezzoli, Ottone Soprano, Roccavanno, S. Maria, Traschio, Tartago e Toveraia.

In Orezzoli sta una prepositura ed una rettoria, le quali dipendono, siccome tutte le altre chiese poste nel lato destro della valle dalla diocesi di Bobbio; mentre la rettoria di Bogli e la prepositura di Campi appartengono a quella di Tortona, perchè situate sull'opposta sponda della Trebbia.

È prodigioso il numero delle strade comunali di Ottone, le quali sommano a 67; mai non sono tutte in buono stato, chè anzi alcune di esse restano impraticabili nell'inverno. Varia è la loro lunghezza tra l'uno e i 10 miglia, e conducono alle frazioni tutte che formano il Comune, non che ai Comuni stessi che compongono il mandamento.

La fertilità del territorio non è proporzionata al bisogno della popolazione; essa varia sensibilmente al variare della diversa situazione delle borgate, essendo alcune poste alle falde, altre sui fianchi, ed altre sul vertice delle montagne. Vi si colgono grano, melica, legumi, segala, avena e frutta, le quali sono meno squisite che quelle di Bobbio. L'agro proprio di Ottone coltivasi quasi tutte a viti  e la coltura delle terre intermedie è diversa in ragione della loro distanza dai confini del mandamento Bobbiese.

L'unica corrente di questo Comune si è la Trebbia, che ne divide quasi il territorio per metà. Tutte le altre acque non sono che piccoli rivi, i quali vanno a scaricarsi nel predetto fiume. Alle due opposte estremità del Comune esiste un ponte in pietra. Tanto la Trebbia quanto i rivi, che in essa mettono capo, contengono trote, balbi, anguille ed altri pesci di qualità inferiore.

Ma ciò che maggiormente interessa i geologi sono le varietà di minerali e di roccie, di cui è ricco questo suolo. Nella valle di Trebbia alta chiusa sovra Ottone trovansi quarzo fibroso e setoso nella steatite verde, e dello stesso quarzo aderente al quarzo in massa, a cui è sovrapposta una roccia impastata di steatite verde, di talco e di serpentino in minutissime particelle. Questo quarzo fibroso quand'è lavorato presenta il gatteggiante del feldispato, cosi detto occhio di gatto ed esso è atto a fare ornamenti donneschi, cioè pendenti, monili, smanigli ec.

In un monte, che soprasta ad Ottone detto il Monte Costa in val di Trebbia, evvi steatite mammiforme di tinta bigio-verdastra traente al rossigno ed aderente al serpentino. Vi si rinviene pure calce carbonata, arragenite setosa contenente molta stronziana solfata; e nel rivo Borrera, siccome osservasi nel rio Montagnola presso il mandamento di Varzi, trovasi roccia selciosa di color verde scuro, cosparsa di lamelle di talco e di anfibula.

In Ottone, si tengono molte fiere.  I giorni di mercato sono il martedì e il venerdì.

Gli abitanti in generale sono vigorosi e pacifici. La lingua loro è genovese siccome i costumi, e la popolazione ascende al considerevole numero di 4393 abitanti in 872 famiglie, 806 case.

(1) Non si trovano altri particolari nella cronaca riguardanti il Borgo di Ottone.

(Testo tratto da “Monografia di Bobbio” di Daniele Bertacchi, 1859)

 

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