La Regola di San Colombano di Bobbio PDF Stampa E-mail

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Val Trebbia di ieri - Val Trebbia di ieri
Scritto da Lucia Girometta   
Giovedì 05 Marzo 2020 18:38

Bobbio, San Colombano

Colombano era nato nell'UIster verso il 540 e divenne monaco a Bangor sotto lo guida di San Congall.
Verso il 590 sentì il bisogno, tipico di altri confratelli, di " peregrinare per Dio* e si portò in Europa dove fondò numerosi monasteri.
Il Wolff dice che II pensiero dominante di San Colombano era quello dì formare missionari per evangelizzare i pagani della Germania; il che non richiedeva una cultura profonda, sicché la sua regola lasciava pochissimo spazio agli studi.
Tale atteggiamento è molto diverso da quello assunto negli anni che visse in Italia, nei quali pose l'accento sul primato dell'attività culturale su quella manuale, poiché qui sari coinvolto nella evangelizzazione dei Longobardi, ariani nelle dispute relative alla questione dei “Tre capitoli” (si chiamano così gli scritti di Teodoro di Mopsuestia, Teodoreto di Ciro ed Ibas di Emessa, è famosa la polemica intomo ad essi e la posizione che prese S. Colombano), e inoltre poichè l'Italia era stata la sede della romanità.
L'Irlanda aveva conosciuto una rigida evangelizzazione nel II e IV secolo e, non essendo stata toccata dalle invasioni barbariche, assunse il ruolo di protagonista nell'evangelizzare l'Europa. Ecco perché molti suoi “figli” vengono sul Continente, dopo aver maturato una preparazione adeguata, tanto pratica quanto teorica.
Il metodo di San Colombano, nel trattare con le popolazioni barbariche, consisteva nel guadagnare la loro fiducia mostrandosi abile nel lavoro, giusto e disponibile nel rapporto con gli altri.
E' importante osservare ora che l'ambiente culturale Irlandese, la formazione e la preparazione del Santo, per meglio comprendere lo spirito che egli impresse nelle sue varie Istituzioni in Europa e al Monastero in particolare.
San Colombano entrò molto giovane nel monastero di Bangor, tra i più rinomati In Irlanda. La regola del cenobio era considerata eccellente e prevedeva anche studi di letteratura sacra o profana. L'antifonario di Bangor. a questo proposito porta scritto : "... essa è diritta, divina, austera, santa, esatta, sovranamente giusta e degna di ammirazione. E' la nave battuta dal flutti di cui niente turba la pace…”
I monasteri dell'Irlanda in generale e Bangor in particolare, erano considerate palestre di ascetismo, ma non vi si trascuravano esercizi nelle arti liberali, fondamento di ogni disciplina intellettuale. Tale atteggiamento sarà manifesto anche a Bobbio da San Colombano e diverrà caratteristico del suo monastero (mentre in Irlanda ai questo modo ci si romanizzava, a Bobbio tale passione per la letteratura classica sarà poi strumento di salvezza di tante opere). Ecco perché qui saranno raccolti, trascritti e studiati tanti volumi o la biblioteca diverrà tra le più importanti d'Europa.
Sappiamo che, tra gli altri studi, Il latino era fondamentale, anche perchè permetteva un diretto contatto con i testi sacri; anche il greco non veniva trascurato. Tra gli autori sacri si sfogliavano, con instancabile mano, le opera dei santi padri: Cipriano, Cirillo, Giovanni Crisostomo, la cui austerità di vita bene si armonizzava con il carattere del popolo irlandese.
Il Martin afferma che non si può giudicare gran che dagli studi specifici di San Colombano, se non induttivamente dalla lettura delle sue opere, che saranno raccolte tra i primitivi testi studiati e ristudiati dai monaci nella biblioteca abbaziale e sottolinea "conobbe a fondo la Scrittura, specialmente i Salmi, i libri sacri sapienzali, il Nuovo Testamento. San Gerolamo, Eusebio, San Gregorio Magno Sallustio, Catone, Seneca, Virgilio, Orazio, Ovidio."
Per quanto rlguarda la Regola del Monastero di Bobbio, rimasta in vigore fino al tempo di Ludovico il Pio, Colombano la realizza Ispirandosi al Vangelo e manifestando un particolare rispetto per la cultura latina, nei due trattati, composto il primo di 10 e il secondo di 15 incisivi capitoletti. In essi lo stile appare stringato, asciutto, ma non arido, essenziale, il pensiero viene manifestato con poche e precise parole.
Questo parole entrano facilmente in chi le ascolta, non per rimanervi scheda programmata, nozione, ma per essere stimolo alla riflessione e alla autoperfezione.
Ecco alcuni pensieri da meditare. ' Ricordati ciò che sarai, non ciò che sei”, " Ciò che è non dura che un istante, ciò che sarà è eterno" .
In altra circostanza si dimostra meno draconiano, il suo stile appare intriso di vocaboli rari, grecismi, arguzie, vivido nelle lettere, pio negli scritti parenetici, sicuro nei disciplinari.
Risulta quindi un vero padrone della parola e al contenuto fa sempre aderire una forma adeguata, in modo da raggiungere un risultato efficace.
GII scritti di San Colombano sono disseminati di considerazioni che egli trasse dalla profonda conoscenza degli uomini. Colombano aveva anche vivissimo il senso dell'enfatico e del retorlco: nella poesia ricorda Virgilio, Orazio e Properzio... La Regola, stemperata in due parti, rispettivamente la prima è detta "Monachorum" e la seconda “Regola Coenabialis” ( la seconda pare tratta delle sanzioni dlsclplinari). Sottolineo l'aspetto ascetico-formatlvo della Regola; si arriva a Dio attraverso un lento e progressivo sforzo di perfezione interiore... ogni giorno si deve digiunare, così come quotidianamente si deve lavorare, pregare, leggere...
Da una vita contemplativa, delineata dal Cristianesimo orientale, si passa così ad una disciplina contemplativa attiva, nel solco profondo di una fede operante.
Da quanto detto si evidenzia l'atteggiamento specifico del monachesimo bobbiese di orientare l'attività dei monaci non solo al lavoro manuale, ma anche a quello intellettuale. Ecco perché presto si raccoglie una ricca biblioteca e si sviluppa e si afferma una fiorente schola.
I monaci di Colombano diventano, sullo stimolo di tale carattere della Regola e della mentalità del Santo, una specie di Domenicani, un corpo scelto dal punto di vista culturale, poiché gli avversari li dovevano combattere con la cultura. Dalle loro fila infatti escono gli uomini chiave della Cristianità delI'VIII e XI secolo.
Risulta che molti fossero stati, tra loro, uomini di elevato sapere; a loro si rivolgono pure i  Longobardi, consultandoli nelle incertezze...molti sono i documenti con i quali i sovrani favoriscono Bobbio in questo senso e ne stimolano le iniziative culturali.

Lucia Girometta


 

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